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Tutti gli articoli con tag terremoto

L'ultima sposa di Palmira, di Giuseppe Lupo

pubblicato da sara

giuseppe lupo “Vi dirà tutto”, ha promesso mastro Gerusalemme, “a patto che avrete pazienza”. E si è messo a raccontare di quanto il paese non esisteva ancora e qui intorno era solo terreno incolto, gualchiere e valloni selvatici, cespugli di malva e di vitalba che la tramontana riduceva a deserto.

La giovane antropologa Pettalunga - armata solo di passione di studiosa, e di fardelli di solitudine esistenziale - ripercorre le tracce delle vite degli abitanti di un paese quasi morto, che neanche le cartine geografiche hanno mai conosciuto. Si tratta di Palmira, al centro di un cratere che sorge dove prima c’era “una cartolina di paesi”: si tratta del territorio fra Basilicata e Irpinia più devastato dal terremoto, ridotto ormai a “una necropoli a cielo aperto, un purgatorio senza Dio”, fra le cui macerie si sta ancora scavando.

Inizia così il bel romanzo di Giuseppe Lupo L’ultima sposa di Palmira, premio Campiello 2011, che ci mette in scena sotto gli occhi, dalle voci degli ultimi sopravvissuti, la saga di una comunità estinta eppur viva nei ricordi dei tenaci che ancora abitano il paese.

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L'uomo dei terremoti: Bendandi e il sisma dell'11 maggio a Roma

pubblicato da sara

bendandi/2Undici maggio 2011, terremoto a Roma? La voce metropolitana si rincorre fra il popolo del web, e in molti casi la “profezia” viene attribuita al mitico Bendandi, sul quale è appena uscito il libro di Marco Palomba, dedicato a biografia e curiosità sulla figura dell’enigmatico “uomo dei terremoti”. Abbiamo intervistato l’autore, per chiedergli delucidazioni sulla fondatezza di questa “voce” di sciagura.

Palomba, insomma: è possibile attribuire questa “profezia” al Bendandi?
“Raffaele Bendandi ha lasciato più di cento previsioni di terremoti, e molte di queste si sono puntualmente verificate. Tuttavia, tra le sue carte, non vi è traccia di una previsione riguardante la città di Roma. L’allineamento planetario dell’11 maggio 2011 è stato rinvenuto parzialmente bruciato dal fuoco in quanto pochi giorni dopo la sua morte, nel 1979, qualcuno è entrato nella sua casa laboratorio è ha distrutto molti documenti tra cui proprio quelli riguardanti il 2011 e il 2012″.

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Terremoto a L'Aquila: esce Il buco nero, di Giuseppe Caporale

pubblicato da sara

caporalePerchè alcuni edifici a L’Aquila ressero al terremoto dell’aprile di due anni fa? Come procede il processo di ricostruzione? Chi specula sui mali dei terremotati dell’Aquila? Esce un libro che riassume le coordinate della tragedia che ha colpito il capoluogo abruzzese, e di cui ancora oggi gli abitanti portano nelle loro esistenze le conseguenze.

Il titolo è Il buco nero, un fitto intreccio di responsabilità, esistenze ridotte in macerie o, nel migliore dei casi, strappate alla loro quotidianità e ai luoghi di una vita. E chi a raccontare queste vicende poteva riuscire meglio se non un giornalista come Giuseppe Caporale, che per La Repubblica giorno per giorno ha seguito le vicende del fiero popolo abruzzese.

Come vissero gli studenti fuorisede le forti scosse che precedettero la terribile notte del 6 aprile? Come procede oggi la ricostruzione? C’è chi è riuscito a speculare anche su questo? Caporale scrive di drammi umani e speculazioni politiche e mediatiche e le collusioni con la criminalità che è riuscita a infiltrarsi nel processo di ricostruzione.

G. Caporale
Il buco nero
Garzanti ed.
14.50 euro

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Bendandi, l'uomo che andava incontro ai terremoti, di Marco Palomba

pubblicato da sara

bendandiIl 20 dicembre 1923 Raffaele Bendandi, falegname e astronomo autodidatta, “deposita presso il Notaio Domenico Savini di Faenza una busta che contiene la previsione di due terremoti; il 21 dicembre, cioè il giorno dopo, in America, e il 2 gennaio nella penisola Balcanica. I terremoti si verificano puntualmente”.

Il giorno dopo, sul Corriere della sera esce una pezzo scritto dal giornalista Otello Cavara (fino ad allora scettico) che sancisce la nascita del mito del Bendandi. Titolo: Colui che prevede i terremoti.

Il nome di Bendandi torna spesso in questi giorni, a corredo delle profezie di sciagura che, l’11 maggio prossimo, dovrebbe colpire secondo una diceria molto popolare sul web, anche Roma.

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L’Aquila. Falsi terremotati e storie vere di soccorritori: Mani nude e spille al cuore, di Marianna Di Nardo

pubblicato da sara

di nardoOltre che alle polemiche per la storia della falsa “terremotata” aquilana intervenuta nella trasmissione Forum, le testate italiane dovrebbero dedicare più attenzione alle tante iniziative editoriali che continuano a raccontarci il – vero – dramma delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

Dovrebbero farlo perché, come si è detto tante volte all’indomani della tragedia, gli abruzzesi sono un popolo fiero, che nel modo in cui hanno reagito al crollo delle loro vite, riesce a dare una lezione di umanità e coraggio a tutti i connazionali.

Segnalo quindi volentieri questo Mani nude e spille al cuore, di Marianna Di Nardo (Tracce editore), che racconta le storie di coraggio e abnegazione di alcuni dei soccorritori (vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti, volontari della protezione civile e sanitari).

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Libri nel cassetto? Donateli alla Bibliocasa dell'Aquila

pubblicato da sara

l'aquila
Segnaliamo volentieri questo appello della Bibliocasa dell’Aquila, un ‘luogo dei libri’ per coloro che ancora vivono sulla propria pelle le conseguenze del terremoto di un anno e mezzo fa.

Il centro sorge sulla statale che porta a Teramo. La struttura, come scrive Il Salvagente, è stata costruita dopo mesi di lungaggini burocratiche ed è stato progettato nello stile dei MAP (Moduli abitativi provvisori). Però l’ambiente è rallegrato da un ‘Appendilibro’ dove chiunque può appendere foglietti con frasi, aforismi, poesie.

In tutto nel centro ci sono duemila volumi, se volete basta spedire i vostri libri a: Bibliocasa, piazza d’Arti, via Ficara, 67100 L’Aquila. La speranza è che qualche editore si decida anche a fare donazioni di settimanali e riviste per l’emeroteca.

Via | Il Salvagente

Foto | Flickr

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Dal Time un instant book su terremoto Haiti

pubblicato da sara

time
Questa notizia mi lascia molto perplessa. Leggo infatti che il magazine Time sta per pubblicare un instant book sul terremoto di Haiti, che includera’ anche un saggio dell’ex presidente Usa Bill Clinton.

Clinton è infatti attualmente inviato speciale dell’Onu nei luoghi del disastro. Il libro, prevalentemente fotografico, uscirà il 29 gennaio. Quello che mi lascia perplessa però è leggere che ‘almeno 75mila dollari dei proventi delle vendite andranno in beneficenza’.

Una beneficenza che sarà quindi parziale, e che vedrà andare alle vittime solo un tot del ricavato delle vendite di un libro distribuito ora, sull’onda dell’emozione per i tragici fatti che si stanno svolgendo ancora in questi giorni.

La mia personale opinione è che - per rispetto di chi in queste ore sta lottando per la vita - forse sarebbe stato bene aspettare prima di darlo alle stampe. Anche col rischio di venderne qualche copia in meno.

Foto | Flickr

Via | Corriere

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Vola vola vola...in un volume i sogni del bambini abruzzesi dopo il terremoto

pubblicato da sara

terremoto”…VOLA, VOLA, VOLA!…” . Il titolo allude ad una canzone popolare abruzzese, ed è stato scelto per rappresentare un libro che vuole essere segno di speranza per la rinascita dell’Abruzzo terremotato. Il volume, edito da Marte edizioni, nasce dalla collaborazione tra Unicef, Ufficio scolastico regionale, Guardia di finanza, Protezione civile, vigili del fuoco ed insegnanti delle scuole elementari aquilane e di paesi limitrofi.

Vi sono raccolti in fotografia i materiali attraverso i quali (disegni, pensierini, piccoli oggetti) hanno voluto esprimere l’esperienza vissuta durante e dopo il sisma. Con il ricavato delle vendite del libro, leggo, “la palestra della ”cittadella scolastica” di San Demetrio ne’ Vestini verra’ dotata di tutti gli arredi e le attrezzature necessarie allo svolgimento delle attivita’ sportive”.

Comprarlo è un piccolo gesto di solidarietà che forse molti di noi potranno permettersi. La casa editrice aveva già curato la pubblicazione di un libro di fotografie dal titolo ‘Terrae motus’, e il libro ‘Vola vola vola’ sarà presto distribuito, con una tiratura iniziale di cinquemila copie.

Via | Il Centro

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Torna il Festival delle letterature dell'Abruzzo

pubblicato da lara

Logo del festival delle letterature di Pescara

E’ in corso a Pescara il Festival delle letterature dell’Abruzzo che andrà avanti fino al 29 novembre. La manifestazione, alla sua settima edizione, ospita diversi autori, per la maggior parte abruzzesi. Un’attenzione particolare è dedicata alla musica, protagonista delle serate itineranti, con concerti e presentazioni di nuovi album.

Quest’anno il festival darà spazio a diversi libri incentrati sul terremoto che ha colpito l’Aquila lo scorso aprile: oggi alle 1830 ci sarà la presentazione di L’Aquila non è Kabul di Giuseppe Caporale, mentre domani Dante, Laurenzi e Nanni parleranno del loro Terremoto zeronove. La serata si concluderà con il reading spettacolo L’Aquila fenice su testi di Francesco Maria De Collibus.

Insieme agli autori di casa, interverranno alcune interessanti voci della narrativa contemporanea, come Antonio Pascale che presenterà il suo Scienza e sentimento, Nicola La Gioia con il romanzo Riportando tutto a casa e Cristiano Armati che tornerà a parlare di Roma noir. Per chi volesse maggiori informazioni, qui è possibile visionare il programma del festival.

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Terremoto zeronove, di Dante, Laurenzi e Nanni

pubblicato da lara

Copertina terremoto 09 Di libri sul terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila e dintorni ce ne sono già parecchi e chissà quanti ne usciranno ancora. Io vi segnalo “Terremoto zeronove” di Dante, Laurenzi e Manni edito da Textus, perché è il terremoto visto dall’altra parte. Tre diari all’interno del sisma scritti da tre giovani aquilani che erano lì, quella notte, e che hanno vissuto, momento per momento, giorno dopo giorno, tutte le emozioni e le reazioni a un evento così drammatico e sconvolgente.

“Ai funerali di Stato” , racconta Emiliano Dante un insegnante precario, “inizia la funzione. Con mio disappunto, non apre con un discorso di un’autorità dello Stato o della città, ma con un intervento registrato del Papa. Poi canti. Clero, canti, clero, chiacchiere, clero, canti. Non parlano di noi, né di quello che è successo, tanto meno dei morti. Parlano soprattutto della Pasqua. Uno dice: -Dio agisce in maniera silenziosa-. Alla faccia.”. Più tardi, un prete dice: - Dio ti ama, sappi che Dio ti ama-. Pensa un po’ se gli stavo sul cazzo.”

Bruno Vespa, che ne ha curato la presentazione, sottolinea che si tratta di “un libro scritto in presa diretta con drammatica passione e col linguaggio crudo delle emozioni vere”.
Infatti, anche nel secondo diario di Massimiliano Laurenzi ci sono i problemi veri, nudi e crudi. “Il non sapere è la nostra condizione permanente, ora… Ci vorrà del tempo per tutto… Tra un po’ ci saranno di nuovo da pagare i mutui di case distrutte o inagibili, le rate di macchine finite sotto le macerie, poi le bollette e tutto il resto.”

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