Dieci frasi di William Shakespeare a 450 anni dalla nascita

William Shakespeare, il più grande drammaturgo della cultura occidentale, nasceva 450 anni fa. Il nostro omaggio.

Il 23 aprile 1564, vale a dire 450 anni fa, William Shakespeare nasceva a Stratford-upon-Avon per poi morire, nella stessa città e sempre nello stesso giorno del 1616.

A dire il vero nessuna delle due date è esatta: non conosciamo, infatti, la data di nascita del grande drammaturgo ma sappiamo che è stato battezzato il 26 aprile e quella del 23 è una data convenzionale accettata più o meno da tutti; anche per la morte non ci siamo con il 23 aprile perché segue il calendario giuliano, allora in uso in Inghilterra, mentre secondo il calendario gregoriano (che i paesi cattolici avevano adottato dal 1582), la data di morte è il 3 maggio. In ogni caso, al di là delle date, quel che è certo è che in quei cinquantadue anni, William Shakespeare ha prodotto opere di tale livello da essere considerato il più importante scrittore in lingua inglese e ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale.

Come sempre noi crediamo che il miglio modo per celebrare autori e autrici di tale calibro sia quello di leggere direttamente le loro opere perché solo così se ne potrà apprezzare la grandezza e la profondità. Per invogliarvi alla lettura delle opere di Shakespeare, allora, eccovi dieci frasi tratte dalle sue opere.

Dieci frasi di William Shakespeare a 450 anni dalla sua nascita


  1. Addio, bella crudeltà. (da La Dodicesima Notte)

  2. Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana. (da Romeo e Giulietta)

  3. Chi muore senza portar nella tomba una pedata, dono di un amico? (da Timone d'Atene)

  4. Eretico sarà chi accenda il rogo, non già colei che vi brucerà dentro! (da Il racconto d'inverno)

  5. Gli uomini chiudono la propria porta contro il sole che tramonta. (da Timone d'Atene)

  6. Il silenzio è l'araldo più perfetto della gioia: sarei ben poco felice se fossi capace di dire quanto. (da Molto rumore per nulla)

  7. L'afflizione potrebbe anche sorridere un giorno; fino allora, mio dolore, stattene in un cantuccio zitto e buono. (da Pene d'amore perdute)

  8. La bellezza da sola persuade | Gli occhi degli uomini senza aver bisogno d'avvocati. (da Lucrezia violata)

  9. La follia, mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'è luogo dove non risplenda. (da La dodicesima notte)

  10. Nascondi ciò che sono | E aiutami a trovare la maschera più adatta | Alle mie intenzioni. (da La Dodicesima Notte)

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