E’ stato pubblicato dalla casa editrice Unificato il ‘Primo catalogo internazionale dei santini’, un volume a colori, leggo, “di 512 pagine che contiene oltre due mila immagini sacre”.
Santini in forma di xilografia del cinquecento, ma anche di incisioni fiamminghe. Disegnati su stoffa e oro e traforati in pizzo (le Perle) ai canivet (piccoli quadri in miniatura incisi nel Settecento da suore di clausura) fino a quelli “a sorpresa”, dove l’immagine dei Santi appare da una finestrella, si tratta di una rassegna di tutte le forme di questa opera di devozione.
“Questo volume -spiega a IGN l’editore Paolo Deambrosi- può servire per capire se si ha in casa un piccolo tesoro. Queste immaginette possono valere da un minimo di tre euro ai 3.300 euro dell’Ecce Homo che è l’esemplare più costoso”.
A distanza di 125 anni arriva il prequel del romanzo di Stevenson, “L’isola del tesoro”, scritto dall’inglese John Drake, ex biochimico e conduttore televisivo.
Tante le domande legate al capolavoro dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) che finalmente potranno avere delle risposte: come fece il pirata Long John Silver a perdere la sua gamba? Perchè il pirata Pugh è cieco? E soprattutto dov’è il tesoro?
Il libro di Drake si intitola “Flint and Silver” e sarà pubblicato la prossima settimana in Gran Bretagna dall’editore Harper Collins. L’autore John Drake ha letto e riletto per cinque anni “L’isola del tesoro”, pubblicato in volume per la prima volta nel 1883, cercando di interpretarne ogni riga alla luce di un’ampia ricerca documentaria. Secondo Drake, il capolavoro di Stevenson si legge come un vero e proprio sequel, cosa che gli ha ispirato anni fa l’idea di immaginarsi il prequel. “Il romanzo è pieno di domande, a cui io ho cercato di dare una risposta credibile per il lettore”, ha detto Drake.
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