Morto a 3/4 di Francesco Balletta

E se, una volta morti, arrivassimo nell’aldilà e qualcuno ci dicesse che non siamo proprio morti completamente, ma solo in parte?

Quando qualcuno muore, soprattutto se è (relativamente) giovane, siamo portati a pensare alle cose che avrebbe potuto fare, ai rimpianti, a tutte quelle opportunità che sembrano normali, come si dice in questi casi, ma che poi, con l’arrivo della morte, non sono più tali. Questo è quello che pensiamo noi, che continuiamo a essere vivi.

Ma cosa pensa chi è morto? O meglio: cosa ne pensa di una morte all’improvviso la persona che di quella morte sta morendo? Non lo potremo mai sapere, naturalmente. Ma, si sa, gli scrittori hanno gli strumenti per poter sapere alcune cose che a noi comuni mortali sono precluse. È proprio con i pensieri di un uomo moribondo che inizia il bel romanzo Morto a 3/4 di Francesco Balletta (De Agostini – Bookme, 2014). E, per quanto possa sembrare incredibile, i pensieri del maresciallo Domenico Campana che sta per lasciare questa vita per colpa di un osso di pollo (lo dico sempre io che è meglio essere vegetariani!) che gli ha ostruito la gola sono sereni: finalmente potrà riposarsi che non ne può più del lavoro di carabiniere a Pietra Cotta, paesino del Lazio nord, da cui voleva scappare da anni ma non gli era mai stato concesso alcun trasferimento.

Morto a 3/4 di Francesco BallettaCosì racconta l’autore i momenti della morte di Domenico Campana:

Mentre muore, soffocato da un ossicino di pollo incastrato in gola, Domenico Campana, comandante della stazione dei carabinieri di Pietra Cotta, pensa che, tutto sommato, poteva andargli peggio. A ucciderlo, prima o poi, ci avrebbero pensato un colpo di pistola o di coltello del balordo di turno, un incidente mortale nel bel mezzo di un inseguimento, per non parlare delle “varie ed eventuali” slegate dal mestiere di tutore dell’ordine: dai classici infarto e ictus, alla malattia terminale, diagnosticata sempre e comunque troppo tardi. No, Domenico non si rammarica per l’ossicino assassino, non ha rimpianti per quella fine ingloriosa, per gli anni ancora da vivere, né per le cinquantasei primavere già passate. Al contrario, sa con assoluta certezza che nell’aldilà, o ovunque sia diretto, non gli mancheranno la divisa e l’Arma dei Carabinieri.

Morto e contento, quindi! Arriva nell’aldilà e prende il tram per giungere alla destinazione finale, ma c’è un inghippo: non ha il biglietto per salire sul tram, in quanto lui… è morto solo a tre quarti! Come risolvere il problema? Un modo c’è, ma consiste nel ritornare in vita, per quel quarto che gli manca, per poter risolvere una questione che… Non posso certo raccontarvi tutto il godibilissimo romanzo di Francesco Balletta che è stata una vera sorpresa e una lettura molto piacevole.

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