Il Movimento per l'Emancipazione della Poesia

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C'è un'organizzazione che ha il sapore della protesta letteraria d'altri tempi, con in più il supporto contemporaneo delle nutrite community di lettori on-line. Si tratta del M.E.P., enigmatica sigla che sta ad indicare il Movimento per l'Emancipazione della Poesia. Un "modo alternativo" ed anonimo, di affrontare la situazione della lirica nella società odierna. Per capire dove stanno andando questi contestatori armati di endecasillabi, settenari e versi sciolti, è sufficiente riferirsi alla pagina "Oltre i muri", nella quale appaiono news e lavori.

Perché il gruppo, partito da Firenze, ma già diffusosi in molte altre città italiane, è più che attivo nel portare avanti energicamente i suoi ideali poetici di engagement. Attraverso azioni di attachinaggio, volantinaggio, promozione in rete, interviste, registrazione di letture di poesie e relativa diffusione on-line, fino all'inserimento illecito di poesie nei libri in vendita nelle principali librerie e in prestito nelle biblioteche, il sostegno degli aderenti assume sfumature di autentica militanza, come testimonia un estratto del manifesto del Movimento


Il M.E.P. non intende ridefinire il concetto di poesia, o circoscriverla a un determinato "ismo". Non vuole vincolarsi a un'omogeneità stilistica o tematica, poiché nasce come un movimento di emancipazione della poesia intesa nelle sue diverse forme. Il M.E.P. si propone di restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altre arti e al contempo di non lasciarla a esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze.

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Via | mep.netsons.org

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