La storia in una frase: Afocalypse, antologia dell'aforisma serbo

AfocalypseIl mio televisore si è rotto, dovrò guardare i bombardamenti dalla finestra (Slobodan Simic).

Se l'aforista ha in mano uno spillo – le sue frasi – con cui sgonfiare il clamore e la retorica del mondo, quanto un coro di aforisti riuscirà a raccontarci la storia del proprio Paese in maniera più puntuale ed antiretorica rispetto a libri di testo e dirette tv o certi articoli di giornale.

Accade così con gli aforisti serbi contemporanei che ci presenta Fabrizio Caramagna in questo Afocalypse, antologia dell'aforisma serbo, in cui i martiri di un popolo e il suo martoriato presente vengono osservati dal buco della serratura di uno “scrivere corto” che illumina la mente come una sfuriata di lampi in successione.

Quale sia il significato di pace in quella terra, ce lo definisce fra gli altri Baljak quando scrive che “per motivi di sicurezza, i negoziati di pace sono stati condotti con il coltello tra i denti” e se è vero che “Dio ci vede, un Awaks della Nato gli oscura la vista” (M. Bestic). Certo, “ci sono anche politici onesti, ma per la loro sicurezza non riveliamo i nomi" (Nestorovic).

A volte invece, come scrive Cotric, “Mettono il popolo di fronte ai carri armati. E la definiscono una parata” mentre i “giornalisti vengono divisi. Alcuni sono chiamati per il briefing, altri per un interrogatorio”.

C'è chi pensa, di frequente, sempre secondo Cotric, “non abbiamo figli. E' sempre più difficile mantenere i nostri genitori” e chi, come Vesna Dencic che “non è facile ingannare i bambini. E' per questo che non hanno diritto di voto”, anche se in fondo “E' stato fatto molto per le giovani generazioni. Guardate quanti necrologi”, dice sempre Dencic.

Prospettive lavorative e sociali? Prima si andava ai “lavori forzati, ora in congedo forzato”, scrive Guzina, e per non far vergognare i vostri figli in compagnia degli altri, “non appena diventa maggiorenne comprategli una pistola”, aggiunge, in questo coro aforistico ideale, Ljubenovic.

E così, si può addirittura, da parte di alcune coscienze, arrivare a pensare che “la colonna vertebrale di ognuno di noi è sovente il pilastro della vergogna” (I. Markovic) perchè “Le nostre mani sono pulite. Sono sporchi gli organi interni” (Nestorovic).

F. Caramagna (A cura di)
Afocalypse
Antologia dell'aforisma serbo
Aforisticamente ed.
20 euro

  • shares
  • Mail