Tutti gli articoli con tag wu ming

Scrittura Industriale Collettiva: ovvero, come scrivere un romanzo a 200 mani

pubblicato da dario in: news scrittori

Scrittura industriale collettiva

È possibile una scrittura creativa su scala industriale, basata su una vera e propria catena di montaggio narrativa? Si può scrivere un romanzo non a quattro, né a otto, né a trentadue, ma addirittura a duecento mani? Certo che sì, ma si deve ricorrere al metodo SIC, Scrittura Industriale Collettiva. Pensato per scrivere romanzi e racconti in gruppi di almeno quattro persone, il metodo SIC è stato ideato nel 2007 da Gregorio Magini (@peterpoe su Twitter) e Vanni Santoni (@vannisantoni), già autore de Gli interessi in comune.

Il sito del SIC funziona da punto di incontro, da quartier generale e da supporto (tutto gratuito) alle équipe di scrittori professionisti e dilettanti che vogliano dedicarsi alla scrittura collettiva. Il metodo è riassumibile in tre punti: «1. Tutti gli scrittori scrivono tutte le parti del racconto/romanzo. 2. Gli scrittori sono guidati da uno o più “Direttori Artistici”, che si occupano di selezionare e uniformare il materiale scritto. 3. La scrittura avviene attraverso la compilazione di “Schede”, ognuna delle quali tratta un aspetto della produzione (un personaggio, un luogo, una scena, ecc)». Questo in sintesi, ma il concetto è spiegato meglio nelle pagine di documentazione.

Il sito del metodo SIC ospita anche una bella biblioteca di romanzi collettivi fatti e finiti. Si va da Il Principe, «una storia di amore, violenza e squallore tra Padova e Brusegana», ad Alba di piombo, «racconto d’azione ambientato nel 1977, tra la Bologna della contestazione studentesca e la Torino della grande industria»; da Notturni per ipermercato a Il sopralluogo, etc.

Può essere questo un ramo del futuro della letteratura? Riusciremo prima o poi ad affrancarci dal mito del titanico scrittore solitario, per proiettare in una dimensione collettiva e relazionale anche il santuario della scrittura creativa? Ai posteri…

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New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola

pubblicato da Andrea Coccia in: news riviste e webzine libri antologie narrativa italiana

New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola
Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà.

A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.

Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità, curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.

In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.

Via | Repubblica

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E-book e pirateria: un ragionamento sulla paura degli editori

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici blog&web libri ebooks approfondimenti

E-book e pirateria: un ragionamento sulla paura degli editori

La continua e inarrestabile scalata nelle classifiche di vendita degli e-book, coronata ultimamente dal grande successo delle vendite natalizie, inizia a far parlare in maniera sempre più massiccia gli addetti ai lavori del problema pirateria.

Ci risiamo: negli anni ‘80, dopo la diffusione dei videoregistratori, i produttori cinematografici denunciarono il rischio di estinzione del cinema, tra gli anni ‘90 e gli anni zero, dopo l’invenzione degli mp3, toccò ai produttori musicali allarmarsi e preannunciare il fallimento. Niente di strano, allora, se ora, appena iniziati gli anni ‘10, ora che si iniziano a diffondere gli e-book, l’industria editoriale si preoccupa, intravedendo l’estinzione dei propri guadagni stellari e la fine della letteratura.

Ma siamo sicuri che il rischio pirateria esista veramente? O meglio, siamo sicuri che la diffusione, seppur massiccia, di copie contraffatte di libri digitali possa mettere in ginocchio un sistema industriale immenso e ricchissimo come quello dell’editoria libraria? Io, in proposito, mi permetto di sollevare dei dubbi.

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Da oggi in libreria Altai, il nuovo libro di Wu Ming

pubblicato da lara in: Novità narrativa italiana

Copertina Altai dei Wu Ming Da oggi sarà possibile trovare in libreria il nuovo libro del collettivo Wu Ming. Altai si apre quindici anni dopo l’epilogo di Q, il romanzo di esordio del gruppo di scrittori, e siamo quindi a Venezia nel 1569 nel momento in cui si sente un forte boato e la notte si illumina come se fosse giorno.

“Non è un’alba stregata ma il cuore della Serenissima in fiamme”. Lo scenario che si presenta al protagonista è apocalittico: alcune famiglie abbandonano le case saltando dai balconi, due gondole volano nel cielo, persone in ginocchio in attesa del giudizio. Da qui prende il via la vicenda che vedrà l’agente della Repubblica veneta, principale attore della storia, muoversi verso Costantinopoli e approdare successivamente a Nicosia, Famagosta e Lepanto in attesa dello scontro finale.

I Wu Ming scrivono sul loro sito che quest’ultima fatica letteraria è stata davvero impegnativa. Non volevano (e non potevano) scrivere un seguito di Q e quindi un Q2, perché non sarebbero mai riusciti a fingere di essere quelli di oltre dieci anni prima. Il nuovo romanzo si muove entro le stesse coordinate spazio-temporali, riprende alcuni personaggi, ma è nuovo e indipendente dall’opera di esordio del collettivo.

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Einaudi torna a far sconti: e i prezzi di copertina aumentano

pubblicato da Andrea Coccia in: news case editrici libri curiosità

Einaudi torna a far sconti: e i prezzi di copertina aumentano
Più di un mese fa vi avevo già parlato di una piccola stranezza circa la campagna di saldi promossa dalla casa editrice Einaudi, vale a dire di un curioso aumento dei prezzi di copertina esattamente qualche ora dopo l’inizio di una promozione che prometteva il 30% di sconto su tutti i titoli Einaudi tascabili. Risultato: sconti dimezzati e prezzi di copertina aumentati sotto silenzio.

Nel frattempo la casa editrice torinese ci ha riprovato e, a partire dal 1 luglio ha lanciato una nuova campagna di promozioni e sconti sui libri della sua collana Stile Libero, collana eterogenea e stravenduta. E ancora una volta la direzione commerciale di Einaudi ha lavorato perfettamente applicando l’aumento strategico dei prezzi di copertina a gran parte dei suoi titoli, esattamente un giorno dopo l’inizio della promozione. Qualche esempio segnalatomi dagli amici di El Aleph:

Guerra agli umani di Wu Ming 2 è passato da 11,50 euro a 12,50 (+ 8,5%); stessa situazione per Cane mangia cane di Edward Bunker; A ovest di Roma di John Fante è salito da 10,50 a 11,50 euro (+ 9,5%). La chiave a stella di Primo Levi è passato da 9,50 a 10,50 (+ 9,5%), I capolavori di Cesare Pavese da 17,80 a 19 (+6,8%), la Gerusalemme liberata da 14,80 a 16,50 (+ 11,5 – tutti «Einaudi Tascabili») e Le botteghe color cannella di Bruno Schulz è passato da 19 a 22 euro (+ 15,8% - collana «Letture»).

Si tratterà di un caso? Oppure, cosa a questo punto credibilissima, siamo di fronte, ancora una volta, ad una presa in giro, ad una truffa che maschera gli aumenti del prezzo di copertina con ammiccanti sconti estivi? Sarei molto curioso di chiederlo all’ufficio stampa di Einaudi, e magari mettere una loro dichiarazione in chiusura di post, giusto per chiarire la loro posizione, ma sul sito della casa editrice torinese non c’è traccia di un contatto.

Via | El Aleph

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Annunciato per fine mese il nuovo romanzo dei Wu Ming, Noi saremo legione

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori narrativa italiana horror

noi saremo legione wu ming Dopo aver smosso, e non poco, il panorama letterario italiano con il loro saggio-pamphlet sulla New Italian Epic, il collettivo di scrittori più famoso d’Italia, i Wu Ming, tornano in libreria con un nuovo romanzo, edito come sempre da Einaudi nella collana Stile Libero e dal titolo “Noi saremo legione” che proprio dalla poetica NIE prende le mosse.

Stando alle anticipazioni il romanzo (sempre non si tratti di un pesce d’aprile) non è ascrivibile in modo certo e netto ad un genere particolare, ma d’altra parte ormai a queste cose ci siamo abituati, in ogni caso la melodia predominante sembra essere il tetro rintoccare dell’horror, genere che in Italia può contare su un grande numero di appassionati, ma su uno non folto numero di buoni autori.

Parte quindi il conto alla rovescia, sia per gli appassionati che per i critici, gli uni per iniziare a godere dei viaggi narrativi Wuminghiani, gli altri per iniziare a sezionare il libro in ogni sua parte e per cominciare una bella litigata. Perché se una cosa si capisce di questo libro è che dovrà passare dalle forche caudine alla sua uscita: da una parte i critici entusiasti (da Giuliano Genna a Loredana Lipperini), dall’altra quelli con il coltello tra i denti, (da Fabrizio Rondolino a Filippo La Porta), mentre noi, comuni lettori ignorati dall’una e dall’altra parte, nel frattempo, ne aspettiamo frementi l’uscita.

Wu Ming
Noi Saremo Legione
Einaudi Stile Libero
euro 16,50

Via | Malpertius

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New Italian Epic: Wu Ming 1 risponde alle critiche

pubblicato da Andrea Coccia in: blog&web scrittori approfondimenti

New Italian Epic Il saggio firmato Wu Ming sulla New Italian Epic, per alcuni ormai NIE, recentemente pubblicato da Einaudi dopo quasi un anno di gestazione tra interventi su internet, conferenze e dibattiti, ha innescato una reazione a catena di polemiche e duri attacchi tra il sarcastico e lo schifato. Proprio in reazione a questi attacchi, arrivati soprattutto dalla stampa, Wu Ming 1, il principale promotore e “ideologo” del gruppo, ha pubblicato su Carmilla la prima parte di quello che si può tranquillamente definire un contrattacco.

Il titolo del pezzo, articolato in 9 punti, è “NEW ITALIAN EPIC: REAZIONI DE PANZA - 1a parte” si scaglia soprattutto su 4 interventi pubblicati sui giornali nelle ultime due settimane da Riccardo Chiaberge (Domenicale del Sole24ore), Filippo La Porta (CorSera), Emanuele Trevi (Alias) e Fabrizio Rondolino (La Stampa), accusando i rispettivi autori di “reazioni tra lo stizzito, il sussiegoso e il goliardico” e proponendo uno schema tripartito delle reazioni più comuni:

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Pubblicato il manifesto della New Italian Epic

pubblicato da Andrea Coccia in: approfondimenti narrativa italiana

nieQuasi un anno fa aveva suscitato enorme scalpore nello stantio mondo della letteratura italiana contemporanea la pubblicazione su internet dell’intervento intitolato “New Italian Epic”, firmata Wu Ming 1, alias Roberto Bui, uno dei componenti del collettivo bolognese di scrittori Wu Ming. D’improvviso sembrò rinato, quasi per miracolo, un dibattito, un vero e proprio scontro di opinioni, un vero miracolo per il panorama intellettuale italiano, solitamente immobile come una salma.

Il saggio di Wu Ming 1, in sostanza, propone una nuova categoria che sigilli nell’ammiccante etichetta “New Italian Epic” l’esperienza, multiforme e variegata, di alcuni scrittori italiani protagonisti degli ultimi vent’anni, tra i quali spiccano i nomi di Saviano, De Cataldo, Lucarelli, Evangelisti, fino ai Wu Ming stessi. La presunta linea rossa che congiunge questo universo di scrittori, apparentemente non proprio affini, è rappresentata dal materiale storico che ne forma il punto di partenza narrativo e da un approccio che non disdegna i tratti del giornalismo, della non-fiction alla Saviano per intenderci.

Ora, dunque, a quasi un anno di distanza appunto, quel materiale incandescente, quel “manifesto” che tante reazioni, entusiaste o estremamente ostili aveva suscitato, è stato pubblicato nella collana stile libero di Einaudi. Forse finalmente vedremo chi aveva ragione, se i sostenitori di questa nuova tendenza della letteratura italiana contemporanea o se i suoi detrattori, convinti che in fondo tutto ciò sia solamente una gran trovata pubblicitaria…

Wu Ming
New Italian Epic
Einaudi Stile Libero
euro 14,50

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Cultura convergente: l'introduzione

pubblicato da Roberto in: news saggi

Cultura convergenteCultura convergente (Convergence culture, in originale), di Henry Jenkins, docente al Massachusetts Institute of Technology, è un saggio che analizza la cultura pop attraverso la prospettiva della rete, della partecipazione e della creazione di comunità. Nel mondo anglosassone è già diventato un classico.

Finalmente il libro arriva anche in Italia, per le edizioni Apogeo. L’introduzione all’edizione italiana è stata scritta dai Wu Ming (per la precisione, 1 e 2) e come è loro uso, il testo è già disponibile sul loro sito: elencando le caratteristiche che secondo Jenkins definiscono lo scenario dei nuovi media (innovativo, convergente, quotidiano, interattivo, partecipativo, globale, generazionale, ineguale) le inquadrano anche all’interno del contesto italiano.

E proprio a questo proposito, in chiusura dell’introduzione, scrivono:

Nel nostro paese, inutile dirlo, i pochi programmi attivati su larga scala riguardano la sicurezza. Si cerca di istruire i ragazzi a difendere la propria privacy, a evitare truffe, a filtrare comunicazioni e pubblicità indesiderate, a reagire in caso di soprusi, tentativi di adescamento, raggiri. Inoltre, si fa informazione rispetto ai reati che potrebbero commettere con pratiche largamente diffuse: download di contenuti protetti, condivisione di file, pubblicazione di filmati.
Nessuno sembra capace di attivare un confronto sulle “competenze digitali” che sempre più determinano la formazione sociale, culturale e professionale degli individui. L’Età della Partecipazione, inaugurata dalla Rete, è carica di promesse: cittadinanza attiva, consumo consapevole, creatività diffusa, intelligenza collettiva, saperi condivisi, scambio di conoscenze. Tuttavia, se ci si aspetta di vederla sorgere all’orizzonte come un’alba scontata e inevitabile, si finirà per trasformarla nel suo contrario, producendo una nuova, vasta massa di esclusi.

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