
Nel corso delle scorse settimane abbiamo visto che il podio della classifica settimanale degli eBook presenta più o meno gli stessi titoli della classifica cartacea e, sempre più o meno, gli stessi autori/editori che si alternano. Proviamo a vedere cosa succede “in fondo” alla classifica che, come ormai ben sapete, stiliamo ogni settimana seguendo una serie di criteri.
In ultima posizione troviamo tre titoli a pari merito: L’amazzone di San Giorgio, scritto e pubblicato da Max Dezzi; Kindle. Il manuale non ufficiale. Indicazioni, consigli e astuzie di Matthias Matting (AO Edition) e I contendenti di John Grisham (Mondadori - era al secondo posto la settimana scorsa). Medaglia d’argento al contrario sono sette titoli: alcuni sono ormai veterani della classifica degli eBook (come, per esempio, il testo su Steve Jobs di Isaacson - Mondadori), altri sono titoli che, comunque, bene o male sono presenti nelle varie classifiche settimanali (La luce che c’è dentro le persone di Banana Yoshimoto - Feltrinelli, per citarne uno). Terz’ultimo posto, invece, molto affollato, con alcune nuovi ingressi come Frate Zitto di Stefano Benni (Feltrinelli, solamente in eBook), Il diario del vampiro. L’alba di Lisa Jane Smith per Newton Compton, Amore zucchero e cannella di Amy Bratley (sempre Newton Compton).
Prima di lasciarvi alla classifica completa (dal primo all’ultimo…) una segnalazione particolare: i dati di vendita di BookRepublic mostrano che la parte del leone questa settimana l’ha fatta la casa editrice 40k con i suoi sconti – eBook a 0,99 euro. Dato interessante che mostra ancora una volta, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, che è proprio il fattore “prezzo” a fare spesso la differenza nella classifica degli eBook.
Continua a leggere: La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 9 al 15 gennaio 2012

Bisognerà aspettare fino a lunedì 24 ottobre, due giorni prima dell’uscita di iJobs, ritratto non autorizzato, per poter sfogliare la traduzione italiana edita da Mondadori (la versione in inglese è infatti già ordinabile su Amazon a poco più di 17 dollari) dell’unica biografia autorizzata del guru della Apple, ma non giurerei che si riesca a comprarla facilmente visto il “fanatismo” che circonda tutti gli oggetti legati al nome di Steve Jobs prima e dopo la sua recente dipartita, anche perché, caso più unico che raro vista l’ormai nota mania di controllo del dirigente, sembra che sia stato lo stesso Jobs a lasciare carta bianca al biografo, incoraggiando familiari e collaboratori più stretti ad aiutarlo nel lavoro di descrizione.
L’autore è Walter Isaacson, ex presidente della Cnn, giornalista del Time, e attuale direttore dell’Aspen Institute, che dopo aver scritto le biografie di personaggi del calibro di Benjamin Franklin en Albert Einstein, ha “indagato” la vita di un’icona di portata mondiale, cercando di restituirne la dimensione più personale, l’ambizione, ma anche l’importanza di persone-chiave come Jonathan Ive, fondamentale braccio destro, già indicato da numerose fonti prima della morte di Jobs, come “possibile successore”, che ha effettivamente raccolto l’eredità del patron di una delle più grandi “firme” della tecnologia odierna.
Un libro espressamente voluto dallo stesso Jobs per “lasciare un ricordo ai suoi figli”. Nessun cenno al noto caratteraccio di Steve, né alla spregiudicatezza nella gestione della sua immagine, solo apparentemente minimal. Viene da chiedersi se non si tratti dell’ennesima operazione bene architettata per rendere immortale la fama di un uomo e della “sua opera”. Una specie di lascito di un “romantico e dispotico” (come lo descrive Rachel Metz su USA Today) che in fondo giocava a fare Dio (e neanche tanto in fondo).
Via | donnesulweb.it

Da Giovanni Paolo II a Micheal Jackson, passando da Pavarotti e da Lady D, fino ad arrivare a quello che sarà quasi certamente il morto dell’anno, Steve Jobs, uno degli uomini più decisivi degli ultimi anni: è quasi una regola che quando un personaggio celebre muore, nel giro di poco tempo esce una sua biografia, più o meno autorizzata .
Questa volta ci ha pensato Riccardo Bagnato, giornalista, collaboratore di Repubblica, che proprio in questi giorni sta consegnando le bozze suo iJobs, biografia non autorizzata di Mr Apple, che uscirà nelle librerie il 26 ottobre. Apparentemente il libro non sarà un’agiografia, e questa è già una notizia, sarà al contrario un ritratto il più fedele possibile di un uomo difficile, esigente e ossessivo.
Il fenomeno istant book si conferma dunque sempre di moda e come potrebbe essere il contrario? Un prodotto editoriale che richiede un decimo dei tempi normalmente necessari per uno slow book e che spesso garantisce vendite record e relativi incassi da capogiro. Insomma è un ottimo investimento.
In particolare poi questo iJobs fa parte di una tipologia, tra le varie che compongono la galassia istant book, che sembra garantire i migliori risultati in termini di vendite e che, proprio per questo, è la più diffusa. Si tratta dei death book - giusto per coniare un ulteriore neologismo - vale a dire quei prodotti editoriali che ripercorrono le biografie di personaggi celebri, quasi sempre del mondo dello spettacolo, a pochi giorni dalla loro morte. Cinismo o semplice fiuto per gli affari? Voi che ne pensate?
Via | Repubblica
Foto | Flickr
Come sempre accade quando si parla di nuovi prodotti firmati dal genio di Steve Jobs, anche questa volta, all’ufficializzazione della data di presentazione dell’attessissimo nuovo modello di iPad, che avverrà il prossimo 2 marzo a San Francisco e, in contemporanea, a Londra (alle 19 ora italiana), si è scatenato l’entusiasmo e la curiosità di tutti gli appassionati.
Secondo alcune indiscrezioni, questo nuovo iPad 2 dovrebbe essere più agile e leggero del suo fratello maggiore, avere una migliore risoluzione e, probabilmente, essere dotato di una videocamera integrata. In realtà, però, da Cupertino è arrivato, qualche giorno fa, l’ordine categorico per tutti i dipendenti dei suoi store, di mantenere la più assoluta segretezza sul nuovo prodotto, il che rende l’attesa, a questo punto, l’unica scelta possibile.
L’unica certezza, per ora, sembra essere dunque lo slogan scelto da Steve Jobs per questo grande evento: Come to see what 2011 will be the year of, che tradotto suona più o meno come “venite a vedere quale sarà il prodotto del 2011″.
Via | iPad2.it
Sia che siate Apple addicted come me o che siate Win addicted la biografia di Steve Jobs è una lettura da fare.
Steve Jobs. Giù le mani dal Guru è una biografia del fondatore di Apple scritta da Giakomix (gruppo di ricercatori da sempre attento alle nuove tecnologie e al Web 2.0) piena di particolari e con una buona base storica: gli inizi in un garage, il primo Macintosh nel 1984, l’avventura in Pixar e il successo di Toy Story, il ritorno in Apple e i successi dell’iPod, dell’iPhone e via dicendo.
Un libro anche per i Win addicted, dicevo, perché non è una biografia buonista di Jobs, ma vengono messi in luce anche le sue ombre: personaggio affascinante, certo, ma anche con tratti spietati e, secondo alcuni, dispotici.
Da leggere per capire un po’ l’anima che c’è (o che sta dietro, fate voi) nei computer e altri aggeggi simili.
Giakomix
Steve Jobs. Giù le mani dal Guru
Bevivino Editore, 2009
ISBN: 9788888764825
pp. 128, € 9,00

Il grafico qui sopra mostra la vendita degli eBook nel primo trimestre di quest’anno e delle vendite degli anni scorsi: il giro d’affari nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2010 ha già raggiunto la quota di 91 milioni di dollari. Dati più che positivi, dunque, che vanno a sommarsi all’euforia per tutti i nuovi ereader che nascono quasi come funghi.
In quest’euforia si collocano anche i dati della Apple: Steve Jobs, infatti, ha affermato su iBook nei primi 65 giorni di vita dell’iPad sono stati scaricati oltre 5 milioni di eBook. Alcuni fanno notare maliziosamente che forse Jobs ha utilizzato un algoritmo voodoo per fare questi calcoli dal momento che, in America, molti piccoli editori – ma anche colossi come Random House – non vendono i propri titoli attraverso lo store di Apple.
Si sa, quando entrano in gioco soldi e lotte di supremazia varia, anche il fascino del libro diventa un semplice numero da tirare per la giacchetta. In tutto questo la notizia interessante è che entro fine mese iBook dovrebbe supportare anche il formato PDF e dovrebbe essere possibile prendere note ed inserire segnalibri all’interno dei testi.

Pubblichiamo la seconda puntata del reportage sull’iPad, il nuovo lettore di ebook (e tanto altro) della Apple, dello scrittore britannico Stephen Fry (qui potete recuperare la prima).
A PROPOSITO DI IPAD (2)
di Stephen Fry
«Cosa fa questo coso che già non faccia un laptop o un iPhone?» potrebbero obiettare adesso. «È troppo grande per le mie tasche, ma troppo piccolo per usarlo seriamente. Non ne vedo l’utilità. È una soluzione in cerca di un problema».
In effetti l’iPad può avere tanti problemi. Niente multitasking, niente Flash. Niente telecamera, niente GPS. Ma cadono tutti dopo averlo usato per un minuto. Non riuscirò a sottolineare a sufficienza il seguente concetto: «sospendete il giudizio finché non l’avrete usato per cinque minuti». Non c’è filmato su Youtube, video promozionale, keynote, lista di funzioni che tenga il confronto con la sensazione straordinaria che si prova a usarlo, a interagire con uno di questi oggetti magici.

I colleghi di Melablog hanno già riferito della risposta di Amazon, produttrice del lettore di ebook Kindle, alle provocazioni di Steve Jobs durante la presentazione del suo nuovo iPad.
Oggi vi proponiamo la traduzione integrale dell’ironico articolo comparso sul blog ufficiale di Kindle, che spiega per filo e per segno perché il dispositivo di casa Amazon sarebbe superiore - per quanto riguarda gli ebook - al gioiello di Cupertino.
Il riassunto del post lo ha già fatto Melablog, a cui vi rimandiamo se avete fretta di conoscere il nocciolo della questione senza dilungarvi nella lettura. Gli altri invece clicchino sul “continua” per leggere tutto ciò che Amazon ha da dire sul tablet più chiacchierato del momento.
Continua a leggere: Amazon risponde a Steve Jobs sul confronto fra Kindle ed iPad

Habemus tablet! All’attesissimo Apple Event di oggi, il Papa della Chiesa-Apple Steve Jobs I ha mostrato al mondo, come nella famosa scena de Il Re leone, il nuovissimo iPad, versione allargata e potenziata dell’iPhone. Eccolo, finalmente, il famoso tablet che, nelle aspettative, rivoluzionerà la fruizione degli ebook, sbaraglierà Kindle e rovescerà come un pedalino tutta l’editoria libraria e giornalistica mondiale.
Dalle prime informazioni apprese grazie a Melablog, l’applicazione che consentirà di acquistare e leggere gli ebook su iPad si chiama iBooks. «Tramite l’applicazione potremo acquistare i libri digitali, posizionandoli poi su una sorta di “scaffale digitale”. L’iBook Store consente l’acquisto diretto dei testi. Tra i grandi partner per l’applicazione troviamo Penguin, Macmillan, Hachette e Simon & Shuster. Jobs mostra quindi una demo del funzionamento di iBooks, commentando “stessa storia di iTunes“. Lo store offre una grande varietà di contenuti a prezzi ragionevoli. ePub è il nuovo formato di memorizzazione degli ebook»
iBooks si affiancherà ad applicazioni specifiche elaborate da giornali come il «New York Times» per la comoda lettura dei quotidiani su iPad. «Repubblica» e «Corriere della Sera» hanno già fatto capire che si muoveranno presto verso questa direzione.
I prezzi americani: 500 dollari per l’iPad da 16GB, 600 dollari per quello da 32 GB e 700 dollari l’iPad da 64 GB. La connessione a internet, sempre in America, costerà 15 dollari per 250 MB di dati (si suppone al mese), oppure 30 dollari per connessione illimitata. Conoscendo le compagnie telefoniche italiane e la loro spiccatissima predisposizione al ladrocinio e all’usura, possiamo già temere che da noi simili prezzi saranno pura fantascienza.
Foto | Engadget