L'ultima madre, di Giovanni Greco

Ne L'ultima madre Giovanni Greco racconta la tragedia dei desaparecidos argentini attraverso la storia di due madri.

Dopo Malacrianza (vincitore del Premio Calvino, finalista allo Strega e al Viareggio), Giovanni Greco torna con un nuovo intenso romanzo dal titolo L’ultima madre, edito da Nutrimenti.

L’ultima madre è un romanzo ambientato a Buenos Aires nel 1978, ma che spazia nel tempo (inizia e termina nel 2011 e nel mezzo ci sono escursioni in altri anni) e narra due storie parallele, due storie di maternità: da un lato abbiamo María, umile casalinga di un quartiere povero e vedova di un muratore di origini italiane; dall’altro troviamo Mercedes, benestante (“nata e cresciuta nell’agio e nella mancanza di preoccupazioni”). María ha due figli, Pablo e Miguel, che sono spariti durante la Guerra Sporca della Giunta militare argentina; anche Mercedes ha due figli – Nacho e Mari – che però sono figli di un’attivista politica arrestata e poi scomparsa: Nacho e Mari sono cresciuti in una famiglia che non è quella loro di origine, ma non l’hanno mai saputo.

Il romanzo di Giovanni Greco inizia con una descrizione intensa di María:

María è di quelle che i capelli si tagliano con la luna nuova perché crescono più forti. Di quelle che parlano da sole ad alta voce con i morti e ne ascoltano le risposte. Di quelle che se proprio devi buttare il pane vecchio, prima ci appoggi le labbra sopra e poi lo butti a occhi chiusi. Di quelle che si fanno il segno della croce e si baciano il pollice dicendo amen, quando vedono l’immagine di un santo o della Madonna all’angolo di una strada. María è di quelle che il dolore e la malattia non vengono mai a caso e c’è sempre chi sta peggio. Di quelle con un dito mangiato dal cane che sanno quando cambia il tempo perché, quando si fa brutto, ritornano a bruciare le stimmate. Di quelle che spazzare che è poco sporco non le dà piacere, e si è sempre lasciata un po’ di sporcizia da qualche parte, ha sempre aspettato un giorno in più del dovuto prima di ripassare la scopa, si è sempre trovata altre faccende più urgenti per poter scoprire l’ora dopo o il giorno dopo qualche granello di polvere in più.

L'ultima madre, di Giovanni GrecoAlla fine del testo ritroviamo la stessa descrizione, con qualche variazione: un’inclusione che abbraccia l’intera storia, una storia che cerca di scavare nella storia di un paese come l’Argentina che è stata sconquassata da una guerra interna incredibile.

Giovanni Greco ne L’ultima madre racconta quindi la storia dei desaparecidos argentini e delle madri e nonne di maggio che eroicamente li hanno cercati. In un’intervista l’autore parla delle fonti che ci sono dietro la stesura del romanzo (che nasce come progetto teatrale):

Le fonti sono state molteplici, scritte e orali. Libri letti, documenti consultati, come il rapporto Nunca mas sulle violazioni dei diritti umani negli anni della dittatura militare, ma anche romanzi argentini e non solo. E soprattutto molti incontri e interviste in loco, con donne e uomini, ragazzi e ragazze, le cui parole sono penetrate nel racconto insieme alle strade, ai vicoli, ai luoghi anonimi o memorabili di una città irresistibile come Buenos Aires. A me è capitato, per fare solo un esempio, di andare alla ESMA, il più grande centro di detenzione clandestino di Buenos Aires, dove sono scomparse circa 5000 persone, oggi Museo della Memoria, proprio il giorno in cui uno dei ragazzi che ha recuperato la propria identità, tornava a rivedere la cella, il pavimento della cella dove la madre lo aveva messo al mondo prima che gli fosse strappato di mano, quella madre biologica che lui non ha mai incontrato. È stata una delle esperienze più forti che mi sia mai capitato di vivere e che è valsa più di mille libri e di troppe parole.

Il romanzo L’ultima madre è pubblicato da Nutrimenti in collaborazione con Feltrinelli, nella collana Indies che vuole proporre le voci nuove della narrativa italiana.

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