Sesto potere - La sorveglianza nella modernità liquida

Il nuovo libro di Bauman, in conversazione con David Lyon, sociologo della sorveglianza, ci traghetta verso un futuro in cui nessuno potrà sperare di non essere spiato

Cosa c’entrano i droni dell’intelligence americana con Facebook? Se non avete la risposta pronta i casi sono due: o non avete seguito la vicenda legata alle rivelazioni di Edward Snowden, che in Italia è stata ribattezzata Datagate, oppure, se l’avete seguita, il collegamento non vi viene ancora spontaneo.

Perché la questione della privacy è in eterna evoluzione e non è detto che condividere l’indignazione generalizzata per il programma di sorveglianza dell’NSA, l’agenzia made in USA che spia indistintamente e in maniera massiva le comunicazioni di liberi cittadini o leader di paesi stranieri, voglia anche dire essere parte della soluzione e non del problema.

Bauman, sociologo, pensatore, creatore del fortunato e mai troppo introiettato concetto di «modernità liquida», nella sua densa e impegnativa conversazione con David Lyon, docente di sociologia che dirige il Surveillance Studies Centre, spiega il perché.

Ecco cos’è Sesto potere (il titolo, purtroppo, è tutto italiano. L'originale è, in maniera molto più interessante e coerente, Liquid Surveillance. A conversation. Che diventa "quasi" il sottotitolo italiani: La sorveglianza nella modernità liquida.

Un libro che racconta come l’esigenza di azzerare la privacy dell’individuo da parte del “potere” – nessuno ci veda complottismo, per carità: il pensiero di Bauman e di Lyon è ampio e articolato e patisce la semplificazione del linguaggio nel tentativo di riassumere – va di pari passo con il singolo che abdica lentamente al proprio diritto alla privacy medesima attraverso i social network.

«Siamo noi, per nostra volontà, a mandare al massacro il nostro diritto alla privacy. O forse acconsentiamo a perdere la privacy perché lo consideriamo un prezzo ragionevole da pagare in cambio delle meraviglie che ci vengono offerte. […] La gioia di essere notati ha la meglio sulla paura di essere svelati. […] La condizione di essere sorvegliati e visibili è stata derubricata da minaccia a tentazione»

Il privato, insomma, diventa pubblico. E risulta semplicistico liquidare il tutto con il fatto che se non si ha niente da nascondere questo non è un problema. Anzi, la semplificazione del ragionamento va di pari passo con l’erosione all’abitudine ad avere una sfera privata non condivisa con terzi (a volte addirittura sconosciuti o anonimiI) ed è molto comoda per il “potere” – ancora una volta, non si pensi a un grande vecchio che accarezza il gatto nella penombra e complotta contro il bene collettivo, per carità – che, nel frattempo, ha bisogno di azzerare i mezzi con cui controlla e con cui combatte, affinché le guerre contro il “nemico” possano essere combattute in maniera sempre meno percepita dalla popolazione nel nome della quale le medesime guerre sono combattute, e quindi minimizzando il costo politico.

Fra scambi brevi e altri più prolungati, Lyon e Bauman conducono il lettore interessato – e, inutile dirlo, dovremmo esserlo tutti. Mentre lo scrivo, il mio feed di Facebook prosegue velocemente fra condivisioni di selfie, inviti a giocare a qualche gioco online, indignazione a orologeria già dimenticata, condivisioni di notizie bufala, indignazione per la condivisione di notizie bufala e via dicendo. Quindi, è utopistico pensare che la massa possa davvero interessarsi a questi concetti. Ecco perché, probabilmente, la battaglia di Snowden è persa nel breve periodo – verso un mondo sempre più vicino e immanente dove nessuno (leggasi proprio: “nessuno”, non è un’iperbole) potrà rifugiarsi per non essere spiato.

Nonostante questo scenario post-orwelliano, si rintraccia fragile, nel pensiero di Bauman, la consueta, oserei dire «liquida» speranza. O quanto meno un possibilismo che non è necessariamente predizione di un futuro distopicamente cupo.

Lettura imprescindibile per proseguire nell’approfondimento del pensiero di Bauman, per avvicinarsi al medesimo, data la trattazione sistematica di temi alla portata di tutti e vicini alla vita di tantissimi – i social network – e per riflettere sulla prossima condivisione su Facebook che faremo.

sesto potere

Sesto potere è edito, in Italia, da Laterza.

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