Il Vaticano apre alla digitalizzazione dei manoscritti

Firmato l'accordo tra la Santa Sede e la Corporation giapponese NTT Data.

Ben tremila manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana a breve saranno digitalizzati. La notizia arriva direttamente dalla Santa Sede, dove stamattina è stato firmato un accordo con la Corporation giapponese NTT Data, alla quale è stato affidato l'incarico di passare in formato digitale molti tra i testi più importanti custoditi nella Biblioteca da centinaia di anni.

Quello dei tremila manoscritti è soltanto il primo step di un progetto mastodontico: gli archivisti e bibliotecari del Vaticano hanno infatti in mente di far digitalizzare tutti i testi presenti all'interno della biblioteca, per un totale di 82 mila manoscritti. Stiamo parlando di oltre 41 milioni di pagine di opere veramente antiche e di fondamentale importanza.

I tremila testi scelti per il"progetto pilota"  – una decina di particolare valore - abbracciano tutte le culture e le lingue: manoscritti europei ma anche dell'Estremo Oriente fino all’America precolombiana. Manoscritti che appartengono alla Biblioteca Vaticana dalle sue origini, cioè dalla prima metà del Quattrocento, per volontà di Papa Niccolò V.

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L'obiettivo è di arrivare entro il 2018 ad avere 15 mila documenti scansionati e digitalizzati. L'operazione è necessaria per preservare testi antichi dal deterioramento, agevolandone la conservazione ma anche per la divulgazione della conoscenza di manoscritti che in questo modo potranno essere facilmente accessibili e al servizio della cultura mondiale. I testi, infatti, saranno visibili gratuitamente sul sito della Biblioteca Vaticana, nella forma di immagini ad alta definizione, alla libera consultazione sul web da parte di tutti.


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