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Tutti gli articoli con tag silvio berlusconi

Salone del Libro di Torino: Il caso Cordero

pubblicato da Andrea Coccia

Salone del Libro di Torino: Il caso CorderoIeri pomeriggio il direttore editoriale del Salone del Libro di Torino, Ernesto Ferrero, introducendo la lectio magistralis dal titolo “Scorci del vizio degli italiani” di Franco Cordero, giurista, scrittore, editorialista de la Repubblica, ha compiuto un atto tanto inedito quanto grave su cui credo sia necessario fermarsi e riflettere.

Prima di tutto i fatti. Il 13 maggio, la Repubblica pubblica in anteprima un estratto del discorso di Cordero, un discorso che fa subito discutere per i toni e le accuse scagliate in direzione di Silvio Berlusconi, colui che «calca le scene da troppo tempo, ripetendosi nel repertorio dei guitti: gesticola e straparla», un «Duca Valentino del terzo millennio», «cinico, irridente, volgare nel profondo, bugiardo, versipelle, attore di una scurrile commedia dell’arte, spietato contro gli avversari».

A quel punto qualcuno si inquieta, il discorso gira e finisce sotto gli occhi del bersaglio, di Silvio Berlusconi, che nell’ultimo comizio elettorale del venerdì lo cita accusandolo di stalinismo e via dicendo. Quel che accade dopo lo posso soltanto imaginare: probabilmente qualcuno chiama il Salone, si lamenta della cosa e chiede al Direttore di intervenire e di prendere le distanze.

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Curiosità: il mistero della libreria di Berlusconi

pubblicato da Andrea Coccia

Curiosit� : il mistero della libreria di Berlusconi
I tempi sono quelli che sono e le notizie, soprattutto nel campo editoriale e culturale in genere, sono spesso talmente tristi da incitare alla depressione, per questo forse ogni tanto c’è bisogno di allentare la tensione e di pensare a cose meno serie. Per esempio fantasticare su quali siano i libri compongano la fantomatica libreria che fa da sfondo a Berlusconi.

In occasione di uno degli ultimi discorsi televisivi di Berlusconi, su alcuni siti, tra i quali IlPost.it è difatti partita questa bizzarra e curiosa sfida per capire da che libri sia composta la fantomatica libreria che da 17 anni – anche se con le opportune evoluzioni del caso – campeggia dietro al faccione di Silvio quando si rivolge agli italiani dal suo studio personale.

Se sulla destra dello schermo si vede chiaramente una enciclopedia, per quanto riguarda tutto il resto degli scaffali è difficile capire di che libri si tratti, il colore bianco-giallo molto diffuso non dice moltissimo, per qualche esemplare si potrebbe pensare ai Supercoralli Einaudi, anche se le dimensioni non quadrano. Voi avete qualche ipotesi?

Via | IlPost.it

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L'Italia s'è mesta, di Mariano Sabatini

pubblicato da sara

mariano sabatini
“Non so cosa abbiate nell’anima ma date a vedere che siete felici, ridete, vivete con leggerezza…almeno in apparenza”
Mariano Sabatini, per questo suo L’Italia s’è mesta, edito da Giulio Perrone, riesce a fare un bel ritratto del nostro Paese visto dai giornalisti stranieri che ne scrivono, da anni, per le loro testate.

Sabatini ha chiesto ai corrispondenti dall’Italia di El Mundo, Figaro, Financial Times, Frankfurter Allgemeine Zeitung e moltre altre, di raccontargli, spiega, “qual è stata la prima impressione che hanno avuto arrivando in Italia, come ci vivono, quali motivi di entusiasmo o di scontento li animano”, oltre ovviamente a un parere sulla politica italiana, come in una sorta di ‘intervista’ collettiva.

Ovvero, chiede loro l’autore, “Moriremo Berlusconiani?”, oppure, “C’è da fidarsi del compagno Fini?”, come da titolo di altrettanti capitoli. Senza considerare altre questioni come quella delle ingerenze della Chiesa nella politica italiana, e del ruolo delle donne come propulsori della crescita del Paese. Consapevoli che, come scriveva Montanelli, “la patria la si difende discutendola”: anche perchè, continua Sabatini, a volte come “per la pittura impressionista, composta da tocchi e macchie, serve fare due o tre passi indietro per avere una migliore visione d’insieme”.

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Alla fine, però, Saviano pubblica con Einaudi e Mondadori che sono di Berlusconi

pubblicato da Roberto Russo

Alla fine, però, Saviano pubblica con Einaudi e Mondadori che sono di BerlusconiIn merito alla querelle Silvio Berlusconi-mafia-Roberto Saviano gli animi si scaldano e la passione, quella vera, che fa vibrare il cuore, ci fa prendere posizioni ben nette. In rete ho trovato una impopolare riflessione su Saviano che vorrei condividere con voi. È la stessa autrice della riflessioneCristiana Alicata, scrittrice e militante del PD – a definirla impopolare.

Berlusconi è il premier pluri-inquisito. Berlusconi è uno dei maggiori editori italiani (Einaudi, Mondadori). Saviano scrive di mafia. Saviano pubblica con Mondadori ed Einaudi. Repubblica usa Saviano per fare web-audience. Su Repubblica il numero 1 di Mondadori implora Saviano di NON lasciarli e che in Mondadori c’è tanta libertà. 2010, Einaudi (sempre di proprietà di B.) pubblica l’ultimo libro di Saviano. Molto in-pubblicamente qualche dubbio di bieca operazione di marketing condivisa dai due editori Repubblica-Berlusconi, entrambi titolati a guadagnare sul ragazzo, mi vengono. Ecco. Scusate. So di essere impopolare, ma lo penso e lo dico.

Un accostamento che fa riflettere, senza dubbio. Qual è la vostra opinione in merito?

Foto | Flickr

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Berlusconi accusa Gomorra e la Piovra di essere un "supporto promozionale alla mafia"

pubblicato da Andrea Coccia


Questa mattina, durante la conferenza stampa di presentazione dei dati sulla lotta alla criminalità organizzata, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha indicato nel successo di libri come Gomorra di Roberto Saviano (di cui tra l’altro è editore) e di sceneggiati come La Piovra, la causa principale della celebrità di cui godono le associazioni mafiose nostrane nel mondo, celebrità ingiustificata, secondo Berlusconi, poiché come volume di affari le nostre mafie sono solo al sesto posto nello scacchiere criminale internazionale.

Ora, evitando di indagare il senso e la provenienza della curiosa classifica citata da Berlusconi, mi sembra che sia il caso di riflettere un momento sul significato di queste parole, parole che, in un paese normale, suonerebbero come assolutamente folli, se non criminali. Che altro senso potrebbe avere, infatti, affermare che opere letterarie, cinematografiche o televisive, realizzate per portare in primo piano i problemi del nostro paese, per provocare pubbliche discussioni, per sensibilizzare l’opinione pubblica, siano “un supporto promozionale” alle organizzazioni criminali?

Non è certo la prima volta che Berlusconi si permette di attaccare violentemente il mondo culturale additandolo come la causa del cattivo nome che l’Italia ha all’estero, come se le piaghe di cui soffre questo paese non esistessero, come se fossero semplici storielle da raccontare ai bambini per spaventarli. Ma il problema vero è che piaghe come queste smettono di esistere se nessuno ne parla, è per questo che il lavoro di scrittori e giornalisti come Roberto Saviano, o come anni fa Leonardo Sciascia e molti altri, è di vitale importanza per la lotta contro questo cancro, e forse è proprio per questo che a qualcuno da fastidio la loro esistenza e il loro lavoro.

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Guzzanti vs. Berlusconi, di Paolo Guzzanti

pubblicato da dario

Guzzanti vs BerlusconiGuzzanti vs Berlusconi è l’ultimo, monumentale saggio del controverso senatore Paolo Guzzanti, già socialista, forzista, pidiellino e adesso liberale. Benché si trovi nelle librerie italiane da qualche mese, e nonostante contenga rivelazioni e supposizioni a tratti esplosive, Guzzanti vs Berlusconi non ha suscitato i clamori della stampa. Eppure offre più di uno spunto di riflessione su temi di massima importanza.

In sintesi estrema, si tratta di una biografia di Silvio Berlusconi scritta dal suo ex compagno di partito alla luce, oltre che di esperienze amicali e di ricerche personali, di alcune lunghe e inedite interviste al Cavaliere raccolte da Guzzanti stesso nei primi anni 2000.

Questo librone si differenzia dagli innumerevoli altri sullo stesso argomento perché lancia in grande stile l’ipotesi che dopo l’edilizia e l’editoria, negli ultimi tempi Berlusconi si sia dedicato in maniera occulta a una nuova attività imprenditoriale, la più redditizia del mondo, quella della distribuzione di energia. Gasdotti, metanodotti, petrolio e cose così. Per entrare in questo grossissimo giro Berlusconi, secondo Guzzanti, si sarebbe servito della propria posizione di Presidente del Consiglio, al tempo stesso privilegiata e incontrollabile, per concludere affari privatissimi con «l’amico Putin», con conseguenze catastrofiche - sempre secondo Guzzanti - per l’indipendenza energetica dell’Italia e dell’Europa e per gli equilibri strategici internazionali.

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José Saramago incontra il pubblico italiano al Teatro Parenti di Milano

pubblicato da Andrea Coccia

José Saramago incontra il pubblico al Teatro Parenti di Milano
E’ atteso, anzi attesissimo, da tutti i suoi tantissimi fan per le 21 di lunedì sera prossimo, al Teatro Franco Parenti di Milano, location dove José Saramago, uno dei pochi grandi maestri della letteratura mondiale ancora rimasti, presenterà il suo ultimo libro, Il Quaderno, una raccolta di pensieri e analisi che lo scrittore portoghese ha compilato nell’ultimo anno e precedentemente pubblicato sul suo blog, O Caderno, per l’appunto.

Molti si ricorderanno di questo libro a causa del forte trambusto che aveva suscitato la notizia della decisione della sua storica casa editrice italiana, l’Einaudi, di non tradurre quest’ultima sua opera. La motivazione, mai del tutto chiarita dai vertici della casa editrice torinese, era la presenza di alcuni scritti, pubblicati da Saramago sul blog, in cui lo scrittore attaccava con veemenza il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi.

Ora, che finalmente, dopo mesi di ritardo, il libro arriva anche in traduzione italiana grazie al lavoro della casa editrice Bollati Boringhieri, José Saramago ha voluto tornare in Italia, per presentare il suo libro e le sue idee, e per dimostrare quanto sia difficile zittire un intellettuale del suo calibro, vincitore del Nobel nel 1998 e formidabile voce del nostro tempo.

Foto | TeatroFrancoParenti

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Lodo Mondadori: riconosciuti a De Benedetti danni per 750 milioni di euro

pubblicato da Andrea Coccia

Lodo Mondadori: riconosciuti a De Benedetti danni per 750 milioni di euro
E’ stata depositata oggi la sentenza dalla sezione civile del Tribunale di Milano relativa al Lodo Mondadori, una sentenza che sancisce il diritto della CIR, la holding finanziaria controllata da Carlo De Benedetti, al “risarcimento da parte di Fininvest del danno patrimoniale da ‘perdita di chance’ di un giudizio imparziale, quantificato in euro 749.955.611,93″.

La vicenda risale alla fine degli anni ottanta quando, attorno alle azioni della famiglia Formenton, proprietaria di una quota fondamentale del gruppo editoriale Mondadori, si scatenò la cosiddetta Guerra di Segrate, una guerra combattuta per vie legali che permise agli avvocati della Finivest di avere la meglio.

Fu il Lodo Mondadori appunto, che permise a Finivest, gruppo capeggiato da Silvio Berlusconi, di conquistare la maggioranza delle azione del gruppo editoriale di Segrate a scapito della CIR di De Benedetti, contravvenendo ad un accordo precedente che assicurava l’acquisto della maggior parte delle azioni Mondadori all’imprenditore torinese.

Ora, grazie a questa sentenza, le colpe e i danni da pagare sono stati finalmente dichiarati: Fininvest deve al gruppo di De Benedetti 750 milioni di euro di danni. Ma che effetti può avere il pagamento di una cifra così ingente per la casa editrice più grande d’Italia? Voi che scenario prospettate?

Via | Reuters
Foto | Berlusconi: Wikipedia; De Benedetti: Wikipedia

Un interessante intervento di Marco Travaglio sul caso Mondadori

pubblicato da Andrea Coccia


C’è un periodo della storia della casa editrice milanese Mondadori molto controverso: è il momento, tra fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, che vide scatenarsi la cosiddetta Guerra di Segrate, tra il gruppo capitanato da Silvio Berlusconi e quello capitanato da Carlo De Benedetti, per ottenere dagli eredi Mondadori l’acquisizione del loro impero editoriale (che a suo tempo non contava Einaudi, ma contava il gruppo Finegil, vale a dire L’Espresso, Repubblica e altre testate locali).

Nel video che vi sottopongo il giornalista Marco Travaglio, la cui autorevolezza non credo sia discutibile, parla appunto di questa guerra, una guerra che presto dovrebbe finire, ma di cui i giornali non si occupano affatto. Di questi tempi, infatti, la magistratura sta per emettere il suo verdetto circa l’ammontare dei danni che il gruppo Finivest dovrebbe versare nelle tasche di De Benedetti, il quale ha richiesto un risarcimento di quasi 1 miliardo di euro.

Non si tratta certo di cifre irrisorie, neanche per un gruppo potente come Finivest che, nel caso dovesse versare realmente questa cifra subirebbe un forte contraccolpo, insieme all’intero mercato dell’editoria libraria italiana, entro i cui confini il gruppo Mondadori è padrone assoluto. Vedremo come finirà, intanto però la cosa scandalosa è che, indipendentemente da come finirà questa storia, nessuno se ne occupa.

Via | BeppeGrilloBlog

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Bondolizer, il generatore di poesie di Sandro Bondi

pubblicato da Andrea Coccia

dove meno te la aspetti può nascondersi una poesia Che Sandro Bondi, politico è ministro per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana più o meno lo sanno tutti, ma che l’esponente del Popolo delle Liberta sia anche poeta, forse ai più è ignoto. E’ tuttavia così, perché Sandro Bondi scrive da sempre poesie e da un paio di anni cura addirittura una rubrica poetica su Vanity Fair.

Nella sua vastissima produzione si registrano per lo più poesie dedicate ad amici e colleghi, a Silvio Berlusconi e a sua madre Rosa per esempio, ma anche a Fabrizio Chicchitto, a Giuliano Ferrara e a moltissimi altri, quasi sempre poesie d’occasione il cui minimo comun denominatore è la qualità, assolutamente pessima.

Da un po’ di tempo a questa parte, il blog Gamberorotto ha messo online un programmino assolutamente geniale che riproduce gli scempi poetici bondiani in maniera perfetta, così perfetta da non riuscire quasi a distinguerle dalle originali, veramente divertente e da non perdere.

Foto | Flickr

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