Jack Kerouac e gli scrittori on the road

Quando si pensa alla letteratura statunitense, Jack Kerouac e la Beat Generation si affacciano subito alla nostra mente.

– Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare.

On the Road – Sulla strada di Jack Kerouac vedeva la luce il 5 settembre 1957. Da allora quel libro, scritto su un rotolo di carta per telex lungo trentasei metri, è diventato una sorta di manifesto per molti, identificati con il termine di Beat Generation.

Il titolo rimanda al viaggio, ovviamente, ma quella di Kerouac non è solo la storia di un viaggio quanto quella di un incontro. Il viaggio di cui parla Kerouac è più un qualcosa di astratto, potremo dire di inutile: l'importante è camminare fino a quando non si arriva. Non importa dove, ma il viaggio. Questo nomadismo è un po' la cifra di un atteggiamento esistenziale dinanzi alla vita, un nomadismo dell'anima che porta con sé legami alternativi, la ricerca di compagnia e, soprattutto, la ricerca di se stessi al di fuori del conformismo imperante di allora (e di oggi).

L’eBook che ripercorre su Google il romanzo Sulla strada di Kerouac

E così in America quando il sole tramonta e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume a guardare i lunghi lunghi cieli sopra il New Jersey e sento tutta quella terra nuda che si srotola in un'unica incredibile enorme massa fino alla costa occidentale, e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente che sogna nella sua immensità, e so che a quell'ora nello Iowa i bambini stanno piangendo nella terra in cui si lasciano piangere i bambini, e che stanotte spunteranno le stelle, e non sapete che Dio è Winnie Pooh?, e che la stella della sera sta tramontando e spargendo le sue fioche scintille sulla prateria proprio prima dell'arrivo della notte che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge le vette e abbraccia le ultime spiagge, e che nessuno, nessuno sa cosa toccherà a nessun altro se non il desolato stillicidio della vecchiaia che avanza, allora penso a Dean Moriarty, penso perfino al vecchio Dean Moriarty padre che non abbiamo mai trovato, penso a Dean Moriarty.

La Beat Generation

Abbiamo accennato sopra alla Beat Generation. Cos’è? Conosciuta anche come “gioventù bruciata”, la Beat Generation è stato un movimento artistico, poetico e letterario sviluppatosi statunitense, nato da un gruppo di scrittori nel 1950.

Nel cuore della Beat Generation ci sono alcuni elementi peculiari come il rifiuto di norme imposte, le innovazioni dello stile, la sperimentazione delle droghe, la libertà assoluta nel vivere la propria sessualità, un forte interesse per la religione orientale, un rifiuto del materialismo. La Beat Generation ha contribuito a rafforzare l’idea del mito americano ed è stata fonte di ispirazione per molti altri movimenti, come quelli del maggio 1968, l'opposizione alla guerra del Vietnam, Woodstock.

Jack Kerouac è considerato il fondatore e autore principale di riferimento di questa corrente e, accanto a lui, troviamo Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, Gary Snyder, Lawrence Ferlinghetti, Norman Mailer.

In Italia la Beat Generation è stata fatta conoscere soprattutto da Fernanda Pivano, figura di rilievo nella scena culturale italiana, protagonista e testimone dei più interessanti fermenti letterari del secondo Novecento, amica, ambasciatrice e complice di autori leggendari, quali, appunto, quelli della Beat Generation.

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