
La voce di Berlusconi. Vittorio Feltri e «Il (suo) Giornale» è un libro di Paolo Ghezzi, pubblicato dalle Edizioni Sonda di Torino nel 1995. Esso contiene la storia segreta di Vittorio Feltri, ex e neo-direttore del «Giornale» di Paolo Berlusconi, in questi giorni protagonista di una torbida polemica incentrata sui gusti sessuali di Dino Boffo, ex direttore dell’«Avvenire».
La “storia” di Feltri narrata da Ghezzi non svela verità particolarmente scomode sul controverso direttore, ma è egualmente “segreta” perché La voce di Berlusconi è un libro scomparso, praticamente introvabile, oggetto del desiderio di bibliofili e cacciatori di volumi rari. Non a caso è menzionato anche nello straordinario testo di Simone Berni intitolato Libri scomparsi nel nulla, autentica bibbia dei bibliofili italiani, prossimamente in ristampa in versione riveduta e aggiornata.
Non stupisce che La voce di Berlusconi, nonostante sia stato pubblicato appena 14 anni fa, sia già sparito dalla circolazione. Lo status di libro raro o introvabile è comune infatti a diversi testi riguardanti il Cavaliere di Arcore. I più maligni spiegano il mistero con presunti rastrellamenti a tappeto di tutte le copie disponibili da parte di oscuri e danarosi compratori; ma nessuno ha mai addotto vere prove.
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Volete scoprire cosa facevano quando non erano nessuno 60 giornalisti del calibro di Vittorio Feltri, Alfonso Signorini, Maria Giovanna Maglie e Vittorio Zucconi? Allora leggete “Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi”, ultimo libro di Mariano Sabatini pubblicato da Aliberti. Perché, come sostiene Edmondo Berselli, «si diventa una “firma” firmando. Cioè lavorando». Ma anche avendo qualche santo in Paradiso, secondo altri, e sudando.
Sabatini ha applicato una sorta di format a tutti: un questionario, per saperne di più sugli esordi e sulla gavetta nei ricordi delle firme più accreditate del panorama giornalistico italiano. Eppure le cose non sono andate proprio come se le aspettava l’autore, tant’è che Sabatini racconta “doveva uscire nell’autunno 2008, con un altro editore. Ma mi era stato chiesto di “cassare” l’intervista a Renato Farina e io mi sono rifiutato perché il primo compito di un giornalista è quello di opporsi alle censure. Per fare questo mestiere, occorre avere una “mente ospitale”, dare voce a tutti i punti di vista senza giudicarli o soffocarli”.
Il minimo comune denominatore del libro è la fatica di un duro “abusivato” nelle redazioni, senza “corte” né vacanze, la ripetitività dei giri negli ospedali o negli obitori a caccia di notizie, la routine delle brevi, magari alternate a un altro mestiere. Chi l’avrebbe mai detto? Maria Cuffaro insegnava inglese, Signorini latino e greco, Toni Capuozzo faceva guide gastronomiche, Daniele Mastrogiacomo si occupava di pubblicità…. ma c’è anche chi, come Aldo Cazzullo, ricorda gli sfottò patiti al suo primo giornale per via del cognome; mentre Giancarlo Perna ammette un refuso di gioventù che gli fece trasformare la Fita (Federazione italiana trasportatori autocarri) in qualcosa di più attraente con un “c” malandrina.
Mariano Sabatini
Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi
Aliberti editore
pagine 176 360
€ 18,00