Charles Bukowski a botta sicura, di Gerald Locklin

Come andare d'accordo con Charles Bukowski: 1. Mai telefonargli (mai fatto) 2. Mai presentarsi senza essere stati invitati...3. Se dovete incontrarlo, fatelo la mattina...4. Quando Bukowski dice: “Eccoci, è ora di tornare alle str.....letterarie”, è il momento ideale per andarsene

Chi meglio di un amico può cercare di descrivere agli altri una idea il più possibile anti-retorica e autentica di noi stessi: un compito del genere lo ha svolto secondo me in modo superblo, con toni paradossalmente tanto irriverenti quanto bassi, Gerald Locklin, storico “amico” appunto, del grande Buk.

E così per avere tra le mani un ritratto quanto più possibile vero e semplice del vecchio genio, vi consiglio proprio di leggere Charles Bukowski a botta sicura, dell'editore Leconte. Già il sottotitolo la dice lunga: “Ehi Gerald, mia figlia verrà a studiare nella tua università l'anno prossimo. Non metterle le mani addosso!”.

L'unica figlia di Bukowski, l'amatissima Marina, che “sa che se mi dicesse: Oddio, adoro il tuo modo di scrivere' mi farebbe arrabbiare – dice di lei Buk - Siamo simili, non ce ne andiamo in giro a dire cose che possono essere capite”.

Naturalmente c'è il racconto degli esordi artistici, di quando anche Linda (l'amatissima moglie) non era ancora entrata nella sua esistenza, e le prime letture davanti al pubblico con retroscena d'ordinanza (con tanto di vomito alcolico al parcheggio e sbronza finale per festeggiare).

Ma anche i motivi della sua grandezza artistica, individuata dall'amico e scrittore Locklin in un bellissimo concetto di libertà. Divertente il decalogo Come andare d'accordo con Charles Bukowski e un omaggio sarcastico in poesia all'idea che, una volta fatta la grana, Bukowski si sia “venduto”.

La domanda rimane: come è stato possibile per Locklin diventare “amico” di un tipo come lui? E' accaduto grazie a una leggendaria corrispondenza durata 25 anni e il segreto di un rapporto così lungo del tempo è stato, secondo Locklin, il suo modo di fare, visto che “non ho mai usato il suo numero di telefono, non sono mai andato a trovarlo senza preavviso...non gli ho mai imposto la sua presenza”.

Ed è proprio la riservatezza affatto snob del Bukowski scrittore rispetto alla sua vita privata uno degli aspetti che mi ha sorpreso leggere, “un lato...di cui pochi dei suoi lettori sono a conoscenza, proprio come Hemingway che non amava la compagnia dei professori, dei critici e dei colleghi scrittori e aveva innumerevoli conoscenze fra la gente comune, persone che aveva incontrato in tutti i posti dove aveva vissuto”.

Proprio come la ragazzina che abitava vicino alla sua famiglia e che sarà quella che sarà vista piangere di più, al suo funerale. Grandezza umana, oltre che artistica.

Gerald Locklin
Charles Bukowski a botta sicura
Leconte ed.
10 euro

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