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Cercasi lettori "forti"

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è vero, siete avidi, Inciampando e Serendipity, e tutti quelli come voi, perché lo fate proprio perché non perdete niente. Ci perdono gli altri, quelli che perderanno il posto perché questi bravi giovani editori idealisti e d'assalto hanno inventato un metodo di fare viral marketing senza pagare nessuno. O quelli che di mestiere fanno i critici e non possono fare il loro lavoro perché c'è chi scrive recensioni gratis, quindi perché un editore dovrebbe pagare un professionista per una cosa che altri fanno gratis per hobby? Forse prima di sputare sentenze in maniera così arrogante e compiaciuta, dovreste provare a pensare alle conseguenze di ogni singola azione. Questo significa vivere in una società di persone. Peraltro: Serendipity, mi sembra di capire che anche tu ti occupi di viral marketing. Ti comunico che hanno appena scoperto il modo di risparmiare sul tuo stipendio. Potrai sempre vendere su una bancarella i libri che recensisci gratis.

2 anni e 3 mesi fa
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Cercasi lettori "forti"

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La storia della pasta francamente mi sembra un esempio molto poco calzante. Io sono assolutamente d'accordo con Pipischella, quest'iniziativa è un'operazione di viral marketing, poche storie. Sono andato sul gruppo di Anobii e ho anche letto il post da parte di Intermezzi che suggerisce ai 50 reclutati per l'esercito della lettura di scambiare i libri con tutti quelli che hanno mandato la richiesta ma non potranno rientrare nell'iniziativa. Quindi ricapitolando: - io lettore leggo i libri di intermezzi - creo un passaparola sul libro in forma gratuita. Che mi piaccia o meno conta poco, come si sa l'importante è parlare di una cosa, bene o male è solo una questione soggettiva. - lo faccio GRATIS - dato che sono entusiasta dell'iniziativa, do il libro che mi è stato inviato ad altri, così da alimentare il viral, oltretutto a spese mie. Complimenti a Intermezzi per avere concepito questa operazione con cui riesce a far lavorare gratis delle persone convinte di fare qualcosa di culturalmente utile. In realtà sta creando una rete di galoppini perfettamente profilati e una mailing list ricca di dati sensibili dei singoli utenti che potrà utilizzare in molte redditizie maniere. Per la cronaca: quando le grandi aziende organizzano i focus group, le persone selezionate per l'iniziativa, che consiste nel testare i prodotti dell'azienda e dare l'opinione da consumatori, vengono pagate. E si tratta di un processo molto simile a questo. Capisco che questa piccola casa editrice non si possa permettere operazioni di questo genere. Però trovo comunque tutto questo molto poco trasparente. Ciò nonostante, in bocca al lupo per tutto.

2 anni e 3 mesi fa