Cerco sempre di segnalare libri che aprano già da piccoli la mente dei bambini verso orizzonti ‘altri’. Un bellissimo volume della serie è di sicuro questo albo gigante Bambini nel mondo, che spiega ai più piccoli le diverse abitudini di vita dei loro coetanei che vivono in continenti lontani.
Tra le tante curiosità, veniamo a sapere che in Marocco i bimbi amano mangiare dolci ripieni di carne e cipolle zuccherate e che in Giappone le scuole non riaprono a settembre ma ad aprile, mentre in Nuova Zelanda le nonne Maori portano tatuaggi sul mento.
C’è anche da essere un po’ invidiosi dei bimbi mongoli - che vivono nelle yurte, case tonde progettate per resistere al vento - perchè già da piccoli hanno in dotazione ognuno il loro cavallo, identificato da” un tatuaggio sulla coscia, che permette di sapere a chi appartiene”. E cosa dire dei piccoli peruviani che vivono nelle foreste, alcuni dei quali arrivano a scuola in piroga?
In Norvegia si cena alle 16, a Cuba i maestri durante le ore di lezione insegnano anche come coltivare la terra, e i bimbi greci, ad esempio, ricevono un nome sono a un anno dalla nascita, al battesimo. Mentre in India non solo è consentito, ma è addirittura un’abitudine mangiare con le mani (solo con la destra): non usatela come scusa per fare i capricci a tavola, però!
Estelle Vidard, Mayalen Goust
Bambini del mondo
EMP
23 euro
Più volte abbiamo parlato dei volumi prodotti dalla Orecchio Acerbo, casa editrice romana tra le più attive del territorio della letteratura illustrata, che vanta nel proprio catalogo alcuni degli illustratori più interessanti degli ultimi anni dall’eclettico italiano Gipi allo spagnolo Sergio Mora, disegnatore di questo volume, dal titolo Papà Tatuato.
Il libro, come nella fin qui ottima tradizione targata Orecchio Acerbo, si presenta sontuosamente, 48 pagine formato 22×31, splendidamente colorate e altrettanto bene impaginate, racchiuse da una copertina rigida molto ben curata. Ma come ci hanno ormai abituato le produzioni Oreccho Acerbo, oltre alla forma c’è anche un contenuto di ottimo valore.
La storia, scritta dal bravo Daniel Nesquens, da quasi dieci anni sulla cresta dell’onda della letteratura infantile, è un viaggio fantastico di un bambino attraverso l’enorme mappa di tatuaggi che è il corpo del padre, mappa che, animata dalla voce del padre, diventa un grande libro di avventure “E’ più divertente leggere i suoi tatuaggi che qualunque libro di racconti che sia mai stato scritto” dice all’inizio la voce narrante. Tigri, elefanti, gorilla, serpenti attorcigliati, uccelli soprannaturali, ragni, facce, razzi, strani marchingegni…”, ed è questo il miglior riassunto di un libro che prende la fantasia dei lettori, bambini dagli 8 ai 99 anni, e la porta lontano.
Daniel Nesquens e Sergio Mora
Papà Tatuato
Orecchio Acerbo
euro 15,00
È nata Bang Art, una rivista d’arte come non ne esistono altre in Italia, che tocca l’art toys, il design e il pop-surrealism. In vendita anche in fumetteria è indicata per lottatori mascherati. Ne abbiamo parlato con Sebastiano Barcaroli, uno dei fondatori.
Già dal nome della rivista si nota una gran voglia di “esplodere”.
Sì, Bang Art sarà una bomba pronta a far saltare in aria le edicole italiane. Tratta di tutta quella nuova arte “ipercontemporanea”, che finalmente sta diventando una realtà consolidata anche nel nostro Paese, come il Pop-surrelism, lowbrow, art toys, design e coolhunting (la ricerca di tutte le nuove tendenze). Ecco: Bang Art tratterà in maniera approfondita queste correnti che negli ultimi anni hanno conquistato i muri delle gallerie, gli occhi degli spettatori e a volte addirittura i loro corpi (è una moda diffusa tatuarsi opere di artisti). Ci saranno interviste esclusive a illustratori, fotografi, pittori e in generale a chi fa “cose belle”. Artisti li chiamano in molti, ma forse il termine, visto l’utilizzo che se ne fa non è del tutto esatto, un po’ riduttivo quasi. Sono creativi che utilizzano ogni mezzo per esprimere se stessi. Noi li andiamo a scovare, li coinvolgiamo e li stampiamo sulle nostre pagine, che al posto dell’inchiostro, usano polvere da sparo: BANG!
Cosa contiene il primo numero?
Il podio delle interviste del primo numero è occupato da tre artisti unici. Dave Cooper, storico fumettista passato con disinvoltura alla fine-art con quadri dove donne grasse e crudeli addentano lo spettatore e non lo lasciano più. C’è poi una lunga intervista ad Autumn Whiterhurst, illustratrice americana che realizza opere digitali calde come il fuoco, come l’amore. Poi c’è Robert Yager, fotografo; per sei mesi Robert ha vissuto con la gang di Los Angeles dei LA Playboys. Di questa esperienza rimangono delle foto che sconvolgeranno i nostri lettori. E poi, molti altri, dalle foto di art toys di Brian McCarty ai fumetti felini di Jeffrey Brown; dalle illustrazioni furenti di J. J. Patradoon alle icone di un mondo diverso, non le solite icone, nel primo numero ad esempio, osanniamo Bobby Fischer, il campione di scacchi. Ripeto, Bang Art tratta l’arte come nessun’altra rivista in Italia riesce, non temiamo smentite.
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