Maturità 2014: come si traduce una buona versione

La seconda prova per l’esame di maturità cambia a seconda degli indirizzi di studio. Noi ci soffermiamo su come effettuare una buona traduzione.

Dopo la prima prova della maturità 2014 comune a tutti gli indirizzi, la seconda varia in base agli istituti. Per quest’anno abbiamo come seconda prova greco al Liceo classico; matematica al Liceo scientifico; lingua straniera al Liceo linguistico; pedagogia al Liceo pedagogico; economia aziendale ai Ragionieri, estimo ai Geometri, alimenti e alimentazione all'istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione.

Ci soffermiamo sulle prove di traduzione, con uno sguardo particolare alla metodologia da usare per la traduzione dal greco prevista al Liceo Classico.

Ecco, quindi, dieci consigli su come tradurre una buona versione.

Maturità 2014: come si traduce una buona versione

Che ne dite di un bel viaggio in Croazia dopo gli esami di maturità? Ecco tutti i dettagli!


  1. Analizzare il testo in modo scientifico e comprenderne la logica.

  2. Dedicare attenzione al titolo.

  3. Leggere le frasi, con calma, fino al primo punto (c’è chi consiglia di leggere tutto il testo una prima volta: secondo noi è un po’ inutile, ma se vi fa sentire più tranquilli fatelo) Analizzare il periodo seguendo diversi passi: individuare verbo, soggetto e l’elemento su cui ricade l’azione. Se il verbo è al singolare, anche il soggetto sarà al singolare: quindi fate attenzione. Sottolineate i verbi e individuare quelli fraseolgici o servili. Va da sé che da numero dei verbi presenti nel testo si capisce quante sono le frasi e quindi si può procedere a mettere delle barre a matita sul testo per separarle

  4. Dividere le frasi con segni a matita per capire meglio il testo; non usare il vocabolario in questa prima fase: è fondamentale capire la logica del testo prima di passare alla traduzione. Tradurre un termine dietro l’altro, in maniera meccanica, è del tutto inutile e vi porterà senza dubbio a sbagliare completamente la traduzione stessa.

  5. Prestare attenzione alle congiunzioni: quelle coordinanti indicano che la frase che segue è uguale alla precedente e quelle subordinanti che la frase successiva è una secondaria.

  6. Individuare il soggetto che compie l’azione e l’argomento del verbo, non semplicemente il complemento oggetto.

  7. Passare quindi alla traduzione.

  8. Rileggere il testo tradotto facendo attenzione a non adattarlo a modo proprio, inserendo parole o congiunzioni che non ci sono.

  9. Scegliete testi eleganti in italiano, soprattutto se aspirata a un voto alto: in altre parole non usate sempre e solo il verbo “dire” e “fare”!

  10. Ultimo consiglio: sarebbe bene calare la traduzione nel contesto storico in cui è scritto il testo originale. Per far questo bisogna, naturalmente, conoscere il periodo in cui è vissuto l’autore e poi leggere approfonditamente il vocabolario: quelli buoni contengono indicazioni delle voci che variano a seconda dei periodi (diffidate, pertanto, di quei vocabolari e vocabolarietti che a un termine di una lingua ne fanno corrispondere uno solo di un’altra lingua).

L’errore più comune nelle traduzioni? Secondo i prof avvengono quando non dividono bene le frasi e traducono, per esempio, un complemento di termine nella frase successiva rispetto a quella in cui invece si trova: in tal modo tutto il periodo viene stravolto e non si capisce più il senso di tutta la versione.

Via | La Stampa

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