Le Metamorfosi di Ovidio al Festival del Cinema di Venezia con Métamorphoses di Christophe Honoré

Il regista Christophe Honoré presenta a Venezia il suo film ispirato alle Metamorfosi di Ovidio

Canto le forme dei corpi che presero nuova figura.
Numi, poiché voi mutaste anche quelle, ispiratemi il canto,
e dall'origine prima del mondo remoto ai miei tempi
del mio poema continuo voi intessete la trama.

Iniziano così le Metamorfosi di Ovidio (traduzione di Ferruccio Bernini per Zanichelli), celebre poema epico-mitologico. Non è certo facile portare sullo schermo un’opera del genere (per inciso: non è mai facile realizzare un film da un libro perché i mezzi scelti sono molto diversi tra loro), però c’è chi ci prova. Alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Cinema di Venezia, in corso in questi giorni, c’è il film, in prima mondiale, Métamorphoses di Christophe Honoré (su Cineblog trovate una recensione in anteprima). Di questo film dice il regista:

Da bambino, ho sperimentato il piacere del racconto grazie a mio fratello maggiore che in segreto mi leggeva le Metamorfosi di Ovidio. Riesco ancora a vederci in quella stanza che dividevamo, lui seduto con il volume pesante in grembo, tenuto con tutte le sue forze per paura che potesse scivolargli, mentre io illuminavo le pagine con un fascio di luce gialla proveniente da una torcia la cui batteria stava inevitabilmente per scaricarsi.

Métamorphoses di Christophe Honoré

E poi continua:

Dopo otto film, ho sentito che era venuto il momento di immergersi nuovamente nel vivo della scrittura senza tempo di Ovidio. In un'epoca in cui il solo menzionare la Grecia evoca immediatamente il «debito greco», ho ritenuto che fosse urgente ricordare a noi stessi l'«eredità greca».

La trama ufficiale del film è la seguente: “Quando Europa marina la scuola per salire a bordo di un camion con un giovane affascinante di nome Giove, non sa che davanti a lei sta per profilarsi un viaggio iniziatico“.

Non ci resta che vedere il film per vedere come Christophe Honoré è entrato nella “scrittura senza tempo di Ovidio”. E nel frattempo magari potremo anche rileggerci le Metamorfosi di Ovidio.

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