Maturità 2014: nei guai il portale Scuolazoo per gli 'aiuti in diretta'

La Polizia Postale ha imposto il sequestro preventivo per una pagina del sito

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La Maturità 2014 è iniziata ieri - oggi si terrà la seconda prova di indirizzo - e il sito Scuolazoo ha ricevuto un decreto di sequestro preventivo per una pagina del sito (questa qui nello specifico) dalla Polizia Postale.

Infatti il portale avrebbe promesso le soluzioni delle tracce della maturità "in diretta" via chat: gli studenti, secondo le istruzioni pubblicate, avrebbero dovuto inviare la fotografia della traccia e avrebbero poi ricevuto il testo dello svolgimento.

La polizia in un comunicato ufficiale ha spiegato:


"Il sito pubblicizzava un servizio di ausilio per le prove di esame attraverso we chat e l’utilizzo del telefono cellulare in sede di esame. Questa attività non è passata inosservata grazie all'incisiva attività di monitoraggio della Polizia Postale. La procura della Repubblica ha valutato i fatti ed emesso un decreto di sequestro preventivo di urgenza della pagina web"

I fondatori del sito, Paolo De Nadai e Francesco Fusetti Nazari, hanno smentito però di aver ricevuto una denuncia per istigazione a delinquere ("per aver pubblicamente istigato la commissione del reato di cui all'art. 1 L. nr.475/1925 che punisce chiunque, con qualsiasi mezzo, offre di procurare od eseguire dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici ovverosia quello di produrre tali scritti ad esami pubblici"):

"Non ci sono denunce, a noi non è arrivato niente. La polizia postale ci ha solo fatto mettere off-line un articolo. La Polizia Postale, incaricata dal Tribunale di Milano, ha imposto un 'decreto di sequestro preventivo' per la pagina: https://maturita.scuolazoo.it/esami-maturita-2014-wechat-maturapp/ prontamente modificata secondo le indicazioni ratificate ufficialmente. Nell'articolo contestato, il testo è stato definito fuorviante in quanto poteva lasciare intendere agli studenti di poter fotografare le prove d'esame"

Intanto però il Codacons chiede misure drastiche al Ministero per impedire l'uso dei telefoni durante le prove e garantire così la regolarità.

Via | Corriere

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