Ancora non ce l’ha fatta, a quando ci risulta, a scrivere per Vanity Fair, però una parte importante del sogno di Emma Travet si è realizzata: l’editore Memori ha infatto accettato di pubblicare il suo romanzo, nato su un un blog. E proprio su internet (su MySpace) l’autrice aveva chiesto se ci fosse un editore interessato alla sua storia di precaria ventiseienne.
Arriva così la proposta editoriale, e il titolo appropriato: “Voglio scrivere per Vanity Fair”, una storia durante la quale, grazie alla scrittura veloce dell’autrice, siamo trascinati dietro la vita senza fiato di Emma, reduce da un addio al nubilato a Londra, persa fra il suo lavoro alla cronaca locale di un giornale torinese diretto da Mr Vintage (che indossa sempre delle ridicole cravatte e l’ha scambiata per la baby sitter di suo figlio) gli aperitivi al volo con gli amici e le nottate sui social network.
Il tutto nel tentativo di non pensare all’imminente matrimonio con Marco, lo storico fidanzato architetto anche lui stressato da una vita ‘a progetto’, in cui non sempre si viene pagati quando si lavora.
Continua a leggere: Voglio scrivere per Vanity Fair, di Emma Travet
Come va la vita sentimentale? Nel libro ‘Sex and Fb’ (Giulio Perrone ed) Maria Francesca Rotondaro dice di odiare questa domanda e quindi, per iniziare la mia intervista sui suoi consigli per libri da regalare a Natale, non ho potuto evitare di porgliela. “La vita sentimentale va alla grande (ovviamente sono ironica!) - ribatte lei - Non mi sono fidanzata, sposata, “accompagnata” a nessuno. Ma il mio cuore - per fortuna - continua a battere. Non demordo. Chissà se sotto il vischio verrà a baciarmi un principe azzurro o un altro rospo!?”
Libri da consigliare alle lettrici di Booksblog come letture natalizie per chi ama il genere chick lit?
“Sex and Fb. Ovviamente se non lo avete ancora letto! Intanto perchè ironizza sullo status single e non è il solito manuale che dice ai single cosa è giusto fare e cosa è sbagliato, come “accalappiare” un partner e bla bla bla. Ogni single deve vivere a modo suo la singletudine: anche se un signle sbagliando non impara!. A parte gli scherzi, consiglierei il libro “Le ragazze” di Lina Sotis. Ogni donna, dagli zero ai 90 anni, si riconoscerà nelle pagine di questo godibile volumetto rosa”.
Come vive il/la single tipica la pausa natalizia? Ovvero: idee originali perchè le vacanze natalizie non diventino un ‘incubo’ di singletudine e/o assalto di parenti?
Continua a leggere: Libri per Natale: i consigli dell'autrice di Sex & Fb
Sta per uscire in America un libro che promette di scatenare un vero e proprio polverone sul social network più celebre del mondo, Facebook, o meglio sul suo fondatore Mark Zuckerberg, rivelando le vere motivazioni che hanno spinto l’ideatore di Facebook a creare il rivoluzionario network. Il libro, che uscirà negli States il prossimo 14 luglio, si intitola The Accidental Billionaires ed è stato scritto da Ben Mezrich, 40 anni, laureato ad Harvard, il quale ha raccolto la testimonianza di Eduardo Saverin, amico di Zuckerberg fin dai tempi della creazione di Facebook.
Secondo Mezrich alla base del successo mondiale del rivoluzionario social network, che ad oggi accoglie più di 200 milioni di utenti, ci sarebbe l’insoddisfatta voglia di sesso del suo fondatore che, incapace di trovarsi delle ragazze “analogicamente”, inventò u metodo per procacciarsele virtualmente, un metodo che si chiama per l’appunto Facebook.
“Zuckerberg ed Eduardo Saverin, il suo amico, non erano abbastanza cool per stanare le ragazze più carine del campus nella vita reale - ma nel mondo virtuale, beh, lì non c’era nulla in cui non potessero riuscire. Così cominciarono a coltivare l’idea di un sito che raccogliesse tutte le ragazze di Harvard. Usando le doti di hacker, Mark si infiltrò nel sistema dell’università e scaricò le foto di ammissione di tutte le ragazze. Eduardo lo aiutò a costruire un programma che tenesse in ordine le foto rubate: lo chiamarono FaceSmash, e non faceva altro che far comparire due foto di ragazze sullo schermo. Tu cliccavi su una delle immagini, e un complesso algoritmo cominciava a ordinarle in una classifica di attitudine sexy. Nel giro di due ore l’80 per cento della popolazione maschile della scuola aveva votato, mandando in tilt il sistema informatico di Harvard”
Già ora, a dieci giorni dall’uscita del libro nelle librerie americane, si sta scatenando una piccola bufera, soprattutto sull’autore di quello che potrebbe diventare un enorme bestseller, Mexrich infatti è stato duramente attaccato da alcuni giornalisti, tra i quali Sarah Lacy del Washington Post e Brad Stone del New York Times che lo definiscono un venditore di frottole che maschera sotto forma di un finto reportage. Chissà chi avrà ragione?
Via | DownloadBlog
L’esperimento ci sembra davvero molto bello: quello di far rivivere ogni anno, in occasione del Bloomsday, l’avventura dell’Ulisse di Joyce su Twitter. Artefici del progetto, come riporta l’Independent, Ian Bogost e Ian McCarthy hanno commemorato (il 16 giugno, appunto) il capolavoro dello scrittore dublinese. Online, questa volta.
Come? Riscrivendo su Twitter l’ultimo capitolo del libro, Wandering Rocks, in cui, rispettando il limite dei 140 caratteri a post, hanno seguito in tempo reale la vita di 19 dublinesi.
“Forse facendo così possiamo far passare l’interesse delle persone nei social network da una dimensione centrata sull’ego e sull’immediatezza fino alla riflessione culturale e al ragionamento’, hanno dichiarato i due al Guardian. Conoscete analoghi ‘esperimenti letterari’? Segnalateceli.
Via | Independent
Nelle ultime settimane il fenomeno Facebook, amato e odiato da milioni di italiani, ha cominciato la sua espansione mediatica e si è infiltrata nel mondo letterario. Se da una parte il fenomeno può spaventare, dall’altro è evidente che qualcosa offre, qualcosa di molto prezioso vista la quantità di persone che ha saputo coinvolgere in un solo anno. Insomma Facebook si configura sempre di più come un fenomeno da tenere d’occhio, tra invasione della privacy e comunicazione politica, infatti il più grande social network di sempre trova sempre il modo di far discutere.
Ne abbiamo brevemente discusso con Mattia Carzaniga, uno degli autori di “L’amore ai tempi di Facebook”, un ludopamphlet monografico dedicato, da due Facebookers, al mondo virtuale (o no) di FB…
Nelle ultime due settimane sono usciti tre libri che hanno come baricentro Facebook (L’amore ai tempi di Facebook, Lovebook e Facebook. Tutti nel vortice). L’editoria ha trovato un’altra gallina dalle uova d’oro? Non c’è pericolo di sovraffollamento?
«Facebook è un po’ la cosa di cui tutti parlano, perciò è ovvio che la tentazione all’instant book sia molto forte. Il nostro libro si differenzia dagli altri perché non vuole essere né una guida tecnica né un romanzo, tantomeno un pamphlet serioso. È un saggio divertente e divertito, che si muove tra costume e (auto)ironia, ma che vuole anche essere l’occasione di parlare di come e quanto è cambiato il modo di relazionarsi agli altri nell’epoca del web. È una lettura che possono fare facebooker e non: si parla del nostro tempo, prima ancora che di FB, che va inteso in senso lato, come pretesto. Al pari dell’amore, ovviamente»
A livello di impatto nella vita pubblica e privata, Facebook ha superato di molto tutti i network sociali in circolazione, come mai? Cosa offre in più degli altri?
«FB è probabilmente il miglior surrogato di realtà che ci sia in circolazione in rete. Intanto perché chi si iscrive si presenta con nome e cognome veri, i nickname sono molto rari. E poi perché raccoglie e “sintetizza” un po’ tutte le esperienze che si possono fare on line: c’è la posta privata, che vale come l’e-mail, e la chat; le note postate a mo’ di blog (e anche la funzione del “commento” è rubata ai blog) e la “bacheca” pubblica, quasi un’evoluzione degli sms. E poi c’è la “news feed”, l’home page che fa l’effetto di una grande piazza virtuale in cui si incrociano i destini, e dove a volte li si può condizionare, gettando ami a cui chi vuole potrà abboccare».
Continua a leggere: Sui tempi di Facebook: conversazione con Mattia Carzaniga
Dopo Lovebook e L’amore ai tempi di Facebook ecco un nuovo libro dedicato al social network più pervasivo della storia. Ancora una volta quello che ormai sembra essere veramente diventato un canale di comunicazione ineludibile, luogo virtuale divenuto in breve tempo più importante di qualsiasi altro punto di ritrovo reale.
Questo libro, la cui uscita è prevista per il 31 marzo, scritto da Marco Liorni, autore e conduttore radio e tv, dovrebbe raccogliere, stando alle anticipazioni, i racconti degli utenti e le opinioni degli esperti sul nuovo modo di comunicare, di essere, di partecipare che sembra ormai aver coinvolto trasversalmente tutta l’Italia.
In ogni caso, dopo tre pubblicazioni facebook-centriche in un mese, possiamo tranquillamente affermare che è partita una nuova moda e che in fondo è proprio questo il segnale che quantifica la profondità del fenomeno facebook. E siamo solo all’inizio.
Marco Liorni
Facebook. Tutti nel vortice
Armando Curcio Editore
euro 9,90

BookSprouts è una nuova comunità online di amanti dei libri. Se la lettura è solitamente considerata un’attività solitaria, c’è un mondo fatto di discussioni, recensioni, dibattiti che germogliano nei club letterari.
Tra un caffè virtuale o una tazza di tè, BookSprouts punta ad animare e sostenere le conversazioni sui libri. Grazie ad un’interfaccia grafica intuitiva, chiunque può facilmente creare il proprio club letterario, organizzare incontri di lettura o scrivere recensioni.
Rispetto ad altri social network, BookSprouts ruota sui gruppi di lettura, anche se ovviamente, è possibile creare una propria libreria e condividerla con gli altri utenti del sito. Al momento la community conta circa 275 club. BookSprouts potrebbe trovare un proprio modello nel confronto con i più noti Anobii, LibraryThing o Shelfari. Ma penso che il mercato dei social network basati sul libro sia già saturo. Staremo a vedere cosa succede.
Fonte | TechCrunch
Foto | Flickr
Una adolescente di 15 anni, Nadia, che vive a Cleveland e passa 6 ore davanti al suo portatile. Sua madre è preoccupata perchè pensa non le piaccia leggere: Nadia rifiuta i libri della biblioteca, eppure leggere regolarmente i post di myyearbook.com, un sito di social network, frequenta YouTube, naturalmente, e Giaia Online, dove partecipa ai giochi di ruolo.
Senza contare che entra regolarmente su quizilla.com e fanfiction.net “leggendo e commentando storie scritte da altri e basate su libri, telefilm o film”, come sappiamo. La domanda è: Internet uccide la voglia di lettura di Nadia o, come dice la madre, “è comunque un bene che lei legga qualcosa, in ogni modo”.
Continua a leggere: Internet e la lettura: la storia di Nadia, 15 anni
Il libro diventa sociale. Se fino ad ora, grazie a Lulu, chiunque poteva pubblicare un libro, l’accordo con weRead renderà più semplice aumentarne la visibilità e raccomandarne la lettura. weRead è uno dei servizi di social networking più utilizzati al mondo, una comunità dove i lettori possono scoprire e raccomandare libri ai propri amici attraverso il network.
La creatura di Bob Young, che per primo ha intuito le potenzialità del web 2.0 creando il maggiore mercato al mondo di autori ed editori privati, dimostra ancora una volta la propria capacità imprenditoriale.
weRead, infatti, permette di creare librerie personali e scambiare raccomandazioni su ciò che si sta leggendo. L’applicazione, più 2 milioni di utenti registrati, s’implementa ad alcuni dei principali siti di social networking quali Facebook, MySpace, Orkut, Hi5, Bebo ed ha più di 40 milioni di libri tra le librerie degli utenti.
La collaborazione fra Lulu e l’azienda di Bangalore unisce due filosofie aziendali, self publishing e social networking, che, a mio avviso, l’editoria tradizionale avrebbe dovuto sposare da tempo. La filiera diviene più flessibile ed il libro, alla stregua dei comuni interessi, può circolare fra la gente. In piena logica web 2.0.
La rete soddisfa il protagonismo personale. Garantisce accettabili livelli di visibilità. Ogni forma d’espressione possiede una propria vetrina web-based. Utilizziamo Flickr se vogliamo rendere pubbliche foto ed immagini. YouTube, nel caso dei filmati. MySpace per la musica. E se volessimo condividere documenti o manoscritti personali?
Dal 2006 è attivo in rete Scribd, un social network dei contenuti testuali. Il sito è sia una comunità di condivisione di documenti che una piattaforma libera di auto-pubblicazione dei propri manoscritti. Su Scribd chiunque può pubblicare gratuitamente e condividere documenti di ogni genere: ebooks, presentazioni, fogli di lavoro, appunti scolastisci e quant’altro.
Scribd non fornisce funzioni di editing, come Google Documents, ma presenta maggiori funzioni sociali di condivisione. I testi, sono supportati i maggiori formati di videoscrittura, possono essere etichettati, commentati, votati e condivisi all’interno della comunità.