E’ un’emozione, per chi ne ha amato i libri di reportage (e gli ultimi scritti sul mistero della malattia, ma anche le Lettere contro la guerra) trovarsi di fronte agli scatti contenuti in questo bel volume a cura del figlio Folco. “Un mondo che non esiste più” è infatti un’opera che lo stesso Terzani, già molto malato, volle lasciare nelle mani del figlio Folco, soprattutto per mancanza di tempo (”è un lavoro cane”, gli disse).
Vi troviamo infatti una selezione delle più belle foto scattate da Terzani (e a lui scattate da colleghi vari) durante i suoi viaggi per il mondo in quanto reporter e in quanto pellegrino Anam (senza nome) alla ricerca della verità su se stesso e sulle cose del mondo, durante le varie fasi della malattia che l’avrebbe condotto alla morte.
Terzani all’inizio degli anni ‘70 andò in Vietnam perchè “voleva capire la guerra e la rivoluzione” e lo vediamo lavarsi i denti, col busto nudo, accovacciato su un secchio, mentre i bambini del villaggio dove ha passato la notte lo guardano incuriositi. Da lì faceva la spola con Singapore, dove aveva lasciato la moglie Angela Staude e i due figli Saskia e Folco ancora piccoli. “La mattina si faceva colazione all’Hotel Continental e poi, con i taxi, tutti andavano alla guerra”.
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Esce domani in Germania il film La fine è il mio inizio, tratto dall’omonimo libro in cui il reporter italiano Tiziano Terzani dialoga con il figlio Folco tirando le fila della sua esistenza.
Il pubblico italiano lo conosce grazie alla collaborazione con il Corriere della Sera e alle sue ‘Lettere contro la guerra’, ‘Un altro giro di giostra’, oltre che alle sue raccolte di scritti (’Un indovino mi disse’, ‘In Asia’, etc..), ma il pubblico tedesco ha imparato ad apprezzarne il lavoro molti anni prima.
Terzani iniziò la sua carriera di giovane reporter grazie alla stampa tedesca, e al quotidiano Der Spiegel, con cui collaborò per la maggior parte della sua vita come inviato in ogni parte del mondo.
«E se io e te ci vedessimo ogni giorno per un´ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore, dalla storia della mia famiglia a quelle del grande viaggio delle vita?». Erano queste le premesse del bellissimo ‘La fine è il mio inizio’, l’ultimo libro di Tiziano Terzani, scritto in realtà non da lui ma da suo figlio, che non aveva fatto altro che mettere su carta una serie di conversazioni avute con il padre.
Il reporter italiano era infatti malato da tempo, e, nel ritiro dell’Orsigna, in Toscana, trascorre i suoi ultimi giorni affidando al figlio le sue memorie, in forma di dialogo. Il racconto parte infatti dalle domande che Folco stesso fa al padre. Da quel libro verrà tratto un film, le cui riprese partiranno in autunno, e la cui produzione è tedesca. Nel ruolo di Folco, Elio Germano, e di Terzani stesso c’è invece Bruno Gaunz.
Ancora non decisa invece l’interprete della figura di Angela Terzani Staude, il cui ruolo potrebbe andare probabilmente a Stefania Sandrelli.
Tiziano Terzani
La fine è il mio inizio
Longanesi
18.60 euro
Via | Repubblica

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