Un delitto molto milanese, di Antonio Steffenoni

Una città in cui tutti mentono. Il mondo della pubblicità dove molti fingono. Il commissario Campos che nasconde una verità scomoda: ecco i punti nodali intorno a cui si muove il nuovo romanzo di Antonio Steffenoni.

Un delitto molto milanese è un giallo di Antonio Steffenoni pubblicato da Rizzoli. Che sia un giallo non ci piove, visto che il delitto ce l’abbiamo proprio nell’incipit e che tutto il romanzo sia poi imperniato nel risolvere il delitto stesso:

Il corpo di Marcello Luccioli era stato trovato alle nove e un quarto di quel lunedì mattina da Laura Solenghi, segretaria del reparto Progress, la sola, oltre al Direttore Creativo Giuliano Giusti, abituata ad arrivare in ufficio prima delle nove e mezza. Riverso sul tavolo della sala riunioni, al terzo piano dell’agenzia, Luccioli presentava una ferita alla nuca, dalla quale aveva perso poco sangue. A sfondargli il cranio era stato un soprammobile in bronzo, onice e argento che, dopo l’uso, l’assassino aveva malamente ripulito e rimesso su una mensola nera che percorreva un’intera parete del locale. Sulla mensola erano allineati una decina di oggetti più o meno simili, premi ricevuti da Luccioli e dalla sua agenzia pubblicitaria nel corso di una lunga carriera.

A condurre le indagini è il commissario Ernesto Campos, mezzo spagnolo, figura solitaria che nasconde un passato misterioso. Steffenoni scrive il suo romanzo intorno a quello che è il motivo principale dei delitti e che, forse, spesso sfugge: vale a dire il movente. Sesso, soldi e potere sono i principali motivi di quest’indagine, moventi che ritornano in molti delitti e che per questo è interessante approfondire in maniera sempre nuova e sempre rigorosa.

Un delitto molto milanese, di Antonio SteffenoniA complicare la situazione è l’ambiente del delitto, che è quello della pubblicità: Marcello Luccioli, infatti, il cui cadavere apre la narrazione, è direttore di una grossa agenzia pubblicitaria. E, lo sappiamo bene!, nel mondo della pubblicità districare i fili della matassa per capire quello che è vero da quello che si vuol far credere come vero non è una cosa semplice.

Sullo sfondo c’è Milano, con le sue strade, i suoi quartieri, i palazzi e le camminate sotto la pioggia, tanta pioggia:

Non aveva smesso di piovere nemmeno per un minuto, anche durante la notte. Sempre pioggia obliqua che si sgranava rumorosamente contro il legno delle persiane, impedendogli di dormire. Dalla strada arrivava il riverbero di luce che sprizzava dal lampione a mezz’aria sbattuto dal vento.

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