non tentarmi più, dio della fatica…non tentarmi più, dio della banalità (…) (Preghiera del pellegrino)
Un pellegrino ordinario sul Cammino di Santiago che viaggia con taccuino e lapis in mano, e zaino in spalla. Vesciche ai piedi a fine giornata (”liberarsi dalle pedule al rifugio/diviene un piacere raffinato e totale” - Sacri piedi), l’occhio si sofferma sulle lapidi lungo la strada “che ricordano vite spente” mentre e il cuore si apre all’incontro con gli altri sul sentiero dove non passano mantelli di porporati, ma solo scarpe consumate che non si stancano di andare.
Pur non avendo fatto questo tipo di esperienza - che tuttavia mi ha sempre incuriosito per i tanti racconti degli amici - ho letto con piacere le brevi composizioni di Fiorenzo Zerbetto dedicate a quest’avventura durante la quale si procede “su sentieri millenari/tracciati e battuti da Pellegrini/mossi da forza alta e altra”, tracciata da orme che ci hanno preceduti “disponibili al sibilo dei venti” (Orme)
Continua a leggere: Piccoli-Grandi miracoli del/nel cammino di Santiago, di Fiorenzo Zerbetto
Ci avrei dovuto mettere di più, a leggere la storia di Enaiatollah Akbari. E’ che io sono fatta così: quando le ’storie’ mi appassionano le butto giù, tutto d’un fiato. Invece la vita di Enaiatollah, raccontata da Fabio Geda in “Nel mare ci sono i coccodrilli” (Baldini Castoldi Dalai), avrebbe avuto bisogno di essere sorbita, lentamente.
Il fatto è che il racconto mette sete, e tanta. Perchè si tratta di una storia che è sudore, lacrime, botte, affetto, scritta nella carne di un ragazzo afghano in fuga dal suo paese verso un posto in cui possa sentirsi a casa. Ovvero un posto da cui non gli venga più voglia di fuggire.
Enaiatollah che ha dieci anni, circa, quando un mattino al risveglio scopre che la madre è andata via da Nava, la cittadina afghana dove l’ha portato, nascondendolo sotto il burqa, per salvarlo a un destino da schiavo che si è portato via suo padre, e che Enaiatollah avrebbe di sicuro ereditato presto.
Continua a leggere: Nel mare ci sono i coccodrilli, di Fabio Geda
Un reportage che inizia e finisce nelle periferie di una grande metropoli Roma, esplorando luoghi che a nessuno verrebbe in mente di considerare orizzonti di viaggio da scoprire.
E’ questo il principio ispiratore di ‘Da Roma a Roma’, dello scrittore Andrea Carraro, già autore de Il branco, che racconta lo stato attuale dei margini della Capitale d’Italia.
Il viaggio inizia dal cantore per eccellenza delle periferie romane, Pier Paolo Pasolini, partendo dal luogo in cui è posizionata la sua stele, ‘una lunga curva scura sormontata da un bel cielo azzurro solcato da strinature rossastre, e lambita dalla tavola del mare grigio ferro’.
Quali sono i romanzi che più hanno influenzato la storia della letteratura internazionale degli ultimi 25 anni? Lo ha chiesto la rivista Wasafiri a 25 scrittori internazionali, proprio per festeggiare i 25 anni dalla sua fondazione.
Da ‘Il giardino di mezzanotte’ di Rushdie a Lolita di Nabokov, passando per il ‘Paziente inglese’, le risposte sono le più diverse e opinabili (le trovate qui), ma credo sia una buona scusa per conoscere i temi di questa rivista.
Wasafiri in lingua Kiswahili, leggo, vuol dire viaggiatori, e si occupa di scrittori migranti con una particolare attenzione alla letteratura africana. Da tenere d’occhio.
Via | Antonio Dini
Si è spenta ieri nella sua casa di Milano Teresa Sarti Strada, moglie di Gino Strada e co-fondatrice, con lui, dell’organizzazione Emergency. Il modo migliore di ricordarla, lo dico a titolo personale, è ovviamente informarsi sul suo progetto: ieri, qualche ora dopo la notizia della sua scomparsa, il sito di Emergency è andato ko per le troppe connessioni.
Noi di Books vi suggeriamo ovviamente qualche titolo da leggere, anche se a firma del marito, per capire dall’interno cosa vuol dire fare i ‘chirurghi di guerra’ in zone critiche, e gestire un’organizzazione del genere ’sul campo’. Oltre al pluripremiato ‘Pappagalli verdi’, riprenderei in mano ‘Buskashì’ (il nome viene da un gioco tradizionale afghano), che parla dell’Afghanistan dopo la morte di Massud e alla vigilia dell’11 settembre. Si tratta di un vero e proprio reportage, senza fronzoli, che racconta tutta la fatica di quel viaggio, e testimonia dell’incontro con la gente di quei posti. A volte infatti gli operatori umanitari sono gli unici testimoni della storia dei nostri tempi, a parte qualche ultimo reporter ‘d’assalto’.
Il libro mi è venuto in mente guardando tutte le foto di Teresa Sarti, in cui mostra il suo inconfondibile e bellissimo ciondolo afghano al collo: uno di quelli prodotti dalle donne afghane che si riuniscono da anni in uno degli ospedali di Emergency nel loro paese e che producono monili che l’organizzazione rivende per loro (me lo hanno spiegato a voce dei volontari, quando ne ho comprato uno). Oggi io indosserò il mio.
Gino Strada
Buskashi
Feltrinelli
12 euro
Dopo la mitica guida dei santini, ecco un altro volume che nasce dalla tradizione religiosa popolare: “Il grande almanacco dei giorni di festa. Guida alle feste religiose in Italia” di Antonio Castello, (Antonio Vallardi Editore).
Il volume, leggo, “raccoglie le feste religiose più significative che si svolgono nel nostro Paese, passando in rassegna 1500 manifestazioni in oltre 1200 Comuni d’Italia”.
Manifestazioni, si sa, sempre accompagnate da particolari degustazioni di prodotti tipici, oltre che da processioni ed esibizioni all’aperto. Un settore quello del turismo religioso, leggo, che quest’anno nel nostro Paese sarebbe aumentato del 20%.
Via | GuidaViaggi
Non ho mai creduto ai viaggi che ti cambiano la vita. Ho sempre ascoltato con scetticismo i resoconti di amici e conoscenti che raccontavano di terre lontane e persone incredibili che, dicevano, li avevano resi diversi. Perché poi si torna alla quotidianità e si scopre che i luoghi non sempre sono “luoghi dello spirito”.
Per questo mi è piaciuto il libro di Simone Rossi, La luna è girata strana. edito da Zandegù. Nonostante lui dica che vedere l’Etiopia gli abbia cambiato la vita, quello che arriva è che poi lui torna alla normalità, riprende la sua esistenza da dove l’aveva interrotta e il tempo rallentato dell’Africa riacquista velocità nel ritmo frenetico del vivere occidentale.
Quel che resta è una testimonianza, questo libro scanzonato, leggero (nel senso calviniano del termine), pieno di colore e suoni, in cui i personaggi ricordano quelli delle fiabe. C’è la suora alta due metri, il vecchio e schietto Verbano, il frate buono, i bambini allegri e sporchi, come quelli sperduti di Peter Pan.
Continua a leggere: La luna è girata strana, di Simone Rossi

Gli amici di Travelblog ci segnalano un’iniziativa turistica che ha molto a che fare con la letteratura: “Paesaggi d’Autore”, un progetto di itinerari turistici legati alla figura di Grazia Deledda, unica scrittrice italiana vincitrice del Premio Nobel, nonché unico Premio Nobel proveniente dalla Sardegna.
Questi paesaggi fanno ripercorrere al visitatore i luoghi dell’ispirazione deleddiana, unendo all’aspetto letterario anche l’interesse enogastronomico e dell’artigianato locale, che la stessa scrittrice ha descritto nelle sue opere.
Sul sito del turismo della regione Sardegna potete trovare la mappa dei percorsi deleddiani a Nuoro, mentre per altre informazioni sul progetto potete leggere l’intervento direttamente su Travelblog.
Via: Travelblog
Foto: Flickr
Come anticipano i colleghi di Travelblog, il festival (che segue quello della Letteratura Ebraica) si terrà a Roma dal 25 al 28 settembre, nella cornice di Villa Celimontana ma anche nel Palazzo delle Esposizioni. A organizzar il tutto, la Società Geografica Italiana e Federculture.
Gli eventi, tantissimi, sono tutti a ingresso libero e per maggiori informazioni, oltre a visitare il sito festivaletteraturadiviaggio.it si può chiamare il call center gratuito 060608.
Noi di Books cogliamo solo l’occasione per ricordare i grandissimi autori italiani che si sono dedicati a questa passione nel Novecento: da Calvino esploratore del Giappone a Anna Maria Ortese visitatrice della Russia, fino a Moravia innamorato dell’India e a Pasolini, che lo seguì in tanti viaggi, anche in Africa. Da riscoprire anche il Parise di “Cara Cina” per il suo stupendo ritratto della popolazione incontrata durante il viaggio.
A lui, Dave Freeman, va il merito di aver iniziato, con il suo coautore, un preciso filone di “classifiche” e liste ragionate (vedi ad esempio i “1001 libri da leggere prima di morire”).
La cronaca oggi riporta la notizia della sua morte, per un tragico incidente domestico: una violenta caduta gli ha fratturato la testa mentre era in casa. Il suo primo libro era stato pubblicato nel ‘99 con il titolo “Viaggi che non puoi perderti”. Una persona che lo conosceva ha dichiarato ai giornali che fino ad ora Freeman aveva compiuto almeno la metà delle esperienze che consigliava di fare nel suo best seller.
Via | Cnn