Ricordando Gabriel García Márquez

A distanza di qualche mese dalla morte, ricordiamo lo scrittore colombiano, Nobel per la letteratura nel 1982, in attesa del suo romanzo postumo “Ci vediamo ad agosto”

Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)

Quando lo scorso 17 aprile Gabriel García Márquez è morto, a ottantasette anni, abbiamo potuto assistere a un fenomeno al quale siamo abituati ma che stupisce sempre: i social network gli hanno tributato un grande omaggio, tra citazioni, foto, ricordi e via dicendo. Si potrà senza dubbio obiettare che siamo di fronte a uno spirito di gruppo che porta i social network – Facebook in primis e poi anche Twitter – a seguire certe mode e quella del “morto del giorno” è una delle più ben salde. Eppure sono convinto, forse ingenuamente, che tutto quel continuo postare ricordi di Gabo avesse qualche radice ben più profonda: la stima e il rispetto per una persona che con le parole ha saputo decifrare l’animo umano e fissarlo nei libri. È assai probabile che dei moltissimi che hanno ricordato Gabriel García Márquez su Facebook solo una minima parte abbia letto i suoi testi, ma è altrettanto vero che per fermentare la massa di lievito ce ne va ben poco. Ripeto, forse sono ingenuo, ma sono riflessioni che mi scaturiscono ogni volta che qualche “grande” muore (ed è anche da notare, per inciso, che non a tutti i vip viene offerto lo stesso tributo da parte della rete: qualcosa vorrà pur significare).

Del resto credo che Gabriel García Márquez abbia saputo ben tracciare l’animo umano, come ebbe a sottolineare l’Accademia di Svezia quando gli conferì il Nobel per la letteratura nel 1982:

per i suoi romanzi e racconti, nei quali il fantastico e il realistico sono combinati in un mondo riccamente composto che riflette la vita e i conflitti di un continente.

Gabriel García Márquez (1927-2014)

Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)
Gabriel García Márquez (1927-2014)

Non tutti certamente la pensano così: basti pensare a Efraim Medina Reyes, anche lui scrittore e anche lui colombiano, per il Gabriel García Márquez dovrebbe chiamarsi García Marketing “perché ha trovato la formula perfetta del libro che vende”. Ma noi siamo sempre dell’idea che i consigli altrui sono utili, ma poi entra in gioco anche la sensibilità personale: un libro può piacere o meno, indipendentemente da quello che dice la critica e le recensioni varie. E il lettore, non dimentichiamolo mai, ha sempre ragione.

Gabriel García Márquez ci ha lasciato una grandissima eredità di scritti e l’estate potrebbe essere un ottimo momento per leggerli o rileggerli. C’è anche un testo inedito, ritrovato dopo la sua morte, che racconta l’amore nell’età matura. Ci vediamo ad agosto è il titolo di questo libro che così comincia:

Tornò sull'isola venerdì 16 agosto nel traghetto delle due del pomeriggio. Portava una camicia a quadri scozzesi, jeans, scarpe estive senza tacco e senza calze, un ombrellino di seta e, come unico bagaglio, una borsa da spiaggia.

E, lo confesso, sono ansioso di leggerlo non appena disponibile, per compiere quest’ultimo viaggio con il grande Gabo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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