Jacques Le Goff: cinque libri per ricordarlo

Jacques Le Goff è stato un grandissimo storico medievale e i suoi testi sono fondamentali per comprendere la realtà di allora e di oggi.

Jacques Le Goff lascia un’enorme eredità di studi sul Medioevo che hanno contribuito a conoscere meglio un periodo storico a errore considerato “oscuro”. Sui libri di Le Goff in molti abbiamo studiato tanto alle superiori che all’Università, ma anche molti (e mi ci metto anche io) l’abbiamo apprezzato anche dopo, quando abbiamo scoperto la bellezza di leggere i suoi libri, dal fondamentale L’uomo del Medioevo in poi.

Il cielo sceso in terra. Le radici medievali dell’Europa (Laterza, 2004) è uno dei testi che consulto più spesso. Così leggiamo nella prefazione: “L’Europa si costruisce. È una grande speranza che si realizzerà soltanto se terrà conto della storia: un’Europa senza storia sarebbe orfana e miserabile. Perché l’oggi discende dall’ieri, e il domani è il frutto del passato. Un passato che non deve paralizzare il presente, ma aiutarlo a essere diverso nella fedeltà, e nuovo nel progresso”.

Ne Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo (Laterza, 2012) Jacques Le Goffe si sofferma sul denaro che non è certo un protagonista di primo piano del Medioevo. Dai pulpiti medievali, infatti, risuona la condanna dell'avarizia come peccato capitale e le parole dei monaci e dei frati elogiano la carità ed esaltano la povertà come ideale incarnato da Cristo. Non l'accumulo, non la ricchezza garantiscono il buon vivere. La salvezza è nel dono e nel sostegno ai deboli. La pecunia è maledetta e sospetta, perché né il denaro né il potere economico sono arrivati a emanciparsi dal sistema globale di valori proprio della religione e della società cristiana.

Jacques Le Goff: cinque libri per ricordarlo

L’immaginario medievale (sempre Laterza, 2011) è uno dei testi più affascinanti di Le Goff: quali erano i pensieri di un uomo medievale? Quali immagini popolavano la sua veglia e i suoi sogni? Attraverso la letteratura erudita e popolare, l'arte, le prediche dei chierici, i racconti di discese agli inferi, la classificazione e spiegazione dei sogni, Le Goff individua i simboli e le metafore con cui gli uomini del Medioevo interpretavano il mondo terreno e ultraterreno.

Il re medievale (Giunti, 2012) è un libricino in cui lo storico si sofferma sulla figura dei sovrani del Medioevo. Dopo il crollo definitivo dell'Impero romano e il periodo delle invasioni barbariche, si delinea una figura assolutamente nuova e originale di capo politico: il sovrano dei giovani regni d'Europa. Attraverso l'analisi della qualità del potere esercitato, dei rituali che costellano la sua esistenza, delle funzioni che giustificano la sua autorità agli occhi del suo popolo, si viene costruendo il profilo sempre più definito e completo di uno dei personaggi-chiave del Medioevo occidentale.

Ne La civiltà dell’Occidente medievale (Einaudi, 2013) Jacques Le Gosse si sofferma sulla forza creatrice dei secoli tra il X e il XIII che è all'origine di molte delle innovazioni tipiche del mondo in cui viviamo: dalla nascita della città all'affermarsi di un nuovo modo di trasmettere il sapere e di studiare, legato alle università; al tempo stesso, nuove tecniche vengono allora messe in opera e "si fanno strada nuovi atteggiamenti nei confronti del tempo, del denaro, del lavoro, della famiglia". Una grande lezione di storia, che ci mostra nelle loro profonde interdipendenze i vari atteggiamenti degli uomini.

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