L'ambasciatrice giura sull'eReader e partono le polemiche

L'ambasciatrice americana in Svizzera ha prestato giuramento su una copia digitale della Costituzione. Ordinaria amministrazione, ma le polemiche dei benpensanti sono sempre servite.

Sta facendo il giro del mondo la notizia che Suzi LeVine, diplomatica degli Stati Uniti d’America in Svizzera e Liechtenstein, ha prestato giuramento, di fronte al vicepresidente Joe Biden, mettendo la mano su un eReader che conteneva copia digitale della Costituzione americana. L’eReader in questione è un Kindle Touch, ma questo è secondario.

A leggere i commenti sui vari siti si rimane un po’ basiti o divertiti, fate voi, come se fosse il mezzo a certificare la validità del giuramento. Stando a questi commenti, infatti, sembra che giurare su un testo digitale abbia meno valore che farlo su un testo cartaceo perché, a detta di taluni, un testo è più vero se è scritto su un foglio di carta e non su uno schermo. Naturalmente questi commenti indignati vengono scritti online, tramite un tastiera: ma a questo nessuno ci fa caso.

Nulla di nuovo sotto il sole, per carità: polemiche (anche se non per i giuramenti) ce ne furono quando Gutemberg inventò la stampa, perché i veri libri erano scritti a mano, mica stampati. E altre polemiche si ebbero quando dalla pergamena si passò alla carta. Forse ci saranno state anche polemiche quando dalle tavolette incise iniziarono a scrivere sui papiri: è un dato di fatto incontestabile che scrivere su delle tavolette di legno o pietra (meglio pietra, no?) è molto più duraturo che non scrivere sui papiri…

Polemiche sterili, secondo me, e portate avanti da ribelli da salotto che se ne stanno a commentare su device digitali, come si ama dire, e che chissà se leggeranno almeno un libro (cartaceo, ovviamente, che digitale non lo degnano di uno sguardo) durante l’anno.

L'ambasciatrice giura sull'eReader e partono le polemiche

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: