Future Library, la biblioteca del futuro che aprirà tra cento anni esatti

Un libro all’anno, da qui al 2114, andrà a costituire questa speciale biblioteca di Oslo

Future Library, letteralmente: Biblioteca del futuro, è uno di quei progetti estremamente affascinanti che ogni tanto nascono. La realizzazione di tale biblioteca, infatti, richiederà cento anni e ogni anno, un autore o un’autrice famosa scriverà un’opera che verrà donata alla biblioteca e che potrà essere letta solo nel 2114. Fino a quella data, si conoscerà solo il titolo dell’opera e, naturalmente l’autore: fra cento anni tutti i libri saranno stampati su carta che arriverà da mille alberi appositamente piantati fin da ora nella foresta del Nordmarka di Oslo, in Norvegia. I manoscritti verranno conservati in una stanza speciale ricavata nella nuova biblioteca pubblica di Deichmanske, che aprirà nel 2018 a Bjørvika, Oslo: la stanza sarà internamente tappezzata con legni provenienti dalla foresta del Nordmarka.

La prima opera conservata in questa speciale biblioteca sarà scritta da Margaret Atwood, poetessa e scrittrice canadese (che, per inciso, è data 33 a 1 ai prossimi Nobel per la letteratura dagli scommettitori inglesi), che ha subito accettato la proposta, perché, come afferma lei stessa:

È il genere di cosa a cui rispondi subito sì o no, e non stai lì a pensarci troppo. Questo progetto, se non altro, crede che la specie umana sarà ancora in giro tra un secolo

Future Library, la biblioteca del futuro che aprirà tra cento anni esatti

Dietro questo progetto c’è la trentatreenne artista scozzese Katie Paterson che ha affermato che i cento scrittori e scrittrici saranno “di qualsiasi età e nazionalità, di qualsiasi stile e genere o insieme di generi, e di qualsiasi lingua” e, per quel che riguarda la scelta di Margaret Atwood così chiosa:

Era il mio sogno che Atwood scrivesse per Future Library. Immagino le sue parole crescere tra gli alberi, un’energia mai vista, attivata e materializzata, e gli anelli degli alberi diventare capitoli dei libri.

Un progetto senza dubbio affascinante, come dicevamo all’inizio, anche se, molto probabilmente, nessuno di noi che ora leggiamo la notizia potrà mai leggere nemmeno una pagina dei testi che vengono ora scritti.

Via | Il Post

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