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Ebook sì, ebook no. Intervista a Marco Croella, direttore tecnico di Simplicissimus Book Farm

pubblicato da Roberto Russo

Ebook sì, ebook no. Intervista a Marco Croella, direttore tecnico di Simplicissimus Book FarmE-book ed e-reader: o si amano o si odiano. Pare che una via di mezzo sia difficile da trovare. Abbiamo raccolto un po’ di obiezioni sui libri elettronici e le abbiamo inoltrate a Marco Croella, direttore tecnico di Simplicissimus Book Farm. Di seguito le risposte di Marco Croella: un nuovo tassello per comprendere sempre meglio il nuovo che avanza.

Gli e-book sono una moda passeggera: ce ne sono state tante. Il libro cartaceo va avanti da secoli, mentre gli strumenti elettronici dopo pochi mesi diventano obsoleti.
Il libro cartaceo va avanti da secoli perché finora nessuna tecnologia è stata in grado di offrire una esperienza di lettura confortevole come quella della carta. La tecnologia dell’inchiostro elettronico sul quale sono basati gli ebook reader di cui tanto si parla negli ultimi due anni è in questo senso rivoluzionaria: non si legge più da uno schermo che illumina il viso di chi legge, generando stanchezza e irritazione agli occhi, ma da uno schermo “morto”, sul quale le pagine sono stampate a tutti gli effetti. Su questi schermi la lettura avviene per luce riflessa, con un comfort per l’occhio che di fatto è lo stesso del supporto cartaceo.

Secondo Umberto Eco è solo nel libro cartaceo che mezzo e contenuto coincidono: basta avere un po’ di luce e si può approfittare della cultura che il libro propone. Lo stesso non si può dire dell’ebook.
L’osservazione di Eco è formalmente corretta. Vorrei tuttavia far notare che la non coincidenza tra mezzo e contenuto è un vantaggio, e non un limite: la possibilità di fruire di un contenuto su più contenitori significa poter accedere a una molteplicità di opportunità differenti a chi legge. Quanto al fatto che per leggere un libro cartaceo basti solo la luce, anche questo è verissimo, il libro è una tecnologia semplicissima ed efficace per diffondere la cultura. Lo stesso si può dire delle scarpe, che sono una tecnologia semplicissima ed efficace per spostarsi. Se poi per spostarsi posso accedere anche a una serie di tecnologie alternative, non vedo perché non lo si debba poter fare per la lettura di un libro!

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