Questa del titolo è la provocazione dell’articolista del NyTimes, già membro dell’associazione dei Bibliotecari americani, che tocca un tasto dolente dell’editoria contemporanea.
Ovvero, il fatto che alle donne piaccia leggere più che agli uomini, e – detto in termini di mercato – che gli editori non riescano a conquistare il pubblico maschile altrettanto di quanto accade con quello femminile. E questo, specifica, a partire dal 12 anni di età.
“I maschi non sono a loro agio nell’esplorazione delle emozioni e dei sentimenti presente nella narrativa (…) Non hanno abbastanza modelli di ruolo maschile positivi, per la letteratura…i ragazzi non vedono la lettura come una attività al maschile”, scrive un autore citato, lo scrittore Jon Scieszka. E oltretutto è un clichè ma “abbastanza vero, quello che mentre le ragazze adolescenti leggono libri con protagonisti maschili, i ragazzi adolescenti raramente leggeranno libri con personaggi prevalentemente femminili”.
Continua a leggere: I preadolescenti maschi e la lettura. Una battaglia persa?
La Lucianina nazionale sta per approdare di nuovo in libreria con un altro esilarante compendio delle sue battute più riuscite. Dopo La Jolanda furiosa è la volta de I dolori del giovane Walter. Da anni ormai la Littizzetto rappresenta l’appuntamento imperdibile della domenica sera, nel programma di Fazio, quando entra nelle case degli italiani e spara a zero su politica, costumi, gossip e quant’altro attiri la sua attenzione.
Il momento più atteso della sua performance, quello che fa impallidire Fabio Fazio, è il commento sulle abitudini sessuali che arriva puntuale a fine chiacchierata. I protagonisti assoluti sono il Walter e la Jolanda, ovvero l’organo maschile e quello femminile, ogni volta impegnati in una divertente e irriverente avventura: i finti orgasmi delle donne, il triste spettacolino degli uomini che si spogliano, tanto per citarne due.
In questo libro ritroviamo tutto il repertorio della Littizzetto: comicità tagliente e niente peli sulla lingua. “Il body scanner degli aeroporti è un problema per la privacy. Per le donne passi, più o meno le jolande si somigliano. Ma per i maschi no. Per chi c’ha un walterino sarà un disastro, dovrà stare col suo bel tappo di spumante alla vista di tutti. Solo quelli che hanno un cormorano al posto del walter faranno un figurone. Li vedremo entrare a passi lunghi e bacino in avanti chiedendo alle addette: “Che ne dici, amore, di quest’arma di distruzione di massa?”
I dolori del giovane Walter
Luciana Littizzetto
Mondadori editore, 2010
€ 18 pp. 200
Quali sono i vostri/le vostre eroi/eroine della letteratura preferiti/e ?Stiamo ovviamente parlando di personaggi fittizi e non di autori in carne ed ossa, di quei caratteri inseriti nella finzione letteraria che, una volta finito il romanzo/racconto non siete più riusciti a dimenticare e che vorreste incontrare nella vostra esistenza reale.
Facendo una rassegna dei prsonaggi maschi che più piacciono, non possiamo che partire da eroi ‘romantici’ per antonomasia. Ad esempio: Darcy di Orgoglio e pregiudizio, o Heathcliff di Cime tempestose, passando per il signor Rochester di Jane Eyre.
Questi, ad esempio, hanno delle caratteristiche in comune che ce li fanno amare. Parlano poco: mentre siamo lì a leggere pagine e pagine sui pensieri più intimi, sugli abbattimenti e sugli stati di esaltazione sentimntale delle protagoniste, non sappiamo nulla di cosa pensino e provino i ‘maschi’.
Continua a leggere: Eroi letterari al maschile: i vostri preferiti
Esiste qualcosa di peggio per una donna che trovarsi in una sola notte al cospetto di tutti gli uomini che ha amato? E’ quello che succede alla protagonista di Ciao maschio, il nuovo libro di Valeria Parrella uscito nelle librerie il 4 novembre. La scrittrice napoletana è stata sotto i riflettori negli ultimi tempi per via della trasposizione cinematografica del suo romanzo Lo spazio bianco, portato sul grande schermo da Francesca Comencini e interpretato da Margherita Buy.
In quest’ultimo breve lavoro, in scena al teatro napoletano Mercadante dal 2 al 22 novembre, la Parrella racconta una donna di sessant’anni alle prese con i fantasmi dei suoi ex dai quali viene tormentata e a cui lei decide di non dare tregua, raccontando tutta la verità. L’autrice tiene a precisare che sotto accusa non è l’universo maschile, ma piuttosto la relazione uomo-donna.
“Quando ho scritto la storia mi sentivo in sintonia con la protagonista, dice la scrittrice, ma dopo averlo visto in scena mi sento più vicina alle ragioni maschili.” Il titolo è una citazione della pellicola di Marco Ferrero del 1978 che la Parrella ha scelto perché “ciao” è un saluto che si usa sia quando si arriva che quando si va via.
Ciao maschio
Valeria Parrella
Bompiani, 2009
€ 8,00
Via | Corriere del Mezzogiorno
Emergono negli anni, da carteggi e ricostruzioni a posteriori, tante altre storie di ‘giusti’ : uomini e donne che nei modi più ingegnosi salvarono la vita agli ebrei perseguitati dal nazismo.
Sperling & Kupfer ha appena pubblicato ad esempio questa incredibile storia (il titolo originale è ‘La moglie del direttore dello zoo’ - the Zookeeper’s wife, difficile da mantenere alla lettera, in effetti) ricostruita dalla studiosa Diane Ackerman. La storia di come a partire dal 1939, intenzionati a mantenere nelle migliori condizioni gli animali dello zoo di Varsavia nei tempi bui del nazismo, i due gestori dello zoo (Jan Zabiriski e sua moglie Antonina) riuscirono a salvare la vita a trecento ebrei.
Lo stratagemma inventato era quello di identificare le persone con i nomi degli animali. E la sopravvivenza diventa quotidiana convivenza fra uomini e animali, grazie alla ‘umanità’ dei due protagonisti.
Diane Ackerman
Gli ebrei allo zoo di Varsavia
Sperling & Kupfer
18,50 euro

Le edizioni 9muse.net, una casa editrice alla continua ricerca di nuovi scrittori, e molto attiva nel proporre concorsi per mettere in evidenza gli autori più meritevoli, indice il concorso Uomini e donne maneggiare con cura, dedicato al tema del confronto e delle diversità tra i due sessi.
Per partecipare basta scrivere un racconto inedito della lunghezza massima di cinque cartelle (ogni cartella di 1800 caratteri) e spedirlo, completo dei dati dell’autore, a 9muse@9muse.net entro il 30 novembre 2008.
Per i racconti vincitori e gli altri selezionati è prevista la pubblicazione all’interno di una raccolta che verrà pubblicata sul mercato editoriale. Per tutte le altre informazioni su questo concorso seguite questo link.
Foto: Flickr
Come leggo su Leggere:Tutti, ci si ferma a parlare delle proprie esperienze sentimentali e storie di sesso nelle presentazioni del libro di Nadiolinda, la spiritosa autrice di “Se non ti piace dillo. Il sesso ai tempi dell’happy hour” (ed. Mondadori). Il libro che, dicono le cronache, racconta gli appuntamenti della protagonista, una giovane donna che decide di mollare il fidanzato “ingegnere nell’anima” e di ricominciare a saltare da un letto all’altro.
E durante le sue avventure fa un campionario dei tizi che le capita di incontrare, dal “ometto kinder” all’”uomo Guru” (dall’ormai sfortunato, possiamo dirlo, marchio di abbigliamento), per scoprire che gli uomini funzionano in modo semplice, e la loro vita è regolata da sei impulsi fondamentali: “fame, sonno, felice, triste, cacca, sesso”. Tutto questo alla veneranda età di 30 anni. Fantasia o (speriamo di no) realtà della vita sentimentale dei trentenni di oggi?
Cosa succederebbe in una società se si vivesse senza donne? Se le esponenti del “gentil sesso” venissero usate solo come materiale di procreazione vivendo prigioniere ai confini della società, e tutto fosse affidato solo a mani maschili?
Cerca di immaginarlo nel suo romanzo Hugo Goncalves, che ne “Il cuore degli uomini” (Cavallo di Ferro) mette in scena una società del genere in forma di romanzo. Sentimenti inespressi, ragazzini cresciuti con poche carezze anche se con un buon senso dell’ordine. Poche parole, in casa, e cibi pronti.
E l’amore? Che cos’è? Accade che uno dei ragazzini del romanzo se lo chieda quando fa il suo incontro con una coetanea, al di là del muro che separa la società senza donne da quella mista. L’amore è sesso senza parole, è impeto e tumulto, è silenzio duro.
Continua a leggere: Il cuore degli uomini, di Hugo Goncalves
Le amiche di Pinkblog qualche giorno fa hanno parlato di questo testo della scrittrice e giornalista Sherry Argov. Il titolo originale in inglese è Why men love bitches (dopo l’altro grande successo della stessa autrice Why men marry bitches), che è stato più delicatamente tradotto in italiano Falli soffrire per l’edizione Piemme che si può trovare adesso in libreria.
Il testo si autopresenta come un manuale d’istruzione alla vita di coppia che con tratti ironici e pungenti verso gli uomini (ma non solo) prova a insegnare alle brave ragazze stanche di soffrire per amore che gli uomini preferiscono le ragazze che li fanno soffrire (bitches, appunto…), e allora tanto vale imparare le regole di questo giochino dell’attrazione e della relazione interpersonale, la cui prima legge, a detta dell’autrice, è: impara a essere indipendente e sicura di te.
Ben consapevoli del successo che tendono ad avere questi volumi di letteratura femminile, in particolare quelli che, come il libro della Argov, si schierano apertamente dalla parte della ragazza “mollata” (Bridget Jones?), speriamo vivamente che la lettura sia affrontata da tutti (uomini e donne) come un semplice svago per sorridere un po’ di situazioni più o meno tipiche del rapporto fra uomini e donne, e non come un vero e proprio manuale di vita, che alla fine risulterebbe semplicemente una generalizzazione vaga e insignificante del complesso mondo delle relazioni di coppia.
Cliccate su continua per leggere l’indice del volume e i link per le schede del libro:
Che le donne non siano abili a parcheggiare quanto i loro colleghi maschi, o che al contrario gli uomini “non trovino mai niente” anche se quello che cercano lo hanno proprio davanti agli occhi. O ancora: che il maschio voglia sempre “risolvere da solo” i propri problemi e che le donne si disperino per il “mutismo” dei compagni mentre per loro il telefono è un compagno indispensabile per coltivare una relazione d’amicizia o d’amore.
Saranno tutti luoghi comuni, che sicuramente almeno una volta abbiamo sentito citare da amici dell’uno o dell’altro sesso. Un trattatello interessante e molto spiritoso su queste “differenze” che sembrano dipendere proprio dal sesso di una persona lo ha scritto una coppia di psicologi Allan e Barbara Pease in “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?” (Sonzogno), dove ci vengono spiegate quali siano, secondo le teorie della psicologia, gli elementi alla base delle nostre diversità.
Di certo i due sono molto debitori allo psicologo di “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”, bibbia di Bridget Jones, però si tratta di un libro davvero divertente, che, citato fra amici genera sempre discussioni carini. Una chicca: i due hanno addirittura contato le parole che una donna è capace di dire in una giornata (praticamente il quintuplo di quelle di un uomo!).