
Una frase citata dovunque che la mia memoria associa a Ernesto Guevara o a Andrea Pazienza afferma che si non si può arretrare nemmeno per prendere la rincorsa. Una frase che ha sempre toccato una qualche mia corda nascosta, forse per quel suo che di poetico, o meglio, di epico, non saprei. Anche perché detta così è decisamente esagerata, anche perché nella vita i passi indietro spesso sono segno di intelligenza, umiltà e buon senso - non voglio fare riferimenti all’attualità politica del nostro paese, tanto ci arrivate da soli.
In ogni caso, questa mattina cito questa frase per introdurre una piccola notizia che proviene da una delle realtà letterarie - ma forse il miglior termine è intellettuale - dei nostri anni. Sto parlando della rivista Il Primo Amore, ricettacolo di grandi scrittori contemporanei quali Antonio Moresco, Tiziano Scarpa o Andrea Tarabbia, ma anche fonte di illuminanti riflessioni di moltissime altre voci.
La notizia è molto semplice: il Primo Amore sta cambiando. Lo storico sito è stato messo nella cantina virtuale di un folder il cui nome “/old” non lascia scampo. Insomma, i ragazzi han fatto quel famoso passo indietro che citazione degli esordi interdiva, ma, a quanto pare dalle righe pubblicate nel primo post nel nuovo corso:
Questo che vedete è un cantiere e un accampamento provvisorio, ma su questo terreno piano piano spunterà il nuovo Primo amore
Non sappiamo ancora cosa porterà questo nuovo corso, ma, visti i precedenti, siamo sicuri che varrà la pena di continuare a seguirli…
Via | Il Primo Amore

Chissà cos’avrà pensato Paolo Di Stefano, giornalista del “Corriere della Sera” ed esperto di editoria, quando ha ricevuto (probabilmente via mail) l’intervista che aveva chiesto ad Antonio Moresco. Lo immagino mentre abbozza il suo articolo sull’uscita di Alfabeta2 e di Diario (”Riviste: c’eravamo tanto odiati”, uscita sul Corriere del 24 ottobre, lo potete leggere qui), seduto alla sua scrivania in attesa dell’intervento dell’autore dei “Canti del Caos” o degli “Incendiati“.
Ma ancora più divertente, forse, sarebbe immaginare la sua faccia quando ha letto l’intervista: quello che doveva essere un parere su “Il primo amore”, la rivista curata (tra gli altri) da Tiziano Scarpa e dallo stesso Moresco, e sulle riviste letterarie in generale si è trasformata in una presa di distanza dalle esperienze più famose di Alfabeta e Diario.
Ecco probabilmente il motivo per cui l’intervento di Moresco è stato escluso dall’articolo di Di Stefano. Piccole schermaglie giornalistico-letterarie, ma che per una volta sono venute allo scoperto. “Il primo amore” ha infatti pubblicato (qui) l’intervista. Ecco dopo il salto uno dei passaggi più interessanti dell’intervista.
Continua a leggere: Paolo Di Stefano, Antonio Moresco e l'intervista scomparsa
Questa settimana la saggistica irrompe nella classifica: fatto molto strano, e difficilmente spiegabile se il libro di cui stiamo parlando (che raggiunge la seconda posizione) non fosse “Per l’alto mare aperto” di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica e penna attentissima alla società, che in questa occasione ci fa addentrare tra alcuni grandi della letteratura.
Ma le stranezze, se così si vogliono definire, non finiscono qui. Scompare dalla classifica infatti Paolo Sorrentino, scrittore in orbita premio Strega, ed è ancora presto per vedere la risalita di Michela Murgia, dopo la sua vittoria al Mondello . Carofiglio (”Non esiste saggezza”) non sfonda, posizionandosi al quinto posto. Va bene, sono racconti, ma sinceramente pensavamo che bastasse il nome a fargli raggiungere l’olimpo della classifica. Aspettiamo la prossima settimana (dove, probabilmente, si vedrà anche Tiziano Scarpa col suo nuovo romanzo).
Per il resto, “Il nipote del negus” di Camilleri lascia la prima posizione (ora è quarto), ma il vorticoso scrittore siciliano è appena uscito con un altro libro, che sicuramente, la prossima settimana, vedremo ai piani alti. L’ingresso in classifica di Scalfari e Carofiglio fa retrocedere Sorrentino, come si è detto, e Catherine Dunne, con il suo “Donna alla finestra”, che, presumiamo, non tornerà più in classifica.

Ancora una volta, come tutti gli anni, quasi fosse un’influenza o uno di quei riti famigliari tipo la passata di pomodoro o l’imbottigliamento del vino dello zio, anche quest’anno è arrivato il momento di dare il via alla corsa per la vittoria del premio letterario più blasonato d’Italia, il premio Strega, vinto l’anno scorso all’ultimo voto dal veneziano Tiziano Scarpa con Stabat Mater.
Anche quest’anno, manco a dirlo, il prepartenza è stato generoso dal punto di vista delle discussioni, le solite rincorse, le candidature proposte e ritirate, insomma tutti gli ingredienti che fanno dello Strega uno degli eventi più gravidi dal punto di vista delle dietrologie, dei discorsi e delle polemiche all’italiana.
In ogni caso, almeno per quanto riguarda il teatrino delle candidature abbiamo quasi finito di patire, la corsa ai blocchi di partenza, seconda per laboriosità solo a quella del palio di Siena, sta per finire: domani infatti i dodici partecipanti alla prima fase di questo 64esimo premio Strega, edizione 2010, che si concluderà il 10 giugno prossimo, quando dei dodici ne rimarranno solo cinque a sfidarsi fino al 1° luglio, giorno della proclamazione.
Si intitola Le cose fondamentali, è in uscita questo mese nelle librerie per i tipi della casa editrice Einaudi e rappresenta il ritorno al romanzo di Tiziano Scarpa, ultimo vincitore del Premio Strega con Stabat Mater, dopo la parentesi rappresentata da La vita non il mondo, una raccolta di frammenti sulla realtà contemporanea.
Le cose fondamentali è una storia di scrittura, quella di un quaderno entro le cui pagine un uomo, diventato da pochi giorni padre, vorrebbe riuscire a descrivere le cose importanti della vita, che cos’è l’amore, che cosa sono i soldi, che cos’è il potere, raccontandoglieli per come li ha conosciuti lui, personalmente; ma è anche e soprattutto una storia di paternità, una storia complessa, che costringe quello stesso uomo a scoprire, a causa della malattia del figlio che necessita un trapianto, di non poterlo aiutare, di non essere il padre naturale.
La carne che Tiziano Scarpa getta al fuoco in questa sua nuova avventura romanzesca sembra essere molta e anche parecchio scottante, arrivando a mettere in gioco alcuni dei sentimenti più forti cui un uomo può assistere in una vita: la paternità, la malattia di un figlio, la scoperta del tradimento, l’amore. Ma per sapere se lo scrittore veneziano avrà saputo o meno confermare il suo talento bisognerà aspettare ancora qualche giorno.
Tiziano Scarpa
Le cose fondamentali
Einaudi
euro 18
Quando ho letto sul sito degli amici di Lapsus, una interessante rivista genovese, che Alessandro Baricco era tornato alla regia dopo l’esperimento cinematografico di Lezione 21 ho pensato ad uno scherzo, poi, dopo aver visto il video su YouTube mi sono ricreduto.
E’ proprio vero, il Bariccone nazionale è tornato dietro la macchina da presa, e l’ha fatto alla grande, dirigendo una serie di corti con due attori veramente fantastici, di quelli che hanno la comicità nel sangue e che soltanto il caso, o la sfortuna, hanno deviato sul binario morto della scrittura.
Uno è Carlo Lucarelli, scrittore affermatissimo di noir e indagatore tra i più fini dei misteri del nostro paese, l’altro è Dario Voltolini, scrittore membro della redazione del Primo Amore, il blog-rivista che conta tra i suoi collaboratori, tra gli altri, Tiziano Scarpa e Antonio Moresco. Per l’occasione però, i due scrittori si sono trasformati nei personaggi di una serie di sketch molto brillanti, Toshiro Mifune e Il Cinghiale.
Rare sono le volte che mi vedono applaudire ed approvare le mosse artistiche di Alessandro Baricco e le iniziative della Scuola Holden, ma questa è una senz’altro una di quelle. Il filmato è veramente fantastico, 3 minuti abbondanti di risate assicurate. Non siete d’accordo?
Via | Lapsus
Qualche giorno fa, anche sulle pagine si booksblog, si era parlato di una possibile candidatura per il prossimo premio Strega 2010, del romanzo di Walter Veltroni “Noi”, dato da qualcuno addirittura per favorito assoluto per la vittoria finale. Ora, dopo la chiusura ufficiale di Veltroni sulla propria partecipazione allo Strega, si comincia a parlare dei candidati che le case editrici proporranno per la nuova edizione di un premio che, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto molto discutere.
L’anno scorso, come la maggior parte dei lettori si ricorderanno, il premio fu assegnato a Stabat Mater dello scrittore veneziano Tiziano Scarpa, una decisione che aveva scatenato molte polemiche nell’establishment letterario e che aveva tenuto con il fiato sospeso tutti, a cominciare da Scarpa e Scurati, che si giocavano la vittoria all’ultimo voto.
Secondo Affaritaliani.it, i primi candidati ufficiali allo Strega 2010 sono, per la Newton&Compton “The Father. Il padrino dei padrini”, romanzo d’esordio di Vito Bruschini e, “Non resterà la notte” di Giacomo Lopez per la Marsilio, casa editrice in fortissima ascesa dopo il successo dei giallisti svedesi e i conseguenti quattrini.
Insomma, per il premio più ambito del panorama italiano la gara sembra proprio cominciata, e gli atleti si cominciano ad intravedere ai blocchi di partenza.
Via | Affaritaliani.it

Vi abbiamo già parlato più volte della rivista Animals, edita da Coniglio editore, una rivista che propone un interessantissimo cross-over artistico tra fumetti e letteratura (sempre che il fumetto non possa essere considerato letteratura tout-court, ma questo è un discorso che richiederebbe molto tempo) e che, oltre ad ospitare tra le sue pagine alcune tra le migliori matite nostrane, da Gipi a Bacilieri, da Toffolo a Scòzzari, ha ospitato alcune delle penne migliori dell’Italia di questi giorni, da Michele Mari a Tiziano Scarpa.
Domani, ad orario aperitivo, l’allegra brigata di Animals, capeggiata dalla direttrice Laura Scarpa incontrerà il suo nutrito pubblico milanese in uno dei locali storici dell’aperitivo meneghino, il Bar Basso, in via Plino. Tra gli altri saranno presenti alla serata Paolo Bacilieri, Lorena Canottiere, Grégory Panaccione, se l’aereo non ritarda da Londra, anche Davide Toffolo.
Insomma un appuntamento da non mancare per tutti i fumetto-dipendenti che seguono le vicende di Animals dalla prima uscita, ormai risalente a quasi un anno fa, ma anche per i nuovo adepti e per quelli che ancora non hanno mai perso nemmeno un pomeriggio tra le sue pagine.
Via | AnimalsBlog
Scrittore tra i più eclettici e multimediali, Tiziano Scarpa, prima di aggiudicarsi il Premio Strega del 2009 grazie a Stabat Mater, ha avuto un percorso artistico variegato, passando da un genere all’altro, da un medium all’altro: da romanzi come Occhi sulla graticola e Kamikaze d’Occidente, alla poesia di Groppi d’amore nella scuraglia e Covers (insieme a Raul Montanari e Aldo Nove), passando dal teatro, dai saggi critici, dagli aforismi, fino alla compilazione di una guida turistica di Venezia, dal titolo Venezia è un pesce.
Qualche giorno questa variegata produzione si è arricchita, è infatti uscito, per i tipi Laterza, La vita, non il mondo, una raccolta di brevi ragionamenti, non più lunghi di 1000 battute, sull’esperienza personale del mondo, sulla vita, brevi riflessioni che lo scrittore veneziano ha raccolto, in polemica con un certo modo, tipico del giornalismo, di rappresentare il mondo come “attualità”.
Ancora una volta dunque, lo scrittore veneziano, fedele alla sua linea, ci propone un libro-esperimento, un libro un po’ fuori dagli schemi. Per cercare di capire perché noi lo abbiamo intervistato.
Continua a leggere: Una breve intervista a Tiziano Scarpa su La vita, non il mondo
Lo scrittore veneziano Tiziano Scarpa è ritornato ieri nelle librerie dopo il successo allo Strega dello scorso anno, e l’ha fatto con un libro molto particolare dal titolo La vita, non il mondo, pubblicato per i tipi della casa editrice Laterza, nella collana Contromano.
La particolarità del libro, composto di brani di non più di 1000 battute ciascuno, è quella di andare nella direzione opposta rispetto all’analisi quotidiana dell’attualità che il mondo culturale e giornalistico ci sbatte in faccia in ogni momento, è insomma, come spiega lo stesso Scarpa, “un libro a favore dell’esperienza personale, in polemica con l’attualità a tutti i costi, o meglio con un certo tipo di attualità, è scritto contro un’idea falsa, riduttiva e totalitaria di realtà“.
Personalmente, seguendo da anni il percorso letterario di Tiziano Scarpa e ammirando molto la sua penna, la curiosità è tanta, ma per ora, in attesa di un minuto libero per andare in libreria, le uniche anticipazioni degne di nota su questo nuovo suo progetto si trovano sul sito di Affaritaliani, che pubblica in anteprima un piccolo estratto del libro.
Tiziano Scarpa
La vita, non il mondo
Laterza
euro 10
Via | Il Primo Amore