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Tutti gli articoli con tag speciale fantasy

Twilight di Stephenie Meyer, il trailer ufficiale

pubblicato da luca v.

meyer, twilight, fazi editore La notizia, di pochi giorni fa, ha fatto velocemente il giro del web. La Summit Entertainment ha lanciato su alcuni fansite e sul sito americano di MTV un primo teaser del film che avrà per protagonisti la bella Isabella Swan ed il misterioso Edward Cullen.

La trasposizione cinematografica di Twilight, il primo capitolo della saga che uscirà il 12 dicembre nelle sale americane, suscita da tempo la curiosità dei fan. In rete si potevano già trovare alcuni video delle riprese sul set. Il teaser ufficiale, però, ha naturalmente scatenato l’interesse degli appassionati.

La storia d’amore tra Isabella ed il vampito Edward, che ha portato alla ribalta la scrittrice americana, è l’ennesima conferma di un genere letterario che affascina numerosi lettori. Il fantasy riesce a creare un entusiasmo smisurato nei confronti degli autori, una sorta di simbiosi tra lettore, autore ed i suoi personaggi.

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Concorso Letterario Booksblog: “Moony Witcher, la magia del fantasy italiano”

pubblicato da Manila Benedetto

Da tempo osservo interessata la bella comunità che si è formata nei commenti al post-intervista a Moony Witcher. Ragazzi entusiasti che si confrontano e domandano, che leggono e rileggono i libri della loro adorata autrice. Un trionfo del fantasy italiano, insomma.
Ed allora, medita medita, proprio a Moony in persona è venuta l’idea di indire un concorso su Booksblog per premiare i suoi fans, per premiare i giovani lettori.

Qui di seguito il regolamento. E se non vi basta, vi segnalo che sul sito del Fantasio Festival, che vanta la direzione artistica di Moony, potrete trovare altri interessanti concorsi dedicati a bambini e ragazzi.

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Intervista ad Alessandra Dell'Amico, nuova autrice fantasy

pubblicato da Manila Benedetto

Sulla scia lunga dello speciale fantasy di luglio, vi propongo la conoscenza di Alessandra Dell’Amico, scrittrice esordiente ed appassionata di fantasy, il cui primo romanzo, “Polvere d’Argento - Libro Primo“, sarà disponibile a fine ottobre.
In attesa di poter recensire il suo romanzo, le ho posto qualche domanda.

Alessandra Dell’Amico, appena “sbarcata” nel mondo fantasy e già determinata a prenderne parte con passione e dedizione. Un romanzo in uscita, primo di una trilogia, e davanti un futuro roseo.
Cosa ne pensi del fantasy italiano? Quale i limiti e quali i punti di forza?

Aspettiamo a parlare di futuro roseo: purtroppo il fantasy italiano è da sempre sottovalutato, molto più degli altri generi. Sembra che nei lettori italiani si sia radicata la convinzione che un fantasy ‘nostrano’ sia un fantasy di seconda o terza categoria, come se solo il talento estero sia capace di produrre buoni romanzi. E questo è già un primo grosso limite per gli scrittori: per poter emergere ed affermarsi è necessario raggiungere una soglia di gradimento molto più alta rispetto ad un fantasy di pari livello, che piace già di più solo perché porta il nome di un autore straniero. Ma la produzione fantasy italiana c’è, è indubbiamente in crescita ed ha anche molto da dire. Ci sono idee nuove, interpretazioni con tutte le sfumature possibili che possono portare una ventata di novità rispetto alla classica letteratura fantasy estera.

Siamo ancora nella scia dell’uscita dell’ultimo libro di Harry Potter. Una tua riflessione sul genere fantasy: quale il segreto del suo successo? E quanto ha influito la mania Harry Potter alla diffusione del genere in Italia?
Viviamo in un mondo indubbiamente troppo frenetico e stressante, con poche certezze e molte preoccupazioni. Io sono convinta che per restare bene con i piedi per terra, ogni tanto è bene spiccare il volo, staccare la spina, come si suol dire. Lasciamo pure che la mente viva esperienze fantastiche ed avventure impossibili, se ne trae beneficio ed energia per superare i veri problemi quotidiani. E non venite a dirmi che chi legge fantasy ‘fugge’ dalla realtà. Qualsiasi romanzo di qualsiasi genere è un’opera di fantasia, un mondo immaginario e alternativo! Il fantasy piace perché sorprende sempre con invenzioni stimolanti, personaggi insoliti, ambientazioni irreali e storie coinvolgenti. E’ ovvio che abbia successo, anche cinematograficamente parlando.
Harry Potter non ha semplicemente influito. A mio modesto avviso è stato determinante, soprattutto per i ragazzini. Molti di loro non avevano mai preso un libro in mano, e nemmeno avevano intenzione di farlo mai, ma alla fine hanno ceduto alla curiosità di sapere come proseguiva la storia che avevano visto al cinema. Scoprendo tutto il piacere della lettura.

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Speciale fantasy: il romanzo on line di Davide Galati

pubblicato da Manila Benedetto

Su www.questor.tk, mi segnala un lettore, c’è un insolito Fantasy italiano.
“Insolito perché mescola Fantasy e Fantascienza e sembra che presto diventerà anche un fumetto. La versione on-line è ancora una vecchia stesura, ma al di là di qualche correzione ortografica e piccoli aggiustamenti di ritmo, si può comunque leggere un’opera diversa che ha ricevuto molti commenti positivi. Il titolo del romanzo è Oddwars, “Guerre Impari”

Il “lettore” è direttamente l’autore, a cui vanno i nostri complimenti per la voglia di animare ancora il fantasy italiano, così come abbiamo scoperto questo mese, tantissimi scrittori italiani.
L’autore, appassionato di fantasy (e fantascienza) sta lavorando per la Hybris Comics, casa editrice di fumetti tra i cui fondatori c’è Bepi Vigna (creatore di Nathan Never). Inoltre, ci dice Davide Galati “sto lavorando anche a un progetto puramente Fantasy e a una versione a fumetti di Oddwars. I fumetti sono ora pubblicati in rete, ma presto verranno pubblicati anche su carta. Finalmente ho fatto il grande salto riuscendo a esordire come professionista e, devo dire, con un buon riscontro sia di critica che di
pubblico, ma naturalmente nons i finsice mai di far conoscere il proprio
lavoro, per cui mi sono permesso di segnalarvelo, pensando che potesse interessarvi.”

E a noi interessa, e spero vivamente anche a tutti i lettori di Booksblog.

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Intervista a Fabrizio Valenza

pubblicato da Manila Benedetto

Tra i tanti scrittori su carta, abbiamo scovato in rete un appassionati di fantasy che ha deciso di pubblicare il suo romanzo prima a puntate sul suo sito, e poi in un ebook scaricabile gratuitamente.
Si tratta di Thoor, ovvero Fabrizio Valenza. Abbiamo posto anche a lui delle domande sul fantasy italiano.

Il fantasy per ragazzi sta avendo una grande diffusione dopo il boum del maghetto della Rowling, Harry Potter. Ma quello che sembra essere solo per ragazzi, si svela, poi, appassionare anche gli adulti, tanto da portare alla nascita di un vero e proprio filone di fantasy per adulti. Dov’è nascosta la fortuna di questo genere di letteratura?

Quel che vive un ragazzo nell’età della sua formazione e del passaggio al mondo degli adulti è fondamentale. In qualche modo, un ragazzo si trova a vivere già i drammi che poi si ripresenteranno nella vita di ognuno in ogni età, ma ha dalla sua parte forze e coraggio che dopo, spesso, mancheranno. Credo sia questo il motivo per cui le storie di un ragazzo come Harry Potter o di eroi in erba interessano anche gli adulti: ci proiettiamo nella loro vita, vedendoci riflessi nelle loro scelte, nei dubbi che li attanagliano ma anche nelle loro sconfitte.

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di questo genere di romanzi.
L’enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità? Non c’è il rischio di avere tanti cloni di una stessa storia, con personaggi (quasi) diversi?

Innanzitutto bisogna dire che in Italia è da poco tempo che il fantasy sta cominciando a diffondersi in modo più capillare, soprattutto il fantasy italiano. In ogni caso non credo che grande quantità debba significare per forza scadimento nella banalità. La banalità dipende, secondo me, dal voler imitare gli altri e nel volersi inserire a tutti i costi in un filone sfruttando stereotipi che funzionano. Ma se ogni scrittore mette davvero se stesso nella storia che racconta non c’è rischio di cadere nella clonazione.

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Intervista a Licia Troisi

pubblicato da Manila Benedetto

In Inghilterra hanno J.K. Rowling. Noi, in Italia, abbiamo Licia Troisi. Ed io, leggendo Licia, non rimpiango mica molto la Rowling…
Senza troppi fronzoli, senza troppe presentazioni, la conoscete tutti la bravissima autrice delle Cronache e delle Guerre del Mondo Emerso (altrimenti, biografia qui), che ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Sei la diretta concorrente della Rowling, scrittrice di successo di storie fantasy che hanno conquistato l’Italia e l’estero. Ma dalla tua hai la giovanissima età.
Una tua riflessione sul genere fantasy: quale il segreto del suo successo? E quanto ha influito la mania Harry Potter alla diffusione del genere?

Harry Potter è stata solo la miccia. Un grosso impulso è stato dato anche dal Signore degli Anelli cinematografico, ma adesso sembra che il genere stia vivendo un suo momento di gloria svincolato dai successi di questi due mostri sacri. Direi che questo revival è dovuto al fatto che il fantasy attinge in egual misura dalla mitologia e dalla fiaba, e per questo risulta archetipo. Propone grandi temi cui l’uomo è sensibile da sempre

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di questo genere di romanzi.
L’enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità? Non c’è il rischio di avere tanti cloni di una stessa storia, con personaggi (quasi) diversi?

Mah, per ora non credo che si corra questo rischio. In Italia il genere è praticamente appena nato, e sta ancora cercando la sua strada. E il successo non significa automaticamente banalizzazione; se il mercato è saturo sperimentare diventa anche più facile.

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Intervista a Francesco Falconi

pubblicato da Manila Benedetto

Continuiamo la nostra avventura nel fantasy italiano, ponendo le domande portanti di questo speciale, anche a Francesco Falconi.
(Vi chiederete, tra l’altro, perché sto ponendo le stesse domande a tutti: in verità è un modo per imparare a conoscere gli autori mettendoli in confronto tra loro attraverso domande uguali. Però ho fatto un paio di eccezioni. E che eccezioni! Tra qualche giorno, infatti, vi proporrò l’intervista a Licia Troisi, autrice delle Guerre (e Cronache) del Mondo Emerso… con anche qualche anticipazione!)

Francesco Falconi è autore fantasy alla prima e riuscitissima esperienza con Estasia - Danny Martine e la corona incantata.
Una storia di terre e personaggi magici, ma anche un viaggio interiore. Danny Martine è il Bianco Prescelto alla ricerca delle Nove Luci della Corona Incantata, capaci di svegliare la regina Darmha dal Sonno del NonQuando. Tra diverse difficoltà e prove da superare, Danny scoprirà amici sinceri e vivrà avventure indimenticabili.
Classe 76, Francesco Falconi è ingegnere delle telecomunicazioni. Estasia è un manoscritto del 1990, dimenticato in un cassetto su esortazione di un amico ha deciso di pubblicarlo… dopo così tanto tempo. Un caso o una vera e propria… magia?

I fantasy per ragazzi sta avendo una grande diffusione dopo il boum del maghetto della Rowling, Harry Potter. Ma quello che sembra essere solo per ragazzi, si svela, poi, appassionare anche gli adulti. Dov’è nascosta la fortuna di questo genere di letteratura?
Beh, dipende. Harry Potter è un caso a parte, con un budget pubblicitario faraonico alle spalle. Per cui, anche chi non legge oppure non ama la letteratura fantasy, viene invogliato all’acquisto da film o dall’incessante passaparola. D’altronde è anche vero che il target del maghetto è decisamente salito rispetto ai primi due volumi.
Tuttavia concordo che il fantasy per ragazzi non debba per forza essere recluso a una particolare fascia d’età, anche perché molti libri nascondono letture multilivello e possono essere apprezzati anche in età adulta.

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di questo genere di romanzi.
L’enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità? Non c’è il rischio di avere tanti cloni di una stessa storia, con personaggi (quasi) diversi?
Non credo stia proprio in questi termini, per il semplice fatto che i lettori non cercano l’originalità a ogni costo. Per tornare all’esempio della Rowling, il punto di forza della sua saga non è l’aver ideato storie e personaggi inediti nelle sua forma (e.g. spesso tratti da leggende, miti e topos letterari), ma l’aver costruito nella storia un’alchimia perfetta che tiene incollati alle pagine. Quindi, a mio avviso, la cosa fondamentale è suscitare un’emozione nel lettore, cosa non affatto scontata.

Quale il futuro dei fantasy italiani ora che Harry Potter è giunto alla sua fine?
Sicuramente ci saranno altri validi libri, sia nostrani che stranieri. L’esistenza di Harry Potter ha sicuramente dato una spinta alla narrativa fantasy, così come il Signore degli Anelli. Le major cinematografiche e le case editrici si sono accorte di quanto le persone abbiano bisogno di evadere e sognare… e questo non potrà mai finire.

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Intervista a Riccardo Coltri

pubblicato da Manila Benedetto

Riccardo Coltri, classe ‘73, veronese, scrittore e degno rappresentante del fantasy italiano. Nato (e cresciuto) come scrittore dark-horror, penna di notevole importanza dal 1995 della rivista Inchiostro, è l’autore di Zeferina (Larcher editore).
Mondo fiabesco e un po’ noir, ma in un ambiente tutto italiano , il romanzo di Coltri è un esempio di fantasy italiano dalle enormi potenzialità.

Il fantasy per ragazzi sta avendo una grande diffusione dopo il boum del maghetto della Rowling, Harry Potter. Ma quello che sembra essere solo per ragazzi, si svela, poi, appassionare anche gli adulti. Dov’è nascosta la fortuna di questo genere di letteratura?
Il genere fantasy è immenso… esiste quello per ragazzi e poi ci sono, da sempre, le varie versioni più o meno “dark”: a seconda dell’età, o più semplicemente, dei gusti personali. Non credo si possa parlare di particolari segreti, si va alla ricerca del meraviglioso e dell’impossibile, e a volte dell’oscuro e del terrificante, per puro divertimento. E sì, almeno un po’, per evadere dalla realtà, in modo del tutto innocuo.

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di questo genere di romanzi.
L’enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità? Non c’è il rischio di avere tanti cloni di una stessa storia, con personaggi (quasi) diversi?

Il rischio di produrre qualcosa di banale c’è, con tutto il materiale sfornato finora. Sta all’autore sforzarsi di scrivere qualcosa di nuovo, inventando il proprio mondo, reinterpretando tutto. Magari anche rimescolando le carte in tavola, perché no…

Quale il futuro dei fantasy italiani ora che Harry Potter è giunto alla sua fine?
Harry Potter ha avuto un successo enorme e meritato, ma ha una propria strada da seguire, un percorso da portare a termine. Il resto del fantasy, per ragazzi o per adulti, andrà avanti e credo proprio che lo farà al di là delle mode o delle regole commerciali. Per quanto riguarda il “fantasy italiano”, sembra che finalmente sia arrivato il suo momento e sono contento di aver dato il mio piccolo contributo con una storia ambientata proprio in Italia.

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Intervista a Luca Tarenzi

pubblicato da Manila Benedetto

La seconda intervista sul fantasy è dedicata a Luca Terenzi ed al suo Pentar, edito dall’Alacran.

Luca Tarenzi può essere definito una delle voci più originali della letteratura fantasy italiana. E’ di Arona, con un background particolare: una laurea in Storia delle Religioni. Autore di vari racconti, prima di Pentar ha ideato una saga epica dal titolo Terra tra i Due Mari.

Il fantasy per ragazzi sta avendo una grande diffusione dopo il boum del maghetto della Rowling, Harry Potter. Ma quello che sembra essere solo per ragazzi, si svela, poi, appassionare anche gli adulti, tanto da portare alla nascita di un vero e proprio filone di fantasy per adulti. Dov’è nascosta la fortuna di questo genere di letteratura?

Per la verità il fantasy per adulti è sempre esistito, nel mondo della letteratura anglosassone come in quella di altri Paesi (Italia inclusa), e sarebbe un grave errore pensare che sia derivato recentemente dalla letteratura fantastica per ragazzi. I due ambiti peraltro sono imparentati ma ben distinti: c’è il fantasy propriamente detto, erede di Robert E. Howard e del Tolkien della maturità, e c’è la letteratura fantastica per ragazzi, erede di C. S. Lewis e in parte anche del Tolkien degli esordi. Il primo ha sempre trattato e tratta tuttora tematiche che sono eterne e appartengono all’essere umano in qualunque fase della sua storia: l’amore, l’amicizia, la lealtà, la lotta contro le tenebre, il senso dell’onore, il sacrificio. La seconda può trattare le stesse tematiche, ma lo fa da una prospettiva adatta a un pubblico di lettori più giovani, le cui personalità e sensibilità sono in grado di assorbire solo in parte determinati argomenti; peraltro è giustissimo che anche la letteratura per ragazzi tratti temi adulti, ma è altrettanto giusto che lo faccia in una forma adatta all’età dei suoi lettori. I due generi - fantasy per adulti e letteratura fantastica per ragazzi - hanno pari dignità, semplicemente si rivolgono a differenti target, e la ragione del successo di entrambi è quella che ho nominato sopra: il trattare tematiche eterne, archetipiche, che colpiscono l’animo in profondità. Lo si può fare anche con la letteratura non fantastica, ovviamente, ma il fantasy ha dalla sua la straordinaria possibilità di comunicare per simboli e immagini potentissime, che coinvolgono contemporaneamente mente, cuore e immaginazione. Se c’è qualcosa che rende grandioso questo genere, è senza dubbio qui che affonda la sua radice.

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Intervista a Moony Witcher

pubblicato da Manila Benedetto

La prima intervista fantasy che Booksblog ha fatto, e che ha “scatenato” poi una serie di commenti, formando una vera e propria comunità in fondo al post, è stata quella di ottobre scorso a Moony Witcher, in occasione dell’uscita della sua nuova serie, dedicata a Geno.
La ripropongo, per inserirla in questo speciale fantasy. Da oggi, quindi, inizia la pubblicazione anche delle interviste di questo speciale. C’è davvero tanto da leggere, e soprattutto tanti spunti per discuterne insieme.

Moony, pseudonimo “fantastico” della brava giornalista Roberta Rizzo, dopo aver creato il personaggio di Nina, la bambina della sesta luna, che dal 2002 tiene incollati ragazzi ed adulti alle pagine del libro, ha dato vita a Geno, un bambino dalle doti particolari…

Il fantasy per ragazzi sta avendo una grande diffusione dopo il boum del maghetto d’oltralpe, Harry Potter. Ma quello che sembra essere solo per ragazzi, si svela, poi, appassionare anche gli adulti. Dov’è nascosta la fortuna di questo genere di letteratura?

“Il segreto è nella creatività. Bambini e adulti sognano e immaginano una realtà diversa da quella che viviamo. Ma attenzione, il fantasy non è una fuga bensì è lo spazio dell’incanto che appartiene all’uomo dall’età della pietra. E’ la curiosità, la riflessione, la magia delle idee che provoca la necessità di godersi mondi straordinari. E proprio la creatività è la molla fondamentale per vivere la nuda realtà. Nessuna invenzione, nessuna scoperta avviene solo per impegno di studio, spessissimo gli scienziati, così come i grandi compositori, gli artisti e gli scrittori creano opere uniche grazie alla passione e all’amore per le idee”.

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di fantasy per ragazzi. L’enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità?

“Può essere. Infatti ritengo deleterio scrivere romanzi di un certo genere, fantasy, horror, o a sfondo sessuale, solo perché il mercato lo richiede. Uno scrittore non deve seguire le mode…ma il cuore…la passione…il suo istinto”.

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