Vent’anni senza Massimo Troisi: 5 libri per ricordarlo

Ricorre oggi il ventesimo anniversario della morte di Massimo Troisi. Lo ricordiamo consigliandovi cinque libri.

Vent’anni fa, il 4 giugno 1994, moriva Massimo Troisi. Un attacco cardiaco, dovuto alle febbri reumatiche di cui soffriva, portò via a soli quarantuno anni uno degli attori più originali e interessanti del nostro panorama cinematografico e teatrale.

Difficile scrivere di Massimo Troisi nello spazio di un post: per questo motivo facciamo quello che ci riesce meglio e cioè vi rimandiamo a libri che parlano di lui. Ecco, quindi, i nostri cinque suggerimenti di lettura per ricordare il grande Massimo Troisi.


  1. Massimo Troisi (a cura di M. Giusti), Il mondo intero proprio (Mondadori, 1998): Un libro e una cassetta in cui è possibile vedere e leggere il "meglio" di Troisi in televisione. Trascritto senza omissioni, inseguendone i respiri, le pause, le ripetizioni, i cambi di registro dal dialetto all'italiano, questo "Troisi scrive Troisi" diventa quasi un conte philosophique, un saggio sul senso della vita.

  2. Giuseppe Sommario, Massimo Troisi. L’arte della leggerezza (Rubbettino, 2004): Attraverso una comicità estrema giocata ai confini del comprensibile, Troisi metteva in scena una vera e propria sfida all'industria del cinema, una dichiarazione di non omologazione: questo il punto di partenza scelto dall'autore per sondare i processi creativi e comunicativi del regista di "Ricomincio da tre". Lo studio parte dall'analisi dettagliata di quattordici scene attraverso le quali si indaga l'articolato mondo dei codici espressivi adottati da Troisi nei suoi film: dall'italiano al dialetto, dai silenzi alle pause, fino al codice mimico-gestuale e prossemico. Una sorta di laboratorio sulle forme, i procedimenti e le tecniche attoriali di Troisi nel suo "farsi" comico.

  3. Matilde Hochkofler, Massimo Troisi. Comico per amore (Marsilio, 2006): Di questo libro, dice Alessandra Casella: “La Hochkofler riesce a farci sentire Massimo Troisi più vicino e, raccontando l'uomo, i suoi ideali, il suo senso profondo dell'amicizia, la sua malattia, ci fa conoscere più a fondo un artista innovativo e stimato da tutti”.

  4. Rosaria Troisi – Lilly Ippoliti, Oltre il respiro. Massimo Troisi, mio fratello (Iacobelli, 2012): Rosaria, sorella di Massimo, apre lo scrigno dei propri ricordi. Attraverso i racconti sull'infanzia e sulla famiglia, emergono le figure che hanno plasmato la sensibilità dell'attore napoletano, insieme ai personaggi e ai contesti che hanno ispirato la sua arte. Ma anche il ritratto di un uomo che ha affrontato gli ostacoli della vita con determinazione, sfidando con coraggio la sua malattia e il suo destino. Dai primi passi in palcoscenico alla Smorfia, fino alla fine della sua carriera cinematografica, l'arte di Troisi è stata sorretta da una profonda sensibilità sociale che, abbattendo gli stereotipi sulla meridionalità, lo ha reso beniamino di tutto il Paese.

  5. Davide Certosino, La filosofia di Massimo Troisi (Tullio Pironti, 2013): Scrive Giulio Baffi nella prefazione: “Che incredibile labirinto della memoria ci offre ogni giorno Massimo Troisi. Ogni giorno da anni. Perché non c'è giorno che da qualche parte qualcuno non ne cerchi il ricordo, ritrovandone il segno, il gesto, la parola. Frammenti che un'intera generazione ha imparato a conoscere, per sorrisi che hanno lasciato il segno nel cuore di un numero enorme di spettatori. Momenti "di culto", occasioni per "citazioni", segmenti di "riflessione" in un quotidiano lessico amicale e familiare. Procediamo così nell'universo di Massimo Troisi, dipanando il gomitolo di parole ed emozioni che solo può condurre fuori dal labirinto delle sue invenzioni. O invece scegliendo di rimanere ancora un poco imprigionati in quel suo universo fatto di frasi geniali che fissarono le ansie, i sogni, le illusioni, le delusioni, i sentimenti di una generazione, proiettandosi poi lontano, per incuriosire e sedurre chi oggi lo incontra nei personaggi dei suoi film che non ci si stanca di vedere, nelle registrazioni del suo lavoro d'attore geniale. A mettere insieme il complesso percorso di parole che ci ha lasciato, si resta sorpresi ancora una volta da quel suo universo ricco di riflessioni e di spunti critici. Fotografie di spietata ironia. Frasi che fanno sorridere e allo stesso tempo fermano la risata e l'allontanano, per guardare oltre e comprendere il senso della sua critica, mescolanza sapiente di apparente ingenuità, amarezza, impertinenza e umorismo."

Vent’anni senza Massimo Troisi: 5 libri per ricordarlo

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Foto | Wikipedia

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