Oggi è domenica, una poesia di Nazim Hikmet

Si sentiva tanto felice al sole il poeta Nazim Hikmet una domenica di tanti anni fa. Ecco la sua struggente poesia.

Un momento di pura vita e consapevolezza di sé, nel sole: ecco la prima domenica fuori di prigione di Nazim Hikmet, una delle voci più importanti della letteratura turca, di cui lo scorso anno abbiamo celebrato il cinquantesimo anniversario della morte.

In quel ritaglio di libertà della vita di cui ci parla Nazim Hikmet – che era chiamato anche il rivoluzionario romantico – solo poco può importare, visto il corpo riprende con prepotenza le sue priorità dopo la lunga costrizione: la terra, il sole e me.

Oggi è domenica.
Per la prima volta mi hanno portato al sole oggi.
E per la prima volta nella mia vita sono rimasto esterrefatto
che il cielo sia così lontano
e così blu
e così vasto
che sono rimasto senza muovermi.
Poi mi sono seduto sul suolo
e con rispettosa devozione
appoggiato al muro bianco.
Chi se ne frega le onde dove anelo a rotolare
o dei conflitti o della libertà o mia moglie in questo momento.
La terra, il sole e me ...
Mi sento felice e tanto.

Oggi è domenica, una poesia di Nazim Hikmet

Una poesia intensa e struggente, magari da leggere insieme ad altri suoi versi, come, per esempio, quelli tratti dal componimento Alla vita (da Poesie d'amore, 1950) in cui, tra l'altro, leggiamo:

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio,
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

E a noi, cosa serve per realizzare finalmente quanto sia vasto il cielo?

Foto | Paulo Brandão via photopin cc

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