I migliori libri ambientati a Londra

Londra vive nelle pagine di alcuni romanzi anche dei giorni nostri: ecco una selezione dei migliori libri ambientati nella splendida città

Londra ammalia fior fiore di turisti e anche di lettori e lettrici. I libri ambientati a Londra sono sempre di più (citiamo il recente La mia Londra di Simonetta Agnello Hornby) e ognuno prova a delineare qualche aspetto nuovo e intrigante della City. Se già abbiamo avuto modo di soffermarci sui libri classici che hanno al loro cuore Londra, oggi cerchiamo di vedere i migliori libri ambientati a Londra.

Ovviamente si tratta di una selezione del tutto personale, che potrà variare in base ai gusti e alle letture di ognuno di noi. Come sempre, se avete altri consigli scriveteli nei commenti.

Londra


  • Storia di due città (Charles Dickens, 1859): Romanzo storico consacrato al realismo narrativo, Storia di due città mette in scena i destini di personaggi coinvolti nel vortice degli eventi della Rivoluzione francese e del successivo periodo del Terrore. Sebbene l'ambientazione, tra Londra e Parigi - le due città del titolo - differisca notevolmente dall'Inghilterra vittoriana, cui il romanziere ha quasi sempre attinto per i suoi lavori, quest'opera contiene tutti i classici temi dickensiani: dalla povertà alla nobiltà di spirito, dal sacrificio alla redenzione. Considerato dall'autore stesso uno dei suoi più riusciti esiti narrativi, Storia di due città è un testo che appassiona il lettore sin dalla prima pagina per il suo mescolare verità storica e finzione, ricerca erudita e capacità di rappresentazione delle sofferenze umane.

  • L'agente segreto (Joseph Conrad, 1907): ambientato in una Londra sconvolta da episodi di terrorismo, racconta la storia di un inetto a vivere che spera in un gesto clamoroso che lo recuperi alla propria dignità di uomo e di eroe. Non sa agire da solo e si serve del cognato che dovrà aiutarlo a superare tale condizione di inferiorità. Ma tutto questo non sarà sufficiente per salvare l'uomo dalla sua stessa incapacità di sopravvivenza.

  • Scene di Londra (Virginia Woolf, 1931-1932): “Londra è un incanto. Esco e passeggio su di un magico tappeto di foglie rossastre, e mi trovo trasportata nella bellezza, senza aver alzato un dito. Le notti sono meravigliose, con i porticati bianchi e gli ampi viali silenziosi. E la gente che entra ed esce, senza fare rumore, in tutte le direzioni, come conigli. Guardo giù per Southampton Row, bagnata come il dorso di una foca o rossa e gialla per il sole, e osservo gli omnibus che vanno e vengono e ascolto i vecchi, folli organetti. Uno di questi giorni scriverò di Londra, come raccoglie la vita delle persone e la porta con sé, senza sforzo alcuno...”. Così annotava Virginia Woolf nel suo diario il 26 maggio del 1924, e sette anni più tardi iniziava a pubblicare sulla rivista Good Housekeeping una serie di scritti su Londra, la città in cui era nata e dove è vissuta per quasi tutta la sua vita. Dai Docks a Oxford Street, dalle dimore dei grandi scrittori alle più famose abbazie e cattedrali, dal centro del potere politico ai personaggi più tipici, Virginia Woolf ci offre in queste pagine il ritratto indimenticabile di una città unica e straordinaria, che non cessa mai di affascinare i suoi innumerevoli visitatori.

  • Mary Poppins (Pamela L.Travers, 1964): Cosa aggiungere su Mary Poppins, governante per antonomasia, la più sognata dai bambini? Severa, certo e molto esigente, ma anche piena di sorprese e meraviglie, a partire dalla borsa da cui escono decine e decine di oggetti. E poi andare al parco con Mary Poppins è magnifico, perché ha un sacco di amici stravaganti.

  • Il Budda delle periferie (Hanif Kureishi, 1987): “Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno”. Comincia così Il Budda delle periferie, romanzo con il quale Hanif Kureishi esordiva nella narrativa nel 1990, dopo aver scritto le sceneggiature di My beautiful Laundrette e Sammy and Rosie Get Laid e dopo aver scritto e diretto London Kills Me. Il libro è un racconto di formazione che narra le peripezie sentimentali e le avventure di vita di Karim, adolescente metà inglese e metà indiano nella periferia londinese degli anni Settanta.

  • La sovrana lettrice (Alan Bennet, 2007): A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.

  • Appuntamento a Londra (Mario Vargas Llosa, 2009): Qualcuno bussa alla porta della camera d'albergo londinese di un uomo d'affari peruviano. E Raquel, che dice di essere la sorella di un suo vecchio amico. I due iniziano a parlare, ma a poco a poco i colpi di scena si susseguono e l'identità della donna si fa sempre più ambigua, sfuggente, inquietante, fantasmatica. La realtà sembra intrecciarsi alle invenzioni mentali, ai desideri, ai sensi di colpa. Appuntamento a Londra è una pièce teatrale sul mistero dell'amicizia, su come ognuno costruisce la propria identità e sui rituali e i malefici della sessualità nella vita segreta delle persone.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail