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Aldo Busi all'isola dei famosi: voi che ne pensate?

pubblicato da Andrea Coccia

Aldo Busi all'isola dei famosi: voi che ne pensate?
Leggo ora sulle pagine dei cugini di QueerBlog che Aldo Busi, uno degli scrittori e personaggi più discussi del panorama culturale italiano, da sempre oscillante tra uscite letterarie di ottimo valore e uscite televisive dall’alto tasso provocatorio, seppur non sempre di ottimo livello, parteciperà alla prossima edizione dell’Isola dei famosi, il programma condotto da Simona Ventura giunto oramai alla settima edizione.

Non è certo la prima volta che Busi sceglie il palcoscenico televisivo, tra le presenze al Maurizio Costanzo Show e quella ad Amici della De Filippi, infatti, lo scrittore lombardo ha messo insieme, negli anni, un carnet mediatico di tutto rispetto. Ovviamente, anche questa volta, come sempre per Busi, non credo sia opportuno sciorinare la critica scontata (e probabilmente un po’ snob) dell’intellettuale che svende a poche lire il suo spessore partecipando a quello che, almeno per quanto mi riguarda, è uno più grotteschi e svilenti palcoscenici che offre di questi tempi la nostra televisione.

Mi limito allora a sfruttare questa occasione come pretesto per scoprire quale sia il vostro punto di vista, da lettori e non da telespettatori, verso questa scelta che, per quanto non sia un novità assoluta nella storia personale di Aldo Busi, rappresenta, a mio parere, il suo punto più basso, un fatto che non fa che confermarmi quello che alcuni critici, soprattutto dopo l’uscita dell’ultima raccolta di racconti Aaa!, hanno affermato, definendo Busi “uno scrittore invecchiato male, anzi, malissimo”. Voi che ne pensate?

Via | Queerblog
Foto | Kirkpinar

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Emergenza italiano? Tranquilli, c'è l'Accademia della Crusca

pubblicato da Andrea Coccia

Emergenza italiano? Tranquilli, c'è l'Accademia della Crusca
A pensarla come l’istituzione linguistica più importante del nostro paese, quella che mantiene vigile il controllo sulle impurità lessicali e ortografiche che minacciano costantemente la nostra lingua, la storica Accademia della Crusca potrebbe sembrare uno dei più vetusti e noiosi ricettacoli di saggi impolverati e vecchi professori rancorosi. Ma non è esattamente così.

Forse quasi nessuno infatti si ricorda che ai suoi albori (situati più tra il 1570 e il 1580) l’Accademia era nata con tutt’altro scopo, quello di “differenziarsi dalle pedanterie dell’Accademia fiorentina, alle quali contrapponevano le cruscate, cioè discorsi giocosi e conversazioni di poca importanza”. Il ruolo di vigilantes linguistici i cruscanti lo assunsero solo qualche anno dopo, sulla spinta dell’infarinato Leonardo Salviati.

Sono passati più di 400 anni dalla morte di quest’ultimo, nel frattempo l’italiano si è consolidato in una lingua standard pan-nazionale e, con l’aiuto della televisione pubblica (da notare che neanche al Manzoni riuscì tanto), divenne finalmente lingua nazionale.

400 anni densi di avvenimenti, ma che non hanno intaccato il ruolo dell’Accademia che, all’alba di questo nuovo millennio, avendo opportunamente aggiornato i propri mezzi tecnologici, continua a supervisionare l’evoluzione ortografica, lessicale e grammaticale del nostro idioma fornendo un servizio di pronto soccorso online, dedicato a tutti coloro che vengono assaliti dai dubbi linguistici più vari.

Via | Repubblica
Foto | AccademiadellaCrusca

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"Il bambino che sognava la fine del mondo" di Antonio Scurati

pubblicato da Andrea Coccia

televisione Esce per Bompiani tra poco più di un mese, esattamente il 18 marzo, “Il bambino che sognava la fine del mondo” il nuovo libro di Antonio Scurati, uno dei più quotati tra i narratori contemporanei che, in questo suo nuovo romanzo muove una forte critica al mondo dell’informazione, al mondo dei media assetati di notizie, di scoop e di paura.

Antonio Scurati il mondo dei media lo conosce molto bene, professore e ricercatore all’università di Bergamo, insegna proprio “Teorie e tecniche del linguaggio televisivo”, non è dunque un caso che abbia scelto proprio la televisione come fulcro della sua narrazione e come obiettivo del suo attacco. Perché a quanto pare dalle voci che circolano, quest’ultimo libro dell’autore napoletano sembra proprio essere un attacco, duro e diretto, una vera e propria denuncia del sistema mediatico che si nutre di paure e angosce cavalcando il nostro terrore.

Potenzialmente dunque un libro da leggere e da meditare, in ogni caso, sembra, un’occasione per riflettere su tutto ciò che ci viene quotidianamente sparato nel cervello, notizie che ormai di vero hanno solo qualche immagine (non tutte perchè la maggior parte sono di repertorio), notizie completamente stravolte da quella retorica dei buoni sentimenti che dovrebbe disgustarci, ma che evidentemente non siamo più in grado neppure di percepire, notizie che mirano a terrorizzarci, a chiuderci in casa, ad odiare qualsiasi cosa che non riconosciamo familiare, notizie che prima o poi, si spera, ci stancheremo di stare a sentire.

Foto | Flickr

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Un mondo quasi perfetto, di Luigi Pelazza

pubblicato da luca v.

un mondo quasi perfetto,luigi pelazza,le iene Il mondo, purtroppo, è anche questo. E’ quello a cui si pensa sfogliando le pagine di questo libro. Un mondo quasi perfetto, prima prova di Luigi Pelazza, edito da Zero91, è uno schiaffo alla false illusioni, al disincanto a cui siamo abituati, una nota stridente nel carillon della vita.

Un mondo quasi perfetto racconta le esperienze vissute in prima persona da Luigi Pelazza durante la realizzazione dei servizi televisivi per “Le Iene”. Servizi scomodi, realtà lontane che sulla pagina perdono il velo spettacolare della tv, sfidano la memoria e diventano “vere” anche per chi legge.

Avrei voluto segnalarvelo per il Natale ma sarebbe finito nell’anonimo catalogo delle strenne, e questo libro non lo merita. Merita di più. Per il coraggio, la forza, la paura, la tenacia, forse l’utopia della verità. 11 storie, 11 verità scomode, dalla guerra dei diamanti in Sierra Leone alla disperazione dei clandestini africani, dal racket dei funerali in Campania al traffico di organi alla pedofilia.

Continua a leggere: Un mondo quasi perfetto, di Luigi Pelazza

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Coelho da scrittore ad attore

pubblicato da Manila Benedetto

Finalmente un percorso inverso! Non più l’attore che diventa scrittore, bensì lo scrittore che diventa attore.
Così, l’autore di bestsellers Paulo Coelho debutterà come attore in una telenovela sull’emittente Rede Globo dal 14 maggio.
La telenovela dal titolo Eterna Magia, lo vedrà nei panni del mago Simone, rappresentazione del dio celtico Dagda, voce narrante e guida spirituale di alcuni protagonisti.
Da vedere!!!

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