Le sorelle Brelan, di Francois Vallejo

Le sorelle BrelanTre sorelle che con un abile stratagemma sfuggono alle grinfie di tutori e conoscenti interessati ai loro soldi, dopo la morte improvvisa del padre. Parte così la storia delle Sorelle Brelan, di Francois Vallejo, che mi ha riportato alla mente la Signorina Else, a tratti, per l'incalzare della scrittura che segue (o insegue?) il ritmo dei pensieri delle protagoniste.

Siamo nel secondo dopoguerra e niente sembra poter separare le giovanissime Marthe, Sabine e Judith (in ordine di età): non sanno neanche pensare separatamente, e si completano le frasi a vicenda. Ma la vita è un'altra cosa, e, rimaste orgogliosamente sole in una casa troppo grande,in un primo tempo dovranno tirare a campare con i portafogli “dimenticati” ad arte sul tavolo da cucina della adorabile nonna Madeleine, le cui smemoratezze sono l'alibi davanti ai rimbrotti della zia Rosie.

Ma quando il gioco con la zia non funziona più non rimane che contentarsi di girare in città con l'elegante macchina del padre defunto e concedersi ogni tanto la pazzia di un ristorante. Uno stipendio settimanale bruciato in un quarto d'ora, per Marthe, che nel frattempo ha accettato un impiego dal socio del padre, che usa tutti i ricatti possibili per farsi cedere, goccia a goccia, le sue quote.

Troppo eccentrica la loro casa per venderla facilmente – e rimanendo con cosa, poi? - meglio restaurarla nel tempo, pezzo per pezzo, a seconda dei soldi disponibili in casa e – decide Marthe - farsi arrivare le fatture in fermoposta, per non allarmare le altre. Ma qualcosa nella maggiore cambia, lentamente.

Anche nonna Madeleine sospettava che la maggiore delle sue nipoti avesse i suoi segreti. Non ci vedo più molto bene, ma mi sembra che tu abbia gli occhi stanchi, Marthe, il grigio è più spento di quello delle tue sorelle.

Marthe scoprirà l'inquietante forma della felicità in un sanatorio mentre anni dopo Sabine farà appena in tempo a trovare l'amore in Germania proprio mentre alle sue spalle stanno costruendo il muro di Berlino e Judith sembra essere sulla soglia di perdersi, per sempre.

Si spingeva troppo in là, erano anni che la lasciavano spingersi troppo in là, l'età non cambiava niente, e la scusavano, la aiutavano, l'amavano. Per quale ricompensa? Mi perdonerai, mi aiuterai e mi amerai per sempre, è questa la tua ricompensa.
Avrebbe reso folli le sorelle, tutti coloro che avesse avvicinato, era quella la disgrazia.


Eppure il punto di svolta del bivio fra autodistruzione e apertura alla vita non sarà la separazione di tutte e tre, ma una nuova via. E sarà proprio Judith, la più piccola, e da sempre la più decisionista e disperata, alla ricerca di affetti mancati, che rappresenterà suo malgrado il punto di difficile unione di tutte e tre, per sempre.

F. Vallejo
Le sorelle Brelan
Del Vecchio ed.
14.50 euro

  • shares
  • Mail