
Ricordando il compianto scrittore John Keel e il suo più celebre libro-inchiesta, Il caso Mothman dedicato alle apparizioni americane dell’oscuro uomo-falena, abbiamo accennato anche a Tom Ury, uno dei principali testimoni oculari di suddette apparizioni.
Per gentile concessione del più volte citato Simone Berni, che nel suo Dischi volanti e mondi perduti si è occupato - forse unico in Italia - del caso dell’uomo-falena, BooksBlog pubblica oggi in esclusiva un prezioso documento: una lettera autografa di Tom Ury indirizzata allo stesso Berni il primo giugno 2004.
La lettera getta un’ombra sulla figura del compianto John Keel e sull’attendibilità dei suoi resoconti, e per questo abbiamo ritenuto fosse utile alla comprensione della complessa e sottovalutata figura del demonologo americano, la cui morte non ha suscitato il benché minimo scalpore nel nostro belpaese. Nella sua lettera a Simone Berni, Ury racconta di aver incontrato John Keel soltanto una volta, in occasione di una commemorazione a Point Pleasant, e si dice convinto che Keel temesse di incontrarlo perché sapeva di aver scritto su di lui «un sacco di **** [probabilmente: stronzate]».
Subito dopo il “continua” pubblichiamo il documento originale e la traduzione in lingua italiana.

La recente scomparsa dell’ufologo-demonologo-forteano John Keel ha portato ancora una volta alla ribalta Il caso Mothman, il libro che ha rivelato al mondo le apparizioni dell’uomo-falena nella sperduta Point Pleasant in West Virginia, in corrispondenza di episodi misteriosi, il più grave dei quali è il crollo del Silver Bridge sul fiume Ohio del 15 dicembre 1967 (46 vittime).
The Mothman Prophecies (titolo originale - e più celebre - de Il caso Mothman) di John Keel uscì negli USA nel 1975 e in Italia nel 2002, grazie al successo dell’omonimo film con Richard Gere. Si tratta di uno studio molto vario sulle apparizioni dell’uomo-falena, umanoide dagli occhi rossi e dalle enormi ali, avvistato ripetutamente a Point Pleasant tra il 1966 e il 1967. Il soprannome di Mothman, cioè appunto uomo-falena, fu ispirato alla stampa locale dal personaggio di Killer Moth, uno dei nemici minori di Batman.
Descritto da uno dei testimoni oculari come un enorme animale «dalle sembianze di un uomo ma più grande, alto circa due metri e con enormi ali attaccate alla schiena», l’uomo-falena è diventato oggetto di un culto sterminato (a Point Pleasant ne esiste persino una statua a dimensione naturale) e di innumerevoli ipotesi più o meno scientifiche. Secondo alcuni si sarebbe trattato di una gru canadese o di un gufo albino. Secondo altri - tra cui Keel - l’avvento dell’uomo-falena sarebbe stato invece legato a fenomeni paranormali avvenuti contestualmente in quella zona, tra cui avvistamenti di UFO, poltergeist, mutilazioni ai danni di uomini e animali e, infine, il crollo del Silver Bridge.
Nel silenzio totale dei media italiani, il 3 luglio scorso è morto John Alva Keel, l’autore di The Mothman Prophecies, in totale povertà nel suo appartmento alla periferia di New York, tra lo sporco e il degrado, dopo aver passato gli ultimi anni in auto-esilio dal mondo.
Oltre che autore del libro che ha ispirato l’omonimo film con Richard Gere, John Keel è stato un giornalista, un grande scrittore e indagatore dell’occulto, anche se lui amava definirsi demonologo, o meglio ancora forteano, dal nome del suo mentore Charles Fort (1874-1932), anch’egli sconosciuto nel nostro paese. Il lascito di Keel è costituito da numerosi e seminali libri sull’ufologia, tutti per lo più avvolti dalla leggenda.
Col suo testo più famoso, The Mothman Prophecies (edito in Italia da Sonzogno), Keel ha raccontato i fatti avvenuti nel biennio 1966-67 a Point Pleasant, West Virginia, e segnatamente le apparizioni di Mothman, creatura alata e antropomorfa avvistata da innumerevoli testimoni, e di misteriosi “uomini in nero” (men in black), che tanto hanno influenzato l’immaginario collettivo mondiale. Di Mothman John Keel ha parlato anche in Creature dall’ignoto (tradotto dall’editore Fanucci, che speriamo lo ristampi presto), raccogliendo ben ventisei diverse testimonianze oculari.
Stilo la mia personale classifica dei dieci libri di ufologia più importanti di questo 2007 ormai in dirittura d’arrivo, anno peraltro del sessantennale dal primo avvistamento di UFO, nel lontano 1947.
10. Ombre sulle stelle, di Peter Kolosimo, Mursia. Non esattamente un libro sugli UFO, ma una riflessione scientifica e razionale sulla storia, lo stato e le prospettive dell’astronautica. Un testo dalla mente aperta che aiuta ad aprire la mente anche all’ignoto, senza però scadere nel misticismo o in esoterismi di sorta. Sicuramente da leggere.
9. Contattismi di massa, di Stefano Breccia, Nexus. Ne abbiamo parlato su questo sito qualche giorno fa. Il libro racconta una lotta tra civiltà aliene avvenuta sul pianeta Terra sopra le teste di noi umani. Più fantascientifico che altro, ‘Contattismi’ è stato oggetto di aspre e in gran parte sacrosante polemiche, ma ha un pregio: porre l’accento sulla famosa “ondata” di avvistamenti UFO sulle coste adriatiche nel biennio 1978/79.
8. UFO in Italia: 1977-1980 la grande ondata, di A.A.V.V., Corrado Tedeschi Editore. Il periodo più misteriosamente prolifico della storia ufologica italiana viene qui affrontato da un manipolo di sei autori: Artori, Baccarini, Boncompagni, Marcucci, Mari e Panzera. Vengono descritti con dovizia di illustrazioni e particolari ben 272 casi avvenuti nel fatidico quadriennio sul nostro territorio nazionale. A corredo dello studio, statistiche, tabelle, indici e precisazioni. Non manca nemmeno una stuzzicante analisi di carattere antropologico sul fenomeno dei rapimenti.
Uscito pochi mesi fa, “Contattismi di massa” di Stefano Breccia (Nexus Edizioni, 424 pagg.) sta facendo discutere gli studiosi di UFO. L’autore (che alcune fonti vogliono professore universitario, anche se nell’organico del ministero non risulta) racconta incontri reiterati fra umani (o come li definisce lui: terricoli) ed esseri extraterrestri.
Particolare attenzione è dedicata alle testimonianze su AMICIZIA, ovvero sulla relazione tra alcuni “terricoli” e ben due schiatte di alieni residenti sul pianeta Terra. La prima, quella dei cosiddetti W56 (dove W sta per “vittoria” e ‘56 è l’anno del secolo scorso in cui sarebbe avvenuto il primo contatto) e la razza dei CTR (ovvero “ConTraRi”).
AMICIZIA sarebbe una sorta di Santa Alleanza tra alcuni esseri umani e la civiltà W56 in funzione anti-CTR, per la difesa del pianeta Terra e della razza umana. La battaglia finale tra le due genìe aliene sarebbe avvenuta nel 1978. I CTR avrebbero sconfitto i W56 nel suggestivo scenario di una base sottomarina, a 30 km di profondità nell’Adriatico centrale.
L’aspra battaglia sarebbe collegata agli avvistamenti compiuti nell’Adriatico alla fine degli anni ‘70 (la famosa “ondata” di UFO del 1978/79, che coinvolse principalmente Ancona, Ortona e Pescara).
Nel libro c’è di tutto: giganti alieni, teletrasporti, UFO tascabili delle dimensioni di una ventiquattrore.
Perciò molti appassionati, come Romano Di Bernardo, osservatore di UFO che quell’ondata di fine anni ‘70 l’ha vissuta in prima persona, hanno aspramente criticato il libro, sostenendo che “l’assurda storia […] getta nel ridicolo anche la parte seria dell’ufologia”, tanto più che il volume è stato pubblicizzato anche da “Roberto Pinotti, Presidente storico del Centro Ufologico Nazionale noto fino a poco tempo fa”, scrive Di Bernardo, “per la sua battaglia contro chi, raccontando storielle discutibili, danneggiava l’immagine dell’ufologia seria nei confronti dell’opinione pubblica”.