Green, della tedesca Kerstin Gier, è il terzo e ultimo volume dell’apprezzata Trilogia delle Gemme, serie YA in crescendo che unisce time travel, urban fantasy, storia e romance e che, nel 2012, diventerà anche un film.
E siamo arrivati alla fine di questa popolare serie giovanile, abbastanza diversa dalla maggior parte di quelle attualmente in circolazione, incentrate su storie legate ad angeli, vampiri, licantropi, fate, streghe e quant’altro. Il time travel, infatti, non è molto frequente nell’urban fantasy YA (se eccettuiamo l’uso degli Annunziatori nell’angelica Fallen Saga o gli strani salti in Tempest di Julie Cross). In verità nemmeno in quello adult ci sono poi moltissimi esempi. Una “donna-saltatrice” che mi viene sicuramente in mente è la Cassie Palmer/Pitia di Karen Chance. Nel suo caso, però, la capacità di viaggiare nel tempo ha un’impostazione prettamente magica, nella Trilogia delle Gemme, invece, la predisposizione al time travel ha origini genetiche e viene tramandata, da secoli, in linea matrilineare o patrilineare, solo in due famiglie, la Montrose e la de Villiers (non che non mi aspetti che all’inizio di tutto possa esserci un incantesimo/maledizione, comunque… Anche se una spiegazione fantascientifica non mi dispiacerebbe, in verità. Ma dubito che si vada in quella direzione. Vedremo…).
Su Green i lettori adolescenti tedeschi, ma anche quelli spagnoli (i primi ad averlo in libreria, nonostante la nostrana Corbaccio sia stata velocissima nel portarci l’intera saga in meno di un anno), hanno espresso giudizi assolutamente positivi e, anche se alcuni di loro avrebbero gradito qualche pagina di approfondimento in più, quasi tutti si dichiarano decisamente soddisfatti (c’è chi definisce il libro “genialmente geniale”, fantastico, meraviglioso…); e questo sia sul versante (multi)romantico, sia dal punto di vista degli interrogativi nati nei due precedenti volumi, in primis: cosa vuole fare veramente l’inquietante Conte di Saint Germain con il sangue di tutti i dodici viaggiatori temporali disseminati nei secoli, finalmente raccolto nel cronografo? E soprattutto - come scopriamo nell’ultima pagina di Blue - per quale motivo la povera Gwen è destinata a morte certa, se Gideon non la salva? (Chi ha bisogno di un recap faccia un salto qui).
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Fallen in Love, di Lauren Kate, è il quarto volume dell’internazionalmente amata Fallen Saga.
Non si tratta, come è noto ai giovani fan, di un vero e proprio seguito di Passion (che si avrà con l’uscita del volume conclusivo, Rapture), ma di una serie di storie d’amore, ambientate nell’Inghilterra medievale durante il giorno di San Valentino, incentrate sui personaggi della saga e connesse tra loro. Queste finestre su e nel passato consentiranno sia di vedere alcuni co-protagonisti sotto una luce diversa, sia di capire perchè si sono evoluti in un particolare modo, sia, ovviamente, di gongolare per le romanticissime vicende che saranno narrate, anche se non sempre provviste di lieto fine.
Per la precisione, Love where you least expect it, ci racconterà di Shelby e Miles, Love lessons di Roland, Burning Love di Arriane, Endless love di Daniel e Luce. A fine libro, tra l’altro, troveremo prologo e primo capitolo di Rapture, in uscita, in Italia e nel mondo, a giugno.
Baciata da un angelo. In fondo al cuore, di Elizabeth Chandler, è il nuovo romanzo della nota serie paranormal romance per ragazzi Kissed by an Angel, ex trilogia in via di “ampliamento”.
Ve lo ricordate dove eravamo rimaste? E’ passato qualche tempo dall’uscita di Baciata da un angelo. Anime gemelle, però il fatto saliente, suppongo, sia rimasto impresso nella memoria di tutte le lettrici. Velatamente diremo che un certo angelo, portata a termine la “missione” - come quasi sempre accadeVA nella narrativa fantastica di qualche anno fa - si era avviato verso la Luce. Fine dei giochi.
Ultimamente, però, di starsene tranquilli in Paradiso, salvo qualche rarissima eccezione, gli angeli pare non ne vogliano più sapere e - in una delle svariate forme che il fantasy ha connesso alle eteree figure (non solo angeli semplici, arcangeli o custodi, ma angeli caduti-caduti fino all’Inferno, caduti solo fino alla Terra, non-caduti ma giunti per seguirne altri, “riprodotti” attraverso figli Nephilim, sulle ali, in Harley, a piedi, in macchine costose, in corpi umani e chi più ne ha più ne metta) - sono scesi in massa in mezzo a noi, a destra e a manca e a ogni latitudine del globo. Poteva, quindi, il nostro amato angelo Tristan, figlio della narrativa fantastica degli anni ‘90, riportato in vita nel 21° secolo, rimanersene buono e tranquillo in Cielo? Naturalmente no. E infatti…
Il circo della notte, di Erin Morgenstern, è l’acclamatissimo e recente romanzo d’esordio dell’autrice americana. Il libro, che è diventato un grande successo internazionale, era stato rifiutato da ben trenta agenti letterari…
Non sono una fan del circo. Non mi piaceva quando ero una bambina e non mi piace adesso che sono adulta. Idiosincrasie. Ognuno ha le sue. Gli ottimi - davvero ottimi - giudizi espressi oltreoceano da critica e pubblico, però, mi hanno convinta a dare un’occhiata a questo libro tanto osannato, venduto in 30 Paesi del mondo e già acquistato da Summit Entertainment, la produttrice della Twilight Saga, per farne un film. Volevo vedere se, oltre al luogo in cui si svolgeranno gli eventi, a me, purtroppo, fortemente sgradito, non vi fosse anche una storia che sarebbe valsa la pena di leggere.
Documentandomi in quanti più luoghi virtuali possibile, ho realizzato che, sì, una bella, solida e ben costruita storia d’amore, magia e rivalità - associata a un suggestivo world-building, a una sempre apprezzabile ambientazione tardo-vittoriana e alla creazione di personaggi, primari e secondari, complessi e vividamente tratteggiati - effettivamente c’è. Eccome se c’è! Andiamo a scoprirla insieme.
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Blu come gli incubi, di Laurie Faria Stolarz, è il primo libro di una quadrilogia urban fantasy YA, particolarmente apprezzata da critica e pubblico, che unisce il soprannaturale a elementi thriller e romance.
Nata a Salem, Massachusetts, la città dei famosi processi alle streghe del 1692/3, uno dei più documentati casi di isteria collettiva della storia, non stupisce che la Stolarz, autrice pluripremiata e nominata, focalizzi la parte soprannaturale della serie sulla magia e sulle streghe.
La protagonista di Blu come gli incubi e di tutta la quadrilogia, ogni volta con un’avventura diversa (ma quasi sempre lo stesso gruppo di amici), è la sedicenne Stacey, a scuola in un collegio. Di notte, oltre a bagnare il letto, fa sogni strani. Non si tratta, però, di normale attività onirica, ma di sogni premonitori. La ragazza lo sa. Tempo addietro, morì una bambina perchè Stacey non diede peso a quello che sognò. E quando la sua compagna di stanza, Drea, le dice di avere a che fare con uno stalker (inizialmente preso molto sottogamba), a cui si aggiunge una lettura dei tarocchi dall’angosciante esito, i sogni recenti e confusi di Stacey iniziano finalmente ad avere un senso. E le cose si fanno davvero inquietanti. Soprattutto perchè nel campus viene trovata uccisa una ragazza. L’assassino è molto vicino, forse più di quanto immaginino le due compagne di stanza e i loro amici, compreso l’(ex)-ragazzo di Drea, Chad, di cui Stacey si sta innamorando…
Se fossi Dio…, di Meg Rosoff, apprezzata e pluripremiata autrice per ragazzi e adolescenti, americana trapiantata in Inghilterra, è un libro assai particolare. Ritenuto estremamente brillante da critici, recensori e lettori, qualche accusa dalle parti della blasfemia ha dovuto, però, affrontarla. Una scuola di Bath, forse un po’ troppo ligia all’etica cristiana, ha ritenuto, infatti, che diffondere l’idea di un Dio giovane e incasinato potesse non corrispondere all’immagine che i testi religiosi danno di Dio e ha ritirato l’invito a un incontro a cui la Rosoff avrebbe dovuto partecipare. L’allibita scrittrice, che tutto avrebbe pensato fuorchè di non essere adatta a un incontro sulla letteratura per ragazzi, data la sua sensibilità - e i molti premi specialistici vinti - proprio per i temi giovanili, ne ha dovuto, però, prendere atto… e se n’è rimasta a casa. («I’ve been called blasphemous […] It’s disappointing that some schools feel that the subject of my book is unsuitable for their pupils as I consider it part of my job as a writer to explore sensitive issues, and to let my adolescent readers find hope, humour and redemption in a world full of danger and loss») (*)
D’altronde la trama è davvero singolare. A voi decidere se si tratta di blasfemia o di un modo sfacciato, ma sicuramente originale e brillante e da prendere in modo ironico, per tentare di dare un senso allo stato di caos in cui versa il mondo. Cosa ci sarebbe di più logico se a crearlo e a “gestirlo” ci fosse un adolescente - di nome Bob - con le caratteristiche tipiche di un… adolescente?
«In the beginning there was Bob / And Bob created the heavens and the earth / and the beasts of the field / and the creatures of the sea / and twenty-five million other species / including lots and lots of gorgeous girls / And all of this, he created in just six days / Six days! / Congratulations, Bob! / No wonder Earth is such a mess ». (Scommetto che una Genesi così non l’avevate mai letta! Qui quella vera).
La discesa dei Luminosi, di Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono, e Damned, di Claudia Palumbo, sono i romanzi d’esordio di tre autrici, alcune con esperienze di narrativa breve e poesia, a cui Giunti e Sperling & Kupfer hanno dato fiducia. Proviamo a farlo anche noi, soprattutto perchè la prima storia, quella de La discesa dei Luminosi, ci pare piuttosto originale nel panorama della narrativa fantastica & romantica.
La seconda, invece, più “tradizionale”, più tipicamente paranormal romance, se sviluppasse in modo creativo trama, personaggi, mitologia soprannaturale e world-building potrebbe senz’altro dare soddisfazione al “segmento” più giovanile delle lettrici adolescenti.
La discesa dei luminosi che, come adulta, pur trattandosi di letteratura YA, mi incuriosisce maggiormente, tratta della ormai nota profezia dei Maya sulla fine del mondo nel 2012. I luoghi in cui la vicenda si svolge sono ricchi di fascino e mistero: Venezia, le colline toscane, le rovine del Messico. I personaggi attraverso cui la seguiamo sono Jude e Viola.
Il Diario del Vampiro. 4 libri in 1 è il volume unico che raccoglie i primi romanzi della notissima saga di Lisa Jane Smith, prima che iniziassero ad aggiungersi, in tempi recenti, sequel (altrui) e prequel (suoi e altrui) che - li si apprezzino o meno - hanno, di fatto, modificato gli “assetti” originari della serie che rese famosa l’autrice negli anni ‘90.
Il tomo, in edizione economica, raccoglie Il Risveglio, La Lotta, La Furia e La Messa Nera (quest’ultimo, in effetti, aggiunto sin dall’inizio da Lisa Jane Smith a quella che doveva essere solamente una trilogia).
Della serie Il Diario del Vampiro (che solo in Italia ha venduto 1.150.000 copie ed è stata tradotta in più di 30 Paesi) e dell’autrice abbiamo - davvero - ampiamente parlato. Ritengo, quindi, che non sia necessario ripercorrerne la storia e raccontare le trame dei singoli libri. L’articolo vuole semplicemente segnalare un’uscita che farà conoscere il “cuore” della serie ai giovani lettori che ancora non si sono avvicinati a Fell’s Church e al vampirico mondo di Elena, Stefan, Damon, Bonnie, Meredith, Matt e Caroline. (Seguono schema della serie - in rosso la parte interessata - e i dati del libro). Buona Befana a tutti!
Il Diario del Vampiro. L’Alba, di Lisa Jane Smith, è il decimo e ultimo volume della serie The Vampire Diaries scritta solamente dall’autrice e la seconda parte di Midnight (ricordiamo che in Italia gli ultimi libri sono stati divisi in due tomi).
Alla fine del volume precedente, Mezzanotte, ci eravamo trovati con un Damon (un po’ troppo facilmente) “ripristinato” e in piena forma vampirica, una Bonnie che, seguitolo nella Dimensione Oscura, si era dimostrata fragile e insignificante (diversissima da quella televisiva, molto più tosta), la coppia Stefan/Elena ricostituita (ma con la lunga ombra di Damon che le grava sopra), Fell’s Church completamente disastrata, Matt ancora accusato dello stupro di Caroline, la signora Flowers sempre più attiva nell’aiutare i ragazzi (gli incantesimi su post-it sono davvero singolari), i bambini di Fell’s Church ancora indemoniati (posseduti dai malach diffusi dai kitsune Misao e Shinichi). Molto interessanti, devo dire, le novità relative a Meredith, davvero insospettabili (sia quelle sulla sua natura, sia quelle che riguardano le parentele). Alla fine del romanzo, quindi, avevamo assistito ad alcuni colpi di scena ed eravamo rimasti con alcune cose apparentemente sistemate e altre ancora in alto mare.
Cosa succederà nel nuovo romanzo, la seconda parte dell’ultimo volume integralmente smithiano? (Vi rimando all’articolo sul licenziamento dell’autrice, per rinfrescarvi la memoria).
Se fosse per sempre, di Tara Hudson, è il primo volume di una trilogia paranormal romance YA e il brillante romanzo d’esordio dell’autrice e avvocatessa americana, nata e cresciuta in Oklahoma, terra di praterie, laghi, fiumi, montagne e foreste.
La romantica storia, molto tenera e toccante, ci racconta di Amelia, una diciottenne che, morta per motivi e in tempi ignoti, è costretta a “vivere” sulle rive del fiume che la uccise, intrappolata in quel luogo per l’eternità, incapace di toccare e “percepire” ciò che la circonda, senza poter mai essere vista da nessuno. Triste e sola, senza nessun ricordo della sua vita passata, nè della sua vera identità, Amelia è terrorizzata da strani incubi/flashback che la perseguitano, facendole rivivere gli angoscianti momenti della sua morte, alla fine dei quali, spesso, si ritrova in un strano cimitero.
Fino al giorno in cui vede Joshua, un ragazzo che sta per annegare in quel maledetto fiume. Tale è la forza della disperazione, che Amelia riesce, non solo a salvarlo, nonostante il cuore si sia temporaneamente fermato, ma anche - finalmente - a farsi vedere e toccare lievemente (proprio il salvataggio in extremis sarà l’evento scatenante di… qualcosa).
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