Maturità 2019 prima prova: l'analisi del testo della poesia Risvegli, da Il Porto Sepolto di Giuseppe Ungaretti, traccia svolta

Maturità 2019, prima prova: traccia analisi del testo. La prima traccia è la poesia Risvegli da Il Porto Sepolto di Giuseppe Ungaretti.

Risvegli, tratto da Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti è una delle tracce della prima prova della Maturità 2019. La poesia fa parte della sezione dedicata a Il Porto Sepolto della raccolta Allegria. È stata pubblicata dall'autore nel 1916. In seguito è diventata parte della raccolta L'Allegria del 1942. Perché il porto sepolto? Perché quando era giovane degli ingegneri francesi gli narrarono una storia di un porto sommerso ad Alessandria D'Egitto, sua città natale.

Le rovine del porto rimasero un mistero per anni. E la poesia è dedicata proprio a questo: a un mistero ineluttabile e indescrivibile che parla della poesia in senso lato.


Maturità 2019, analisi del testo: la traccia di Ungaretti
Risvegli, Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti: testo
Giuseppe Ungaretti, da L'Allegria, Il porto Sepolto

Risvegli

Mariano il 29 giugno 1916

Ogni mio momento
io l'ho vissuto
un'altra volta
in un'epoca fonda
fuori di me

Sono lontano colla mia memoria
dietro a quelle vite perse

Mi desto in un bagno
di care cose consuete
sorpreso
e raddolcito

Rincorro le nuvole
che si sciolgono dolcemente
cogli occhi attenti
e mi rammento
di qualche amico
morto

Ma Dio cos'è?

E la creatura
atterrita
sbarra gli occhi
e accoglie
gocciole di stelle
e la pianura muta

E si sente
riavere.


da Vita d'un uomo. Tutte le poesie, a cura di Leone Piccioni, Mondadori Milano.


Comprensione e Analisi
Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte alle domande proposte.

Sintetizza i principali temi della poesia.
A quali risvegli allude il titolo?
Che cosa rappresenta per l'io lirico l'"epoca fonda/fuori di me" nella prima strofa?
Quale spazio ha la guerra, evocata dal riferimento al luogo in Friuli e dalla data di composizione, nel dispiego della memoria?
Quale significato assume la domanda "Ma Dio cos'è?" e come si spiega che nei versi successivi la reazione è riferita a una impersonale "creatura/atterrita" anziché all'io che l'ha posta?
Analizza, dal punto di vista formale, il tipo di versificazione, la scelta e la disposizione delle parole.

Interpretazione
Partendo dalla lirica proposta, in cui viene evocato l'orrore della guerra, elabora una tua riflessione sul percorso interiore del poeta. Puoi anche approfondire l'argomento tramite confronti con altri testi di Ungaretti o di altri poeti a te noti o con altre forme di arte del Novecento.
Traccia svolta
Risvegli, come molte altre poesie di Giuseppe Ungaretti, racconta della vita dei soldati in trincea, che lo stesso poeta ha vissuto durante la Grande Guerra. Una vita di stenti, sempre sul filo di lana tra la vita e la morte, in un ambiente malsano, sporco, senza protezione, senza poter avere il minimo indispensabile per una vita degna di questo nome. E la condivisione di una condizione di vita triste e agghiacciante con i commilitoni, anche loro stremati e con negli occhi il dolore di una guerra che nessuno comprende.

Allegria di naufraghi è una raccolta che contiene molti versi che parlano di cosa vuol dire vivere in guerra. I suoi versi spezzati danno forza all'endecasillabo, dando un ritmo serrato alla poesia che ti tiene con il fiato sospeso dal primo all'ultimo verso. Sintetico, mai prolisso, spiega con metafore, allusioni e parole evocative la sofferenza di un soldato in guerra. Soldato che vorrebbe tornare alla sua vita di prima, agli agi e ai suoi cari, ma che sa che, se anche mai dovesse tornare vivo e salvo a casa, non sarà più quello di prima.

Ed ecco che allora il poeta si chiede quale Dio potrebbe volere tutto questo per gli uomini che lui stesso ha creato a sua immagine e somiglianza. Non deve essere un Dio benevolo se permette l'orrore della guerra. Guardando dall'esterno e non nel proprio io, non si capacita proprio di come un padre può fare questo ai suoi figli. Vedendo i suoi fratelli soffrire come lui soffre.

Risvegli è una poesia tratta da Il porto sepolto, che racchiude tutta la poetica di Ungaretti. Il porto rappresenta simbolicamente un viaggio introspettivo nell'anima dell'autore, che cerca di capire qual è il senso della vita e di svelare il mistero dell'essere umano. È una vera e propria riflessione sulla condizione umana. E i risvegli indicano la raggiunta consapevolezza della caducità umana. Un viaggio tra un sogno e il presente, tra i ricordi e la realtà, per poter parlare dell'uomo e delle sue sofferenze, in un periodo buio, un'epoca fonda, come quello della prima guerra mondiale.

Anche in altre opere di Giuseppe Ungaretti si parla della guerra e della precarietà dell'essere umano di fronte a fatti storici più grandi di lui. E sui quali non ha alcun potere.

Le poesie di guerra di Giuseppe Ungaretti sono famose e proprio nella raccolta L'Allegria il tema è sempre presente. Si parla delle sensazioni che l'uomo prova di fronte al conflitto, nessun giudizio storico o politico, ma solo l'affermazione di quello che una guerra è in grado di sconvolgere nell'animo umano. La continua convivenza con la morte e il dolore, con compagni caduti in battaglia e altri feriti che soffrono atrocemente. Giorno e notte, fino alla fine della guerra o dei suoi giorni. Sempre a contatto con odio e violenza, in un racconto dalla prima linea che gela il sangue.

Come nel componimento Veglia, nel quale il poeta racconta di un suo compagno morto con le mani congelate e la bocca, con i denti serrati, rivolta alla luna. E lui che vuole vivere, nonostante quello che sta vivendo. In San Martino sul Carso di nuovo il dolore del poeta per la perdita dei suoi compagni e la distruzione che la guerra porta con sé, nel territorio e nell'animo umano. E poi in Fratelli e Soldati, due poesie dove si racconta della precarietà della vita del soldato, del suo essere sempre in attesa, ma mai solo, con accanto sempre qualcuno nella stessa condizione. E la voglia di vivere, di aiutarsi, di porre fine a tutta quella sofferenza diventa più forte della morte, dell'odio, delle violenze, della guerra stessa.