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Chernobyl. La tragedia del XX secolo, di Pavel Nică

pubblicato da Roberto Russo

Chernobyl. La tragedia del XX secolo, di Pavel NicaIl 26 aprile del 1986 Chernobyl diventò improvvisamente amosa in tutto il mondo: il disastro nucleare che vi avvenne è considerato il più grave della storia, insieme a quello di questi giorni di Fukushima Dai ichi. Sembra che sia proprio difficile imparare dal passato…

Su Chernobyl sono stati scritti molti libri; probabilmente molti altri ne saranno scritti sui fatti del Giappone. Tra i vari testi pubblicati su Chernobyl ho trovato particolarmente drammatico e commovente quello mandato in libreria da Stampa Alternativa dal titolo Chernobyl. La tragedia del XX secolo. L’autore è Pavel Nică, giornalista moldavo, che della tragedia di Chernobyl è stato testimone ed è morto nel 2009, dopo lunghe sofferenze collegate alla permanenza a Chernobyl.

In slavo antico chernobyl significava assenzio, non la pianta dalle miracolose proprietà curative invocata passionalmente dai poeti e dai giovani innamorati, bensì una pianta di colore grigiastro e dal gusto amaro, dalla quale si estraeva veleno. Le donne mettevano una manciata di chernobyl nell’acqua, la bollivano e ne ottenevano quella goccia di veleno utile per potersi vendicare di un atto d’infedeltà compiuto dai propri mariti o fidanzati. Nel 1193 venne fondata una località chiamata suggestivamente Chernobyl, oggi tristemente nota per la più grande tragedia del XX secolo. Ma la storia non finisce qui. Siamo solo all’inizio…

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Jacovitti. Autobiografia mai scritta

pubblicato da Roberto Russo

Jacovitti. Autobiografia mai scrittaHo iniziato ad amare Jacovitti alle scuole elementari quando il Diario Vitt, con le storie di Cocco Bill e Cipzag che mi risultavano molto più interessanti di quelle raccontate dal maestro. Ricordo, soprattutto, che avevo un debole per i salamini con le gambe (già da allora la passione per i libri e quella per la cucina era viva in me) e per quelle api cicciotte che facevano fatica a stare in aria per via delle alucce. Le cercavo nelle tavole di Jacovitti e non era facile considerato che ogni pagina era piena di storie e microstorie che necessitavano di molto tempo per essere vagliate tutte con attenzione.

È stato con vero piacere (e anche con una po’ di nostalgia) che ho letto e ammirato il libro Jacovitti. Autobiografia mai scritta a cura di Antonio Cadoni in libreria per i tipi di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri. Mai scritta perché

“la presente biografia, raccolta e coordinata dal curatore, è stata integralmente desunta dalle numerose interviste concesse da Benito Jacovitti, durante la sua lunga e prestigiosa carriera artistica, conservando fedelmente il carattere colloquiale delle interviste stesse”.

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L'enigma del papa mago, di Daniel A. Stelmic

pubblicato da Roberto Russo

L'enigma del papa mago, di Daniel A. StelmicPapa Silvestro II (Gerberto d’Aurillac 950 ca - 1003) è stato il primo papa francese, centotrentanovesimo pontefice della chiesa cattolica. È passato alla storia come il papa dell’anno Mille, ma anche, soprattutto, come il papa “mago”. Fu un uomo molto versato nelle scienze e a lui si debbono alcune invenzioni e diversi marchingegni che gli fruttarono l’appellativo di “mago”.

Su quest’orizzonte storico-magico si muove il bel libro di Daniel A. Stelmic (pseudonimo di Stefano Corona) L’enigma del papa mago, pubblicato da Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri. Il romanzo – come leggiamo dal sottotitolo presente in copertina (ma non sul frontespizio) Storia del mistero di Gerberto D’Aurillac nonché Papa Silvestro II nelle cronache di Lantelmo, monaco cluniacense vissuto fra il XIII e il XIV secolo – parte dalla morte di papa Silvestro II, mentre celebra la messa nella chiesa romana di Santa Croce in Gerusalemme e, al momento di passare da questo mondo all’altro, fornisce a chi gli sta intorno le indicazioni per risolvere l’ultimo enigma. Il romanzo è un cammino che percorre la storia tra la morte del papa nel 1003 al 1274 quando un novizio, Lantelmo, ha un insight e scopre il mistero del papa Mago; è un cammino che percorre la terra di quel periodo avendo come inevitabile fulcro tanto l’Europa che la Terra Santa e protagonisti templari e papi, saraceni e cristiani. Un romanzo avvincente, da leggere con calma, pagina dopo pagina, per giungere alla fine guidati dalle parole di Lantelmo che, ormai novantaduenne, avvisa il lettore:

Da cosa si giudica la grandezza di un Dio, ti domando io: dalla potenza del Suo braccio? Dalla forza della Sua volontà? Oppure dalla Sua umiltà? E quindi come dovremmo definire noi Dio se il Suo azzardo è stato tanto grande da farsi il più indifeso degli infanti, nato dalla più indifesa delle donne? L’unico nome, con il quale dovremmo mai riferirci al Signore è dunque Onnipotente! Dovremmo pregare tutti il Buon Dio […] ma come possiamo, noi, minimi granelli di polvere, competere con l’Altissimo e cercare di capirne i disegni se non riusciamo a comprenderne neppure il nome?

Daniel A. Stelmic
L’enigma del papa Mago
Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2010
ISBN: 978-88-6222-135-1
pp. 400, euro 18,00

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Riflessioni di fine d'anno sui libri: realtà e sogni

pubblicato da Roberto Russo

Riflessioni di fine d'anno sui libri: realtà e sogniCome riflessione di fine anno sui libri, sono andato a rileggermi un’intervista di Marcello Baraghini, fondatore di Stampa Alternativa, pubblicata su Leggere:Tutti (rivista che non mi fa impazzire, a essere sincero…) in cui l’inventore della celeberrima collana Millelire parla, tra l’altro, della situazione attuale dei libri in Italia ed espone alcuni suoi sogni.

Per Baraghini – come per molti di noi, immagino – l’importanza del libro è nel suo contenuto, e non negli aspetti esteriori, nati solo per sottostare ad una logica di marketing e di “sconfitta” del nemico (commercialmente parlando) e non per promuovere cultura:

Mentre un cibo non di qualità non procura inquinamento alla vita dei lettori, inquinare con cattivi libri, con libri spazzatura, significa inquinare l’intelligenza dei lettori […] Per ritrovare un giusto equilibrio bisogna capire che non sono importanti le copertine sbrilluccicanti o altri abbellimenti estetici. In questo modo si può scarnificare anche il prezzo e proporre quella qualità che è la vera sfida che dovrebbe caratterizzare ogni editore, piccolo o grande. Quando dico qualità dico recupero di testi fondamentali, mai tradotti prima o mal tradotti per offendere il lettore.

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Il poeta e il cavaliere di Mario La Ferla

pubblicato da Roberto Russo

Il poeta e il cavaliere di Mario La FerlaTutto ha inizio a Firenze nel maggio 2008 quando

due consiglieri comunali di Forza Italia ispirati da Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, hanno presentato una mozione al sindaco Leonardo Dominici allo scopo di “promuovere la piena riabilitazione di Dante Alighieri revocandone formalmente la condanna inflitta nel 1302”. La giunta di centrosinistra era occupata in altre faccende, alcune molto serie e insidiose. Per cui quella mozione è stata accettata con tranquillità. Ma sindaco e assessori non hanno fatto i conti con i nemici di Dante, che numerosi si contano nella sinistra moderata e in quella radicale. Fatto sta che la giunta si è smarrita davanti alla polemica, aspra e selvaggia, sollevata da alcuni consiglieri comunisti e postcomunisti con l’appoggio dei Verdi […] “Dante ritorna a Firenze? Ma se fu cacciato perché ladro e corrotto!”. “Rimanga dove sta, che sta bene lì”. […] Che, niente niente, dietro alla riabilitazione del poeta vittima di congiure di giudici rossi (beh, sì, perché all’epoca, durante la celebrazione dei processi, i giudici indossavano una veste rossa), di nemici politici e di cronisti faziosi, si nascondeva nemmeno velatamente l’intenzione di “riabilitare” il Cavaliere?

Da quest’episodio prende le mosse il pamphlet di Mario La Ferla dal titolo Il Poeta e il Cavaliere. Storia di donne, soldi e malapolitica, pubblicato da Stampa Alternativa nella collana Eretica speciale.

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Non ho niente da dire, ma so come dirlo. Claudio Nutrito scrive un manualetto per i moderni opinionisti

pubblicato da Roberto Russo

Non ho niente da dire, ma so come dirlo. Claudio Nutrito scrive un manualetto per i moderni opinionistiAncora mi risuonano nella mente le parole della prof di lettere al liceo che, citando Catone, ci rammentava sempre: “Rem tene, verba sequentur – Padroneggia l’argomento, le parole seguiranno”, quasi a voler sottolineare che, se non avevamo studiato, era inutile arrampicarsi sugli specchi. In fin dei conti si tratta di una massima vera: se conosci l’argomento puoi parlarne in qualsiasi modo. Claudio Nutrito, invece, ci dimostra che questo motto è quanto mai falso almeno per una categoria: gli opinionisti.

Nel suo pamphlet Non ho niente da dire, ma so come dirlo. Trattato ad uso del moderno opinionista, Nutrito, con acuto spirito di osservazione e sagacia, sviscera il modo di parlare degli opinionisti (anche televisivi) e dimostra che per parlare di un determinato argomento si può anche essere bellamente ignoranti. In dodici capitoletti godibilissimi, Claudio Nutrito inizia ad esaminare l’importanza di non farsi capire (riportando, tra gli altri, il famoso sketch di Walter Chiari sul sarchiapone), l’utilizzo delle premesse (premesso che…), l’abnorme uso del de-qualcosa e dis-qualcosa con tutti i più beceri luoghi comuni tra cui spicca l’uso di proverbi messi in mezzo alla discussione come i cavoli a merenda. Interessantissima la disamina delle parole risolutrici (coniugare, a misura d’uomo, comunicare, condividere, riappropriamoci…, riscopriamo…, bisogna verificare se esistono le condizioni, società civile) alle quali, personalmente, avrei aggiunto l’avverbio assolutamente che ultimamente sta dilaniando la lingua italiana.

Dopo aver letto questo trattato i dibattiti televisivi (se mai li seguite) vi appariranno in maniera totalmente diversa!

Claudio Nutrito
Non ho niente da dire, ma so come dirlo. Trattato ad uso del moderno opinionista
Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2010
Viterbo 2010
ISBN 978-88-6222-124-5
pp. 104, euro 12,00

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Avanzi popolo, di Letizia Nucciotti

pubblicato da sara

avanzi popolo Un libro anticrisi da usare a tavolta. E’ Avanzi popolo, di Letizia Nucciotti, autrice de ‘L’antichef’. L’idea è semplice e originale, e parte dal presupposto che ‘non si butta via niente’ né da tavola né dal frigo. D’altronde, per chi ha alle spalle una cultura culinaria, è vero o no che i grandi piatti popolari nascono proprio dalla cucina degli avanzi?

Dalla paella ad alcune zuppe, spesso le grandi ricette nascono proprio mettendo insieme gli ingredienti che avanzano dopo il pranzo delle feste. Il volume, sottotitolato ‘L’arte di riciclare tutto quello che avanza in cucina’ (l’editore è Stampa Alternativa) credo sarà un successone, visti precedenti.

Per chi non lo sapesse, infatti, Nucciotti è stata la fondatrice di uno dei primi agriturismi toscani (lei vive sull’Amiata’) e il suo Antichef, pubblicato sempre dallo stesso editore, ha venduto più di diecimila copie.

Letizia Nucciotti
Avanzi popolo
Stampa alternativa
18 euro

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Antonio Ingroia e Marco Travaglio ci parlano delle intercettazioni nel libro “C'era una volta l'intercettazione”

pubblicato da Roberto Russo

Antonio Ingroia e Marco Travaglio ci parlano delle intercettazioni nel libro â��C'era una volta l'intercettazioneâ��Mettete insieme un tema interessante come quello delle intercettazioni, un autore che sa quello che dice come Antonio Ingroia (allievo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e oggi procuratore aggiunto a Palermo), una prefazione di un giornalista scomodo come Marco Travaglio e avrete un libro interessante, scorrevole e documentatissimo come quello da poco mandato in libreria da Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri dal titolo C’era una volta l’intercettazione.

Con un linguaggio semplice e accattivante e con un’approfondita conoscenza della materia Antonio Igroia ci guida nei meandri delle intercettazioni telefoniche, della giustizia e delle bufale della politica. Dopo una prima parte in cui si traccia la storia delle intercettazioni, il libro si sofferma su Bufale e menzogne. In maniera documentata Ingroia dimostra che è falso quanto i politici affermano di continuo e che cioè tutti siamo intercettati, dal momento che gli intercettati sono al massimo ventimila l’anno; è falso anche che le spese per le intercettazioni si mangiano un terzo del bilancio della Giustizia dal momento che si parla di duecento venti milioni contro un bilancio totale di oltre sette miliardi ed è falso anche che i sistemi esteri di intercettazione son più sobri del nostro.

La terza parte del libro spiega le conseguenze che potrebbero derivare dalla riforma Alfano-Ghedini e propone delle prospettive per una vera riforma.

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L'amore di Nefertiti rievocato in un romanzo di Jasmina Tesanovic

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro Nefertiti della TesanovicStampa Alternativa-Nuovi equilibri ha pubblicato un romanzo di Jasmina Tesanovic, la scrittrice, giornalista, regista e blogger originaria di Belgrado dal titolo Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto. La Tesanovic è l’autrice anche di Diary of a Political Idiot, tradotto in tutto il mondo (edito in Italia da Fandango con il titolo Normalità. Operetta morale di un’idiota politica), che nasce come blog in tempo reale per raccontare la guerra del Kosovo e il bombardamento della Serbia.

La particolarità di questo romanzo storico su Nefertiti risiede nel fatto che è un voler leggere la storia di Nefertiti con gli occhi di oggi, o, se si vuole, tramite le vicende della Nefertiti dell’antico Egitto rileggere l’oggi, in una chiave femminista-tradizionalista. Secondo la Tesanovic, infatti, le donne sono tutte Nefertiti in quanto la regina è una sorta di femminista ante litteram che incarna il mito della bellezza femminile al potere.

Ma non è un mattone politico ideologico questo di Jasmina Tesanovic: è una storia d’amore, anzi, come recita il sottotitolo “amore di una regina eretica nell’antico Egitto”.

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Senza Finzioni: la nuova collana delle inchieste di Stampa Alternativa

pubblicato da Andrea Coccia

tigri di telecom Verrà presentata domani a Roma “Senza Finzione”, la nuova collana di Stampa Alternativa dedicata espressamente alle inchieste giornalistiche “alla vecchia maniera”, scritte da “insider”, che dall’interno indagano e riferiscono: è un modo di di fare giornalismo che, da un po’ di tempo in Italia si è annacquato, se non perso completamente nella ricerca assatanata dello scoop, dello shock, nella ricerca dell’emozione a tutti i costi che è poi la cifra stilistica più rilevante del giornalismo alla Studio Aperto, per intenderci: tanta retorica e poca informazione.

Questa tendenza del giornalismo italiano verso il pathos e la retorica dei buoni sentimenti è probabilmente uno degli aspetti più subdoli della società dello spettacolo del nostro paese che, padrona incontrastata e incontrastabile sulle nostre coscienze, ormai è in grado di manovrarci completamente. Ed è contro tutto ciò che si scaglia questa nuova proposta di Stampa Alternativa, con i primi due titoli della collana “Senza finzione”: “Disonora il padre e la madre”, un’inchiesta sulla pedofilia di Alessandro Chiarelli e “Le tigri di Telecom” di Andrea Pompili, dedicato allo scandalo Telecom-Sismi.

Ben venga dunque questo tentativo di riportare il discorso giornalistico sui binari della realtà, ritornare a indagare “senza finzioni” e ricominciare scavare nel profondo dei problemi, piuttosto che cavalcarli in superficie come fossero onde da surf. In qualche modo sembra che si inizino a vedere dei germogli, là dove Roberto Saviano aveva piantato il seme di Gomorra

Alessandro Chiarelli
Disonora il padre e la madre
Stampa alternativa
euro 14,00

Andrea Pompili
Le tigri di Telecom
Stampa Alternativa
euro 16,00

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