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Tutti gli articoli con tag wu ming

Gratis online gli ebook dei Wu Ming

pubblicato da Andrea Coccia

wu ming, ebook gratis, copyleft, Chi ha incontrato sulla propria strada di lettore il collettivo Wu Ming, anche soltanto per la parentesi di un libro, non potrà dirsi sorpreso nell’apprendere che il collettivo bolognese, fedelissimo delle prospettive offerte dal copyleft, ha rinnovato pochi giorni fa la pagina download del proprio sito, Giap!, iniziando la pubblicazione online di tutta la propria produzione editoriale, tutto ovviamente a completa e gratuita disposizione dei lettori.

Copie in pdf, in formato epub, ma anche in formato kindle, rtf e audiolibro, sulla pagina dedicata potete trovare veramente ogni rifrazione dei libri dei Wu Ming che non sia quella di carta e inchiostro. I titoli a disposizione sono Q, Asce di guerra, 54, Guerra agli umani, New Thing, Manituana, Stella del mattino, Altai e il Sentiero degli dei.

Secondo quanto è annunciato nella suddetta pagina, ben presto troveranno spazio online anche le traduzioni e addirittura le colonne sonore, ovvero «Tutte le musiche composte ed eseguite per/con/intorno ai nostri romanzi e racconti». Una pagina da tenere d’occhio dunque…

Via | Wumingfoundation.com

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"Senza scrittori": il documentario di Cortellessa che sta facendo discutere

pubblicato da Juri Testa

"Senza scrittori": il documentario di Cortellessa che sta facendo discutere E’ difficile parlare di un film che pochi hanno visto, ma di “Senza scrittori“, il documentario sul mondo del libro di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi, sono state fatte perlopiù proiezioni private, in attesa che qualche distributore decida di acquisirne i diritti e di mostrarlo al grande pubblico.

Ma cos’è “Senza scrittori”? Nonostante ne stiano parlando blog e giornali. ciò che possiamo riferirvi è poco, non avendo potuto vedere il film: si tratta di un documentario in cui il critico Andrea Cortellessa, intervistando editori, critici, librai, denuncia alcune dinamiche legate all’industria del libro: lo strapotere dei grandi gruppi e della macchina editoriale, per cui non esistono più opere e critici, ma soltanto prodotti costruiti secondo una logica industriale.

Chi ci smena a rimanere fuori dal mainstream sono soprattutto i libri di qualità. Questa dovrebbe essere (ma ci ripetiamo, promettiamo di aggiornarvi dopo la visione del film) la denuncia di Cortellessa, in linea del resto con le sue posizioni critiche e la Isbf, la Internet Slow Book Farm, il canale di distribuzione libri che propone soltanto libri considerati di qualità.

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Il nuovo libro di Stephenie Meyer gratis online: marketing o pesce d'aprile?

pubblicato da Andrea Coccia

Il nuovo libro di Stephenie Meyer gratis online: marketing o pesce d'aprile? La notizia che arriva in queste ore dall’America e che riguarda uno delle scrittrici americane più lette degli ultimi anni, “>Stephenie Meyer, creatrice di Twilight, ha del clamoroso. Pare infatti che a partire dal 5 di giugno fino a al 5 di luglio, il nuovo capitolo della saga vapiresca più amata dai giovani adulti di tutto il mondo e intitolato The Short Second Life of Bree Tanner: An Eclipse Novella, sarà leggibile gratuitamente dal sito della Meyer.

Ma non bisogna dimenticare che oggi è il 1º aprile, il giorno per antonomasia dedicato alle sparate più folli e incredibili, agli scherzi e che dunque non bisogna fare troppo affidamento sulle notizie che girano in rete. E difatti questa sembra proprio l’ultima bufala regalataci dalla rete per allietare questo inizio di aprile, anche se di certo non sarà l’unica.

L’anno scorso per esempio, la bufala a cui avevano dato retta (io stesso ci ero in qualche modo cascato) riguardava un fantomatico nuovo libro dei Wu Ming, dal titolo Noi saremo legione, che ovviamente non ebbe il minimo seguito cartaceo. E voi che ci dite? Avete sentito di qualche strano pesce d’aprile letterario stamattina?

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Libri Come. Seconda puntata: Wu Ming, come scriviamo i nostri libri

pubblicato da lara

logo libri come

Continua il mio viaggio attraverso le stanze nascoste del mondo della scrittura. Ieri ho seguito l’incontro con Wu Ming, intitolato Come scriviamo i nostri libri. Devo ammettere di non aver letto nulla del collettivo Wu Ming e di essere entrata nella sala studio dell’auditorium con una punta di diffidenza. Dopo aver ascoltato la meticolosa (anche troppo) introduzione della moderatrice, ho prestato l’orecchio alle parole degli autori. Il racconto della loro esperienza è partito da “Q”, romanzo storico scritto dal collettivo, che allora si chiamava Luther Blisset, nel 1999. Fu proprio Einaudi a contattare il fantomatico autore che si era fatto conoscere in rete per le beffe mediatiche messe a segno. “La casa editrice si aspettava un romanzo tra il cyber punk e il post-moderno, ha raccontato uno degli autori, e rimase spiazzata quando proponemmo un romanzo storico.”

“Q” è conosciuto, oltre che per essere stato tradotto in circa 14 lingue, per il fatto di essere stato il primo romanzo pubblicato da una major ad avere il copyleft. “Secondo noi l’opera letteraria appartiene a tutti, l’oggetto libro invece può essere acquistato. Chi non ha i soldi in un determinato momento, deve comunque avere la possibilità di leggere una nostra opera, poi se e quando vorrà comprerà una copia, o consiglierà il libro a un amico. Il copy left non danneggia le vendite, anzi. Si crea un circolo virtuoso.

Si è entrati poi nel vivo della conversazione e i Wu Ming hanno spiegato la loro “prassi”, “perché il termine metodo fa pensare a qualcosa di troppo canonico“. Come lavora Wu Ming? Il primo passo è condurre delle ricerche approfondite: “Per scrivere “Q” ci siamo chiusi in biblioteca, non c’erano ancora le possibilità infinite del web.” Poi, una volta trovata la trama e i personaggi (quasi sempre tratti dalla cronaca storica), stilano una scaletta, lasciando il finale aperto. E a questo punto si comincia ad alternare lavoro individuale e confronto collettivo.

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Scrittura Industriale Collettiva: ovvero, come scrivere un romanzo a 200 mani

pubblicato da dario

Scrittura industriale collettiva

È possibile una scrittura creativa su scala industriale, basata su una vera e propria catena di montaggio narrativa? Si può scrivere un romanzo non a quattro, né a otto, né a trentadue, ma addirittura a duecento mani? Certo che sì, ma si deve ricorrere al metodo SIC, Scrittura Industriale Collettiva. Pensato per scrivere romanzi e racconti in gruppi di almeno quattro persone, il metodo SIC è stato ideato nel 2007 da Gregorio Magini (@peterpoe su Twitter) e Vanni Santoni (@vannisantoni), già autore de Gli interessi in comune.

Il sito del SIC funziona da punto di incontro, da quartier generale e da supporto (tutto gratuito) alle équipe di scrittori professionisti e dilettanti che vogliano dedicarsi alla scrittura collettiva. Il metodo è riassumibile in tre punti: «1. Tutti gli scrittori scrivono tutte le parti del racconto/romanzo. 2. Gli scrittori sono guidati da uno o più “Direttori Artistici”, che si occupano di selezionare e uniformare il materiale scritto. 3. La scrittura avviene attraverso la compilazione di “Schede”, ognuna delle quali tratta un aspetto della produzione (un personaggio, un luogo, una scena, ecc)». Questo in sintesi, ma il concetto è spiegato meglio nelle pagine di documentazione.

Il sito del metodo SIC ospita anche una bella biblioteca di romanzi collettivi fatti e finiti. Si va da Il Principe, «una storia di amore, violenza e squallore tra Padova e Brusegana», ad Alba di piombo, «racconto d’azione ambientato nel 1977, tra la Bologna della contestazione studentesca e la Torino della grande industria»; da Notturni per ipermercato a Il sopralluogo, etc.

Può essere questo un ramo del futuro della letteratura? Riusciremo prima o poi ad affrancarci dal mito del titanico scrittore solitario, per proiettare in una dimensione collettiva e relazionale anche il santuario della scrittura creativa? Ai posteri…

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New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola

pubblicato da Andrea Coccia

New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola
Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà.

A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.

Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità, curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.

In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.

Via | Repubblica

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E-book e pirateria: un ragionamento sulla paura degli editori

pubblicato da Andrea Coccia

E-book e pirateria: un ragionamento sulla paura degli editori

La continua e inarrestabile scalata nelle classifiche di vendita degli e-book, coronata ultimamente dal grande successo delle vendite natalizie, inizia a far parlare in maniera sempre più massiccia gli addetti ai lavori del problema pirateria.

Ci risiamo: negli anni ‘80, dopo la diffusione dei videoregistratori, i produttori cinematografici denunciarono il rischio di estinzione del cinema, tra gli anni ‘90 e gli anni zero, dopo l’invenzione degli mp3, toccò ai produttori musicali allarmarsi e preannunciare il fallimento. Niente di strano, allora, se ora, appena iniziati gli anni ‘10, ora che si iniziano a diffondere gli e-book, l’industria editoriale si preoccupa, intravedendo l’estinzione dei propri guadagni stellari e la fine della letteratura.

Ma siamo sicuri che il rischio pirateria esista veramente? O meglio, siamo sicuri che la diffusione, seppur massiccia, di copie contraffatte di libri digitali possa mettere in ginocchio un sistema industriale immenso e ricchissimo come quello dell’editoria libraria? Io, in proposito, mi permetto di sollevare dei dubbi.

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Da oggi in libreria Altai, il nuovo libro di Wu Ming

pubblicato da lara

Copertina Altai dei Wu Ming Da oggi sarà possibile trovare in libreria il nuovo libro del collettivo Wu Ming. Altai si apre quindici anni dopo l’epilogo di Q, il romanzo di esordio del gruppo di scrittori, e siamo quindi a Venezia nel 1569 nel momento in cui si sente un forte boato e la notte si illumina come se fosse giorno.

“Non è un’alba stregata ma il cuore della Serenissima in fiamme”. Lo scenario che si presenta al protagonista è apocalittico: alcune famiglie abbandonano le case saltando dai balconi, due gondole volano nel cielo, persone in ginocchio in attesa del giudizio. Da qui prende il via la vicenda che vedrà l’agente della Repubblica veneta, principale attore della storia, muoversi verso Costantinopoli e approdare successivamente a Nicosia, Famagosta e Lepanto in attesa dello scontro finale.

I Wu Ming scrivono sul loro sito che quest’ultima fatica letteraria è stata davvero impegnativa. Non volevano (e non potevano) scrivere un seguito di Q e quindi un Q2, perché non sarebbero mai riusciti a fingere di essere quelli di oltre dieci anni prima. Il nuovo romanzo si muove entro le stesse coordinate spazio-temporali, riprende alcuni personaggi, ma è nuovo e indipendente dall’opera di esordio del collettivo.

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Einaudi torna a far sconti: e i prezzi di copertina aumentano

pubblicato da Andrea Coccia

Einaudi torna a far sconti: e i prezzi di copertina aumentano
Più di un mese fa vi avevo già parlato di una piccola stranezza circa la campagna di saldi promossa dalla casa editrice Einaudi, vale a dire di un curioso aumento dei prezzi di copertina esattamente qualche ora dopo l’inizio di una promozione che prometteva il 30% di sconto su tutti i titoli Einaudi tascabili. Risultato: sconti dimezzati e prezzi di copertina aumentati sotto silenzio.

Nel frattempo la casa editrice torinese ci ha riprovato e, a partire dal 1 luglio ha lanciato una nuova campagna di promozioni e sconti sui libri della sua collana Stile Libero, collana eterogenea e stravenduta. E ancora una volta la direzione commerciale di Einaudi ha lavorato perfettamente applicando l’aumento strategico dei prezzi di copertina a gran parte dei suoi titoli, esattamente un giorno dopo l’inizio della promozione. Qualche esempio segnalatomi dagli amici di El Aleph:

Guerra agli umani di Wu Ming 2 è passato da 11,50 euro a 12,50 (+ 8,5%); stessa situazione per Cane mangia cane di Edward Bunker; A ovest di Roma di John Fante è salito da 10,50 a 11,50 euro (+ 9,5%). La chiave a stella di Primo Levi è passato da 9,50 a 10,50 (+ 9,5%), I capolavori di Cesare Pavese da 17,80 a 19 (+6,8%), la Gerusalemme liberata da 14,80 a 16,50 (+ 11,5 – tutti «Einaudi Tascabili») e Le botteghe color cannella di Bruno Schulz è passato da 19 a 22 euro (+ 15,8% - collana «Letture»).

Si tratterà di un caso? Oppure, cosa a questo punto credibilissima, siamo di fronte, ancora una volta, ad una presa in giro, ad una truffa che maschera gli aumenti del prezzo di copertina con ammiccanti sconti estivi? Sarei molto curioso di chiederlo all’ufficio stampa di Einaudi, e magari mettere una loro dichiarazione in chiusura di post, giusto per chiarire la loro posizione, ma sul sito della casa editrice torinese non c’è traccia di un contatto.

Via | El Aleph

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Annunciato per fine mese il nuovo romanzo dei Wu Ming, Noi saremo legione

pubblicato da Andrea Coccia

noi saremo legione wu ming Dopo aver smosso, e non poco, il panorama letterario italiano con il loro saggio-pamphlet sulla New Italian Epic, il collettivo di scrittori più famoso d’Italia, i Wu Ming, tornano in libreria con un nuovo romanzo, edito come sempre da Einaudi nella collana Stile Libero e dal titolo “Noi saremo legione” che proprio dalla poetica NIE prende le mosse.

Stando alle anticipazioni il romanzo (sempre non si tratti di un pesce d’aprile) non è ascrivibile in modo certo e netto ad un genere particolare, ma d’altra parte ormai a queste cose ci siamo abituati, in ogni caso la melodia predominante sembra essere il tetro rintoccare dell’horror, genere che in Italia può contare su un grande numero di appassionati, ma su uno non folto numero di buoni autori.

Parte quindi il conto alla rovescia, sia per gli appassionati che per i critici, gli uni per iniziare a godere dei viaggi narrativi Wuminghiani, gli altri per iniziare a sezionare il libro in ogni sua parte e per cominciare una bella litigata. Perché se una cosa si capisce di questo libro è che dovrà passare dalle forche caudine alla sua uscita: da una parte i critici entusiasti (da Giuliano Genna a Loredana Lipperini), dall’altra quelli con il coltello tra i denti, (da Fabrizio Rondolino a Filippo La Porta), mentre noi, comuni lettori ignorati dall’una e dall’altra parte, nel frattempo, ne aspettiamo frementi l’uscita.

Wu Ming
Noi Saremo Legione
Einaudi Stile Libero
euro 16,50

Via | Malpertius

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