I test di Medicina 2015 si faranno

Marcia indietro del Ministro Stefania Giannini

I test di ammissione a Medicina 2015 ci saranno, a settembre, come di consueto.
Il ministro dell'Istruzione, dell'Università  e della Ricerca Stefania Giannini fa nuovamente marcia indietro - rispetto a quanto annunciato lo scorso agosto - e dichiara che non ci sarà alcuna abolizione del numero chiuso come precedentemente previsto.
La notizia è stata data dallo stesso ministro nel corso di un’audizione in Commissione alla Camera: “Il mantenimento dell’accesso programmato è un punto fermo del percorso per diventare medici. Cancellarlo sarebbe un salto indietro nel passato, deleterio per il sistema sanitario italiano che è uno dei migliori al mondo”, ha dichiarato. Aggiungendo che “non si tratta di un passo indietro, nessuno ha mai parlato di togliere il numero chiuso”.

Ripensamenti anche sulla data dei test: torna sul calendario la prima decade di settembre, in seguito alle polemiche suscitate con le prove fissate a metà aprile, nel pieno dell'attività didattica dei maturandi.

Addio al Test di Medicina dal 2015


29 agosto 2014

Ad aprile erano 65 mila (per 10mila posti), ma ogni anno sono tante, tantissime le aspiranti matricole che affrontano il test d'ingresso per essere ammessi alla facoltà di Medicina (una delle più richieste, insieme a Professioni sanitarie che come vi ricordiamo prevede l'esame di accesso il prossimo 3 settembre).

Ma a partire dal 2015 questo scoglio, difficilissimo da superare, potrebbe scomparire. Prosegue infatti il progetto annunciato - non senza i dubbi dei rettori - qualche settimana fa dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

Si punta ad un modello ispirato al sistema francese, ovvero un primo anno aperto a tutti e un esame di sbarramento finale, o dopo sei mesi, come ha proposto Giannini al tavolo dei rettori di giovedì 28 agosto. In Francia questo tipo di selezione è molto dura: passa infatti solo 1 studente su 5.

Il rettore dell'Università di Padova Giuseppe Zaccaria ha spiegato:

"Ministro e tecnici del ministero lavorano all'ipotesi di un primo anno comune che raggruppi medicina, farmacia e biotecnologie consentendo così di assorbire un numero di iscritti ben superiore a quello attuale del corso di laurea in medicina"

Quindi gli studenti riceverebbero solo gli insegnamenti di base comuni a tutti gli indirizzi, come chimica, fisica e biologica, per poi, una volta superato l'esame, passare ai corsi di laurea di indirizzo.

Se il nuovo piano entrasse in vigore, si tratterebbe senza dubbio di una vera e propria rivoluzione, e proprio per questo permangono dubbi e perplessità. Ma il ministero va avanti.

Maturità 2014: come si traduce una buona versione

Via | Corriere

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