Desaparecidos, i libri che illuminano una pagina nera della storia dell'America Latina

Romanzi, saggi, biografie, pagine dove si raccolgono i ricordi e il dolore di chi è stato protagonista delle migliaia di sparizioni in Argentina, Cile e altri stati dell'America Latina

"La notte delle matite spezzate" è uno dei tanti film e documentari girati per raccontare una delle pagine più nere della storia dell'Argentina e per non dimenticare i migliaia di desaparecidos (il cui numero non è ancora identificabile, ma si parla di oltre 30 mila persone) scomparsi tra il 1976 e il 1983 in seguito al colpo di stato che portò il comandante dell'esercito Jorge Videla al potere.

Una violenta dittatura, affiancata ad una durissima repressione che colpì studenti, membri di organizzazioni di sinistra, militanti, politici e chiunque  non si allineava con il potere. Moltissimi i ragazzi e le ragazze arrestati nel cuore della notte, torturati e fatti sparire nel nulla, imprigionati, uccisi o lanciati nell'Oceano. Alle madri che si recavano al ministero dell’Interno per sapere delle sorti dei loro figli veniva detto solo questo: desaparecidos, cioè scomparsi. Probabilmente scappati di casa, dicevano i funzionari, in realtà vittime di una feroce repressione politica che non si assestò nemmeno dopo a deposizione di Videla, nel 1983.

Desaparecidos non solo in Argentina: situazioni simili ci furono in altri stati dell'America Latina, come in Cile, durante la dittatura di Augusto Pinochet, in Brasile, Bolivia, Paraguay, Uruguay, Nicaragua e Perù, stati in cui l'operazione Condor di matrice statunitense colpì i dissidenti per reprimere l'influenza comunista e socialista che si contrapponeva al potere militare.

Desaparecidos, i libri che illuminano una pagina nera della storia dell'America Latina

Di queste amare vicende esistono molti libri: saggi, romanzi, autobiografie raccolgono tra le pagine i ricordi, il dolore e la disperazione di chi è stato protagonista di tanta crudeltà. Noi vi proponiamo alcuni titoli.


  1. "D'amore e ombra", (La Feltrinelli) di Isabelle Allende, romanzo in cui si parla del golpe militare nel Cile del 1973. Della stessa scrittrice esiste anche "La casa degli spiriti", che tratta della vita durante il regime di Pinochet.

  2. "Il ministero dei casi speciali", (Mondadori) di Englander Nathan, che racconta la disperata ricerca di due genitori sulle tracce scomparse del loro figlio Fato.

  3. "Una nonna di Plaza de Mayo", (Edizioni Anordest) di Laura Estela Carlotto, una donna che ancora oggi fa parte del movimento delle Nonne e delle Mamme di Plaza de Mayo, dove le donne si recavano per protestare contro il regime e per dare una voce ai desaparecidos.

  4. "Il mio nome è Victoria", (Corbaccio), la storia di Victoria Donda, figlia di un'attivista politica uccisa dopo averla messa alla luce. La storia di una rinascita quando, dopo 27 anni, la giovane donna scopre di non essere Analìa, figlia di un militare argentino, ma Victoria, "la nipote numero 87".

  5. "Memoria del buio" (Sperling & Kupfer) racconto corale costruito attraverso lettere, pagine di diario, testimonianze, poesie  di 112 donne argentine che hanno vissuto insieme, fra il 1974 e il 1983, l'esperienza drammatica della prigionia nelle carceri della dittatura.

  6. "Gli artigli del Puma", (Sperling & Kupfer), di Patricia Verdugo. Il Puma è un elicottero che in Cile negli anni Settanta atterrava per prelevare persone delle quali non si sarebbe saputo più nulla. Qui vengono raccolte le prove che costituiscono un definitivo verdetto di colpevolezza per il dittatore Pinochet.

  7. "Il generale e il giudice", (Guanda), dove Luis Sepúlveda racconta ciò che ha provato, visto, vissuto da quell'11 settembre 1973 in Cile fino a oggi. Racconta delle battaglie, degli amici perduti, della sofferenza dell'esilio. Di Sepùlveda sull'argomento c'è anche "Le rose di Atacama", racconto corale di uomini e donne che hanno in comune l'aver fatto della propria vita una forma di resistenza.

  8. "Le vene aperte dell'America Latina", di Eduardo Galeano. Pubblicato per la prima volta nel 1971, è un saggio che ripercorre la storia del Sud America, ricostruendo le principali tappe dello sfruttamento economico del Paese negli ultimi 500 anni.

  9. "Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel" (EL), di Massimo Carlotto. La storia del giovane Gabriel e della sua scoperta di essere figlio di genitori uccisi dalla dittatura di Videla.

  10. "Memorie del Calabozo - 13 anni sottoterra" (Iacobelli), di Mauricio Rosencof e Eleuterio Fernández Huidobro. I due autori sono i protagonisti quella tragica parentesi storica che ha visto contrapposti i guerriglieri del Min (Movimento di liberazione nazionale) alla dittatura militare uruguayana. Tredici anni di prigionia lunga e disumana all'interno dei calabozos, celle d'isolamento di cui gli autori evocano la memoria e il terrore; torture fisiche e psicologiche, alienazione e delirio sono il leitmotiv dei loro giorni e delle loro notti, fino alla liberazione.

Foto | Wikipedia

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