
Spesso abbiamo parlato di Simone Berni su Booksblog. Si tratta di uno dei più apprezzati detective di libri rari d’Italia, un po’ come Johnny Depp ne “La nona porta” (ma molto più brutto e più toscano). I collezionisti lo pagano per scovare libri introvabili, e lui li trova.
Nelle pause però scrive a sua volta dei libri che parlano di libri introvabili: le ricerche di Berni spaziano dalle edizioni apocrife cinesi di Harry Potter (tipo “Harry Potter e il leopardo che cammina sul dragone”) a misteriosi saggi come il “Rapporto Perego sull’aviazione di altri pianeti”, dalle biografie più compromettenti (e ritirate dal commercio) di Berlusconi a romanzi introvabili come “Il cacciatore ricoperto di campanelli” o il fantapolitico “5 anni di governo Togliatti”, fino ai testi maledetti che prevedevano l’11 settembre 2001 e via assurdeggiando.
Adesso è appena uscito il suo ultimo libro, un vero e proprio manuale per cacciatori di libri introvabili. La sovracopertina ricalca quella di uno dei più celebri libri maledetti della storia recente italiana, il leggendario Questo è Cefis di cui i cultori di pasoliniana avranno certamente sentito parlare. Il problema è che, secondo Ibs, non solo il Manuale del cacciatore di libri introvabili non l’avrebbe scritto Berni ma Simone Crescenzo (chi?), ma il prezzo sarebbe addirittura di 370 €, che con la gentile “carezzina” di Ibs arriverebbe a soli 333€, spedizione inclusa.
Sapevamo che i libri di Berni sono assolutamente preziosi, ma non pensavamo fino a questo punto! Svista o follia editoriale?
Rita Monaldi e Francesco Sorti rappresentano un caso pressoché unico di scrittori italiani “in esilio”. Nel nostro paese hanno pubblicato con Mondadori un romanzo, Imprimatur, che è stato un grandissimo successo di vendite e che tuttavia non è stato più ristampato. I seguiti, Secretum, Veritas e quelli che ancora seguiranno sono dei successi internazionali, tradotti in innumerevoli lingue ma inediti in italiano.
Il perché di quello che Monaldi & Sorti e molti osservatori indipendenti, in Italia e all’estero, definiscono un boicottaggio da parte dell’editoria italiana (e relativo indotto) è ampiamente spiegato sul sito AttoMelani.net e nell’ottimo libro di Simone Berni Il caso Imprimatur. Storia di un romanzo italiano bestseller internazionale bandito in Italia.
Ciò che vi proponiamo oggi è una rara intervista a Rita Monaldi e Francesco Sorti, realizzata dalla tv pubblica olandese, che riassume attraverso la loro testimonianza personale tutta la vicenda editoriale ed extra-editoriale di questi due geniali scrittori italiani. Qui sopra potete vedere la prima parte, dopo il “continua” la seconda. Buona visione.
Continua a leggere: Monaldi & Sorti, scrittori italiani "in esilio"
Stanotte alle 03.35 (quindi sarebbe più corretto dire domattina) Italia 1 trasmetterà per l’ennesima volta Sposerò Simon Le Bon di Carlo Cotti.
Se Italia 1 non lo trasmettesse piuttosto spesso, questo sarebbe un film introvabile (in VHS, Laserdisc, DVD o Blu-Ray) tratto da un libro introvabile. Scritto dalla quindicenne Clizia Gurrado, figlia del giornalista e scrittore Lello Gurrado, il romanzo Sposerò Simon Le Bon, sottotitolato «Confessioni di una sedicenne innamorata persa dei Duran Duran», fu pubblicato dall’Editrice Piccoli nell’ottobre del 1985, in allegato al primo numero di «Videomusic». Come racconta il grande Simone Berni nella sua preziosissima opera Libri scomparsi nel nulla, una copia di quella rarissima edizione, venduta all’epoca per cinquemila lire, può costare oggi più di duecento euro.
Simon Le Bon, cantante e frontman dei Duran Duran, band pop-rock di Birmingham tra le più rappresentative degli anni 80 del 1900, è l’oggetto dell’ossessione adolescenziale della protagonista, cioè la Gurrado medesima, e delle sue più intime amiche. Non a caso il romanzo è dedicato «a Rossana che sposerà John Taylor», bassista dei Duran Duran.

Ricordando il compianto scrittore John Keel e il suo più celebre libro-inchiesta, Il caso Mothman dedicato alle apparizioni americane dell’oscuro uomo-falena, abbiamo accennato anche a Tom Ury, uno dei principali testimoni oculari di suddette apparizioni.
Per gentile concessione del più volte citato Simone Berni, che nel suo Dischi volanti e mondi perduti si è occupato - forse unico in Italia - del caso dell’uomo-falena, BooksBlog pubblica oggi in esclusiva un prezioso documento: una lettera autografa di Tom Ury indirizzata allo stesso Berni il primo giugno 2004.
La lettera getta un’ombra sulla figura del compianto John Keel e sull’attendibilità dei suoi resoconti, e per questo abbiamo ritenuto fosse utile alla comprensione della complessa e sottovalutata figura del demonologo americano, la cui morte non ha suscitato il benché minimo scalpore nel nostro belpaese. Nella sua lettera a Simone Berni, Ury racconta di aver incontrato John Keel soltanto una volta, in occasione di una commemorazione a Point Pleasant, e si dice convinto che Keel temesse di incontrarlo perché sapeva di aver scritto su di lui «un sacco di **** [probabilmente: stronzate]».
Subito dopo il “continua” pubblichiamo il documento originale e la traduzione in lingua italiana.

La recente scomparsa dell’ufologo-demonologo-forteano John Keel ha portato ancora una volta alla ribalta Il caso Mothman, il libro che ha rivelato al mondo le apparizioni dell’uomo-falena nella sperduta Point Pleasant in West Virginia, in corrispondenza di episodi misteriosi, il più grave dei quali è il crollo del Silver Bridge sul fiume Ohio del 15 dicembre 1967 (46 vittime).
The Mothman Prophecies (titolo originale - e più celebre - de Il caso Mothman) di John Keel uscì negli USA nel 1975 e in Italia nel 2002, grazie al successo dell’omonimo film con Richard Gere. Si tratta di uno studio molto vario sulle apparizioni dell’uomo-falena, umanoide dagli occhi rossi e dalle enormi ali, avvistato ripetutamente a Point Pleasant tra il 1966 e il 1967. Il soprannome di Mothman, cioè appunto uomo-falena, fu ispirato alla stampa locale dal personaggio di Killer Moth, uno dei nemici minori di Batman.
Descritto da uno dei testimoni oculari come un enorme animale «dalle sembianze di un uomo ma più grande, alto circa due metri e con enormi ali attaccate alla schiena», l’uomo-falena è diventato oggetto di un culto sterminato (a Point Pleasant ne esiste persino una statua a dimensione naturale) e di innumerevoli ipotesi più o meno scientifiche. Secondo alcuni si sarebbe trattato di una gru canadese o di un gufo albino. Secondo altri - tra cui Keel - l’avvento dell’uomo-falena sarebbe stato invece legato a fenomeni paranormali avvenuti contestualmente in quella zona, tra cui avvistamenti di UFO, poltergeist, mutilazioni ai danni di uomini e animali e, infine, il crollo del Silver Bridge.
Nel silenzio totale dei media italiani, il 3 luglio scorso è morto John Alva Keel, l’autore di The Mothman Prophecies, in totale povertà nel suo appartmento alla periferia di New York, tra lo sporco e il degrado, dopo aver passato gli ultimi anni in auto-esilio dal mondo.
Oltre che autore del libro che ha ispirato l’omonimo film con Richard Gere, John Keel è stato un giornalista, un grande scrittore e indagatore dell’occulto, anche se lui amava definirsi demonologo, o meglio ancora forteano, dal nome del suo mentore Charles Fort (1874-1932), anch’egli sconosciuto nel nostro paese. Il lascito di Keel è costituito da numerosi e seminali libri sull’ufologia, tutti per lo più avvolti dalla leggenda.
Col suo testo più famoso, The Mothman Prophecies (edito in Italia da Sonzogno), Keel ha raccontato i fatti avvenuti nel biennio 1966-67 a Point Pleasant, West Virginia, e segnatamente le apparizioni di Mothman, creatura alata e antropomorfa avvistata da innumerevoli testimoni, e di misteriosi “uomini in nero” (men in black), che tanto hanno influenzato l’immaginario collettivo mondiale. Di Mothman John Keel ha parlato anche in Creature dall’ignoto (tradotto dall’editore Fanucci, che speriamo lo ristampi presto), raccogliendo ben ventisei diverse testimonianze oculari.