L'eco dei miei passi a Kabul, di Giuseppe Amato

Giuseppe Amato, L'eco dei miei passi a KabulSiamo così abituati a sentir parlare di Kabul, dei talebani, del comando Nato, delle missioni di pace che spesso, forse, dimentichiamo che dietro ci sono delle persone. Per molti di noi sono solo notizie che vengono da posti lontani e riguardano, per lo più, realtà che non hanno nulla a che fare con la nostra. Giuseppe Amato, capitano dell'esercito italiano, ne L'eco dei miei passi a Kabul dà volto e concretezza a questo mondo.

Nel libro, pubblicato da Mursia, sono raccolte venti storie che vengono da Kabul, storie che sono state vissute in prima persona da Amato. Non ci si aspetti chissà quali fatti eclatanti (anche se ci sono, purtroppo, relazioni di attentati), ma è soprattutto la quotidianità a farla da padrone in queste pagine e a dare alla narrazione un sapore più vero. Con uno stile lontano da fronzoli e maniere di mestiere (a volte sembra di leggere dei verbali “militari” per via dell'essenzialità dello stile e del modo diretto di esprimersi), Giuseppe Amato ci presenta i suoi incontri con i politici di Kabul e, prima ancora, con i loro segretari, le usanze degli afghani, la paura che si prova nel sentirsi tirare per la giacca e le curiosità di alcune abitudini. Soprattutto Amato ne L'eco dei miai passi a Kabul ci racconta la vita che si svolge in quella città. E prova a pennellare dinanzi ai nostri occhi qualche aspetto del carattere degli afghani, forgiato da un territorio arido, duro e a volte inaccessibile che la tradizione culturale locale così spiega:

Quando Dio creò la Terra decise anche dove piazzare i diversi Paesi e continenti; alla fine, trovandosi alcuni popoli senza un lembo di terra, Dio si trovò costretto a rivedere i confini e, limitandoli e tagliandoli, recuperò vasti, sconfinati brandelli di terraferma. Si trovò quindi con tanti ritagli, li gettò nel buco che sul mappamondo era rimasto vuoto tra l'Asia centrale e il subcontinente indiano, e infine disse: “Questo è l'Afghanistan”.

Giuseppe Amato
L'eco dei miei passi a Kabul
Mursia, 2012
ISBN 978-88-425-4676-4
pp. 176, con inserto fotografico in bianco e nero, euro 15

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