Lo abbiamo notato tutti: si è molto affievolita, da parte degli editori, la febbre dei libri in allegato ai giornali. Un prodotto formulato per aumentare le vendite del giornale e anche le “entrate” della carta stampata, poichè spesso i giornali stampano in casa le edizioni proposte. Una scelta che forse non ha aiutatonemmeno ad aumentare il numero dei lettori di libri, ma forse solo, dicevano i maligni, a comporre le librerie dei salotti di buona famiglia con collezioni di testi dai colori uniformi.
Oggi, nonostante qualche eccezione (vedi i “Corti” del Corriere della Sera), i dati confermano queste analisi, come ci informa un articolo di ieri di Stefano Salis sul Sole 24ore: “è crollato il mercato delle vendite di libri allegati ai quotidiani: -7,5%. Vi siete mai fatti un’ipotesi al riguardo?
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Si parla spesso di una marginalità della letteratura nella società contemporanea rispetto ad altri media o consumi culturali. I nuovi media e soprattutto le nuove possibilità di svago sembrano aver ‘messo all’angolo’ quella che una volta era considerata la miglior forma di espressione umana. Ma cosa vuol dire letteratura? Ogni giorno veniamo bombardati da continue novità editoriali e questo rende difficile l’orientamento. Abbiamo affrontato il discorso con Stefano Salis, responsabile delle pagine di “Letture” dell’inserto culturale Domenica del quotidiano Il Sole 24 Ore. Abbiamo posto ad un esperto del settore una serie di domande per cercare di capire quali sono le nuove tendenze editoriali, gli autori da seguire e soprattutto il ruolo dei media ed in particolare dei giornali, nel ‘lancio’ di una nuova opera letteraria.
In una società consumistica come quella contemporanea si parla spesso di una marginalità della letteratura. Cosa pensa Lei a proposito di questo fenomeno?
La letteratura è senza dubbio marginale ma non mi sembra una sciagura. Dubito che abbia mai occupato un posto centrale nelle società e mi sorprenderebbe che lo facesse ora, con le enormi possibilità di scelta di consumo culturale che abbiamo a disposizione. Credo che mai come in questo momento ci sia una forte richiesta di intrattenimento e la letteratura ha anche questo compito. Penso che sempre più il piacere della letteratura diventerà un atto individuale. Beato chi lo potrà apprezzare.
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