Dieci frasi di Charles Péguy a cent'anni dalla morte

Il 5 settembre 1914, durante la prima battaglia della Marna, moriva lo scrittore francese Charles Péguy

Charles Péguy, scrittore, poeta e saggista francese, moriva cento anni fa, a Villeroy, all’età di quarantuno anni.

Di ingegno brillante, fondò una libreria nei pressi della Sorbona e, quando questa fallì, fondò la rivista Cahiers de la Quinzaine, per far scoprire nuovi talenti letterari. La sua conversione al cattolicesimo è del 1907, ma tanto la sua intransigenza, quanto la passionalità del suo carattere, lo resero sospetto alla chiesa cattolica (di cui non vedeva di buon occhio l’autoritarismo) e ai socialisti (che, secondo lui, si macchiavano di anticlericalismo come anche di pacifismo). Durante la Prima Guerra mondiale si arruolò nella fanteria e morì in combattimento il 5 settembre 1914, all’inizio della prima battaglia della Marna.

Ecco alcune sue frasi celebri:


  • C’è qualcosa di peggio dell’avere un cattivo pensiero. È avere un pensiero bell’e fatto.

  • È sperare la cosa più difficile. La cosa più facile è disperare, ed è la grande tentazione.

  • I teorici della chiarezza scrivono libri torbidi.

  • Il mondo è pieno di persone oneste. Si riconoscono dal fatto che compiono le cattive azioni con più goffaggine.

  • Il trionfo delle demagogia è momentaneo, ma le rovine sono eterne.

  • La gente, oggi, è convinta che la morale consista dell’indignarsi contro qualcun altro.

  • Nella discussione non dire mai “La mia opinione è...” ma “La mia esperienza è che...”

  • Quando si è detto che il tempo passa, si è detto tutto.

  • Una parola non è la stessa in uno scrittore e in un altro. Uno se la strappa dalle viscere, l’altro la tira fuori dal soprabito.

  • Uno deve sempre dire ciò che vede. Soprattutto, che è più difficile, uno deve sempre vedere ciò che dice.

Charles Péguy

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