In una recente intervista rilasciata al Los Angeles Times Linda Woolverton, sceneggiatrice di Alice in Wonderland, il nuovo film di Tim Burton in uscita nelle sale a partire dal 3 marzo, ha dichiarato che il film, in realtà, non si può definire come la riproposizione sul grande schermo dei capolavori di Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio, ma rappresenta piuttosto una rivisitazione libera, una variazione sul tema.
La Woolverton ha infatti definito l’esito del suo lavoro come un sequel delle avventure di Alice descritte dallo scrittore inglese, piuttosto che un rifacimento cinematografico:
Non avevo alcuna intenzione di rifare Lewis Carroll. A me interessava rispondere alla domanda “Cosa succederebbe se Alice fosse cresciuta e tornasse a Wonderland?”, ecco cosa mi ha avvicinato al progetto”.
Dalle dichiarazioni della Woolverton emergono anche alcune macro differenze tra il mondo immaginato da Carroll e quello reinventato che sarà lo scenario del film di Tim Burton, differenze che si limitano all’introduzione dell’Oraculum, una sorta di calendario senza ripetizioni originato dalla necessità di scandire il susseguirsi degli eventi e all’invenzione di alcuni personaggi, in particolare di un cane e della sua famiglia, che fungeranno da aiutanti di Alice.
In ogni caso, prima di valutare se l’operato della sceneggiatrice americana, già autrice del Re Leone e di altri film Disney, bisognerà aspettare l’uscita del film nelle sale, sperando che la Woolverton non si sia lasciata prendere troppo la mano.
Via | BadTaste.it
Da mesi si parla della nuova versione cinematografica di Alice nel paese delle meraviglie, il capolavoro nato quasi 150anni dalla penna e dalla fantasia del polivalente e geniale scrittore britannico Lewis Carrol, una versione su cui sta lavorando l’altrettanto geniale e visionario regista americano Tim Burton, autore di pellicole assolutamente memorabili e il cui particolare timbro stilistico imprimerà sicuramente anche ad Alice in Wonderland (questo il titolo in inglese) quel tocco tra il folle e il fantastico che contraddistingue tutti i suoi film.
I protagonisti che Burton ha scelto per interpretare la favola più assurda della storia della letteratura sono come al solito Johnny Depp, che sarà il Cappellaio Matto, Helena Bohnam Carter nel ruolo della perfida Regina di Cuori e Christopher Lee, il Saruman nel Signore degli Anelli. Ad interpretare Alice invece spetterà all’australiana Mia Wasikowska.
L’uscita del film è prevista per il 5 marzo del prossimo anno, il 2010, intanto però, per ingannare l’attesa (e per creare ancora più frenesia) è stato pubblicato online il primo degli innumerevoli trailer che sicuramente, da qui alla primavera 2010, verranno rilasciati. A me ha fatto venire una spaventosa voglia di sedermi in un cinema e di vedermelo immediatamente. Voi che ne pensate?
Via | HorrorMagazine
E’ disponibile in libreria al prezzo di € 8.50, come sempre per conto di Salani Editore, la ristampa de “Il GGG” di Roald Dahl, il celeberrimo autore di libri per ragazzi, famoso in particolar modo per “La Fabbrica di Cioccolato”, libro che ha conosciuto una nuova ondata di successo nel 2005, grazie all’omonimo film di Tim Burton.
“Il GGG”, pubblicato per la prima volta nel 1982, narra l’avventura di Sofia, una bambina che vive in un orfanotrofio, nel Paese dei Giganti, dove una notte viene trasportata dal GGG (il Grande Gigante Gentile). Egli appartiene ad un’insolita tipologia di Giganti, in quanto vegetariano, e richiede l’aiuto di Sofia per sconfiggere gli altri crudeli abitanti del Paese dei Giganti, mangiatori di esseri umani. Per attuare il piano, viene coinvolta addirittura la Regina d’Inghilterra.
Il lieto fine è d’obbligo, come in tutti i libri per ragazzi che si rispettino. E’ piacevolmente sorprendente osservare come i libri di Roald Dahl, pur essendo “datati”, continuino ad affascinare anche le più recenti generazioni, anche e soprattutto per l’inconfondibile stile che ha sempre distinto l’autore, caratterizzato da una fantasia “fuori dal comune”. Ciò è molto evidente in questo libro, in cui Dahl è riuscito a mischiare i giganti con la Regina d’Inghilterra e l’aviazione. Un libro che farebbe bene anche agli adulti.
Ieri abbiamo pubblicato in esclusiva la prima parte del primo capitolo di Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street, a cura di Cristiano Armati, tradotto da Anna Lamberti-Bocconi e Francesca Sansoni (Newton & Compton Editore), il libro da cui Tim Burton ha tratto il suo ultimo capolavoro con Johnny Depp.
Appartenente al genere letterario “Penny Dreadful” (prezzi bassi e sangue a volontà), Sweeney Todd è stato scritto secondo i filologi in tempi diversi da autori diversi, con il coordinamento dell’editore.
Adesso vi regaliamo la conclusione del primo capitolo. Cliccate su Continua per addentrarvi ancora una volta nelle torbide atmosfere gotiche di Sweeney Todd, lo spietato barbiere-assassino di Londra.
Sweeney Todd sembra un comune barbiere londinese. In realtà il suo rasoio è il più pericoloso dai tempi di Jack lo Squartatore. Sweeney Todd però non uccide senza ragione. La sua è spietata, sanguinosa ma lucida vendetta (almeno nel film: nel libro è diverso).
Il romanzo (anonimo) da cui il geniale Tim Burton ha tratto il suo ultimo film con Johnny Depp sbarca finalmente in Italia. Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street, a cura di Cristiano Armati, tradotto da Anna Lamberti-Bocconi e Francesca Sansoni (Newton & Compton Editore), è già in vendita da qualche settimana in tutte le librerie italiane.
BooksBlog ve ne propone in esclusiva il primo capitolo. Potrete leggerne la prima parte cliccando su continua. La seconda domani, sempre qui, su BooksBlog.
Tim Burton è il regista di numerosi film di successo, come Ed Wood, Batman, Edward Mani di forbice, The Nightmare Before Christmas, Mars Attacks! e Charlie e la fabbrica di cioccolato ma ha scritto anche un libro di poesie del 1997, edito in Italia da Einaudi col titolo Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie.
Nelle poesie, filastrocche e storie quasi per bambini (per la struttura, ma non per l’aria di orrore che spesso le pervade) si possono ritrovare le marche tipiche delle opere cinematografiche di Burton, cioè un senso costante di malinconia, comicità, ironia, con personaggi spesso afflitti da solitudine, senso di profonda sconfitta personale, inappagamento. Il tutto è inoltre condito da una vicinanza al mondo dei bambini (e degli adulti rimasti un po’ bambini) che hanno paura che le loro fantasie possano essere guastate dal crudo realismo del mondo dei grandi.
I personaggi dipinti da Tim Burton (con le parole e anche con le illustrazioni, che spesso ricordano le figure grottesche di Nightmare Before Christmas) sono struggenti, inseriti in un mondo fiabesco in cui il lieto fine non è di casa, circondati da irreali incantesimi che li lanciano per un istante in un mondo sognante per poi farli ricadere di peso nella depressione del mondo reale.
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