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Tutti gli articoli con tag sicilia

"Retablo" di Vincenzo Consolo

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Questo libro arriva dalla libreria del mondo offeso di Milano, da un caso a dir poco provvidenziale e dal prezioso consiglio di Laura. E’ la storia di un viaggio che ho letto durante un viaggio. Proprio così, solo che il mio “traslarmi” si è sviluppato molto più a nord delle latitudini indicate nel magico miscuglio agrodolce di parole, che Consolo ha saputo impastare come la migliore delle paste martorane, talmente ben fatta da sembrar quasi più bella e invitante dell’originale.

È la vicenda di due uomini, il nobile pittore lombardo Fabrizio Clerici e dell’umile fraticello Isidoro. Due facce della vita e due concezioni dell’amore, il primo epurato nelle maglie della distanza e della ragione, il secondo smisurato, irrequieto e passionale fin sul limitare della follia, che si intrecciano con il destino della bella e sfortunata Rosalia. Il tutto accade in Sicilia, un’isola attraversata in maniera irregolare, che offre ospitalità e saccheggi, grandi onestà d’animo, banchetti e meschinerie a profusione. Una terra d’arte e di storia che giace sul mare come dimentica di sé stessa.

La narrazione si sviluppa sotto forma di diario indirizzato a Donna Teresita, colei che fa palpitare graziosamente il cuore del nostro artista, che intende regalarle un “quadro” in onore delle sue origini sicule per parte di madre. Un’occasione che permetterà al narratore-Fabrizio di immedesimarsi con i personaggi incontrati e di continuare il suo racconto nonostante le innumerevoli peripezie e l’inserto dedicato alla “Confessione di Rosalia”. Il finale arriva in fretta, come una specie di cesura-fisica che ci risulta difficile immaginare più fatalista.

[…] Mai sempre tuttavia il viaggio, come distacco, come lontananza dalla realtà che ci appartiene, è un sognare. E sognare è vieppiù lo scrivere, lo scriver mormorando del passato come sospensione del presente, del viver quotidiano. E un sognare infine, in suprema forma, è lo scriver d’un viaggio, e d’un viaggio nella terra del passato. […]

Video da cirosca3

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Da Olschki una collana dedicata a Sciascia

pubblicato da sara

sciasciaLa casa editrice Olschki dedica una collana a Leonardo Sciascia. Si intitolerà “Sciascia scrittore europeo”, e si tratta di un progetto nato su iniziativa dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia.

La collana, spiegano gli editori, vuole rendere omaggio “alla patria di Sciascia, antitesi dell’homo unius libri et unius loci, profilassi contro le malie del fanatismo, contro la fisima della Verita’ unica, cagione di ogni follia quaggiu”.

Il primo volume a essere pubblicato sarà “Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella libera e laica Svizzera”, a cura di di Renato Martinoni, che esplora i rapporti dello scrittore siciliano con la Svizzera e i suoi intellettuali. In appendice sono presenti testi pubblicati da Sciascia sui giornali elvetici e in abbinamento, un cd-dvd offre alcuni degli interventi radiofonici e televisivi piu’ significativi dello scrittore in patria elvetica.

Via | Olschki

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Libri da leggere assolutamente: Quello che veramente ami, di Riccardo Arena

pubblicato da sara

riccardo arena“Quello che veramente ami” di Riccardo Arena, giornalista del Foglio e di Panorama, è uno dei libri più belli che mi è capitato di leggere quest’anno. Un libro di cui mi è arrivata voce grazie a un bel passaparola di persone che sostengono che, quegli anni, se li ricordano esattamente come li descrive l’autore.

Arena sceglie di ambientare la sua storia a Milano, durante gli anni di Piombo, quando è in atto una vera ‘guerra civile’ fra la giovane generazione di ventenni fascisti e comunisti, che girano con le P38 in tasca e fanno due volte il giro del palazzo prima di parcheggiare il motorino sotto casa, mentre Cossiga vieta le manifestazioni. Che sarebbe come dire impedire lo sbarco di Normandia mettendo dei cartelli di divieto sulle spiagge, dice Enrico.

Il camerata Enrico che fa onore alla fede fascista del padre mutilato in guerra, l’anziano libraio Corolla che “non si rassegnava a vedere il figlio affannarsi a cercare di combattere una guerra che non c’era, o meglio non si vedeva, e che per questo motivo era un milione di volte più pericolosa di quelle combattute a viso aperto, sui campi di battaglia”.

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Sciascia e Camilleri portano sfiga. Ovvero il crepuscolo intellettuale della classe politica siciliana.

pubblicato da Andrea Coccia

Sciascia e Camilleri portano sfiga. Ovvero il crepuscolo intellettuale della classe politica siciliana.Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri portano sfiga, per un un po’ dovremmo smettere di leggerli” ad affermarlo è stato l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina, che ieri agli stati generali dell’autonomia a Siracusa ha tirato una riga rossa virtuale su tre dei più grandi scrittori siciliani dell’ultimo secolo.

“Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa, abbiamo bisogno di ottimismo” così Centorrino ha giustificato la sua terribile uscita, mettendo in mezzo l’ottimismo, dote che, a sua parere, viene messa in un angolo se si perde tempo a leggere libri come Il giorno della civetta, Il gattopardo o le avventure del commissario Montalbano.

Voi cosa ne pensate? Alla Sicilia servirebbe di più una bella dose di ottimismo e il sorriso sulla faccia, come vorrebbe Centorrino, o una altrettanto forte dose di consapevolezza e di comprensione dei mali che porta in seno, come vorrebbero probabilmente Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, una consapevolezza e comprensione che potrebbero alimentare, magari, qualche cambiamento in una terra dove chi governa lavora da sempre contro i cambiamenti?

Un aggiornamento: dalle pagine della Stampa la risposta di Andrea Camilleri, ultimo superstite fra i tre scrittori chiamati in causa da Centorrino.

Via | LiveSicilia.it
Foto | Flickr

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Una reporter tedesca e la 'Ndrangheta: Santa Mafia, di Petra Reski

pubblicato da sara

santa mafia“La televisione e i giornali si sono concentrati sulla mafia siciliana specie dopo le stragi in cui hanno perso la vita Falcone e Borsellino e per i grandi processi politici riguardanti Andreotti, Contrada e Dell’Utri. E nel frattempo la ‘Ndrangheta ha potuto sfruttare l’ombra che le faceva Cosa Nostra” Così scrive una giornalista tedesca, Petra Reski, nel suo dossier sulla ‘Ndrangheta calabrese, ‘Santa mafia’, edito da Nuovi mondi, di oltre 300 pagine.

Un libro che analizza i ‘punti di forza’ del fenomeno criminale, sottolineando la diversa concezione dei rapporti fra i suoi affiliati. Non gerarchia ma quasi una sorta di ‘federalismo’ fra clan che sono autonomi anche se coordinati nelle loro decisione.

Pochi spargimenti di sangue, ma la preferenza accordata alla speculazione economica e alla gestione di traffici fruttuosi, la Ndrangheta come nota la giornalista è un fenomeno meno ‘eclatante’ nelle sue manifestazioni ma molto più capillare forse all’estero (specialmente nelle rotte della droga del Sudamerica) della Camorra o di Cosa nostra, come dimostra ad esempio la recente strage di Duisburg, che tanto ha colpito anche l’immaginario dei compatrioti dell’autrice.

Nell’ombra infatti, spiega Reski, ”la ‘Ndrangheta ha potuto svilupparsi, riprodursi e ramificarsi in tutto il mondo, diventando l’organizzazione criminale più ricca in Italia, con 44 miliardi di euro di presunto fatturato all’anno. Da comprare ora, anche prima che qualche grosso editore, come è già accaduto anche con Fratelli di sangue, ne faccia un best seller.

Petra Reski
Santa Mafia
Nuovi mondi
19.50 euro

Via | Nuova società

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Qualunque cosa succeda. Storia di un uomo libero, di Umberto Ambrosoli

pubblicato da lara

Copertina Qualunque cosa succeda Non conoscevo la vicenda dell’avvocato Ambrosoli che venne ucciso la sera dell’undici luglio 1979 per essersi messo contro i “poteri forti”. Ho avuto modo di scoprirla guardando la puntata del 3 novembre di Parla con me. Sul divano rosso di Serena Dandini era presente il figlio di Ambrosoli, autore del libro Qualunque cosa succeda. Storia di un uomo libero.

Umberto racconta suo padre che “non era un eroe, né un martire. Soltanto un uomo che voleva essere se stesso e difendere la propria libertà”. Giorgio Ambrosoli ebbe l’incarico di commissario liquidatore degli istituti di credito del banchiere siciliano Vittorio Michele Sindona, il quale aveva commesso diverse operazioni illecite. Durante il suo operato l’avvocato ricevette molte pressioni per validare documenti che mettessero a tacere le irregolarità di Sindona; nonostante ciò decise di non cedere e di portare a termine il suo compito con onestà e professionalità. Per questo venne assassinato, la sera prima di sottoscrivere una dichiarazione formale sull’attività di Sindona.

Umberto ha deciso di scrivere un libro su suo padre, “perché è una bella storia e perché rappresenta come una persona può costruire il paese nel quale vuole vivere. La sua storia finisce male, ma non è l’unico finale possibile.” Su Giorgio Ambrosoli aveva già scritto un libro Corrado Stajano, Un eroe borghese, da cui fu tratto l’omonimo film diretto da Michele Placido. Il figlio Umberto dice di avere incontrato delle difficoltà nel confronto con il libro di Stajano, perché molto bello e ben scritto.

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Più scuro di mezzanotte. Una storia di mafia diventa un film

pubblicato da roberta

Dopo aver collezionato in un mese tre edizioni, “Più scuro di mezzanotte. Una storia di mafia”, bestseller di Salvo Sottile (caporedattore e conduttore del TG5), diventa un film. Lo ha annunciato la Sperling & Kupfer. Il libro più richiesto dagli editori stranieri (venduto in Germania a DTV), ha trovato Attilio De Razza come produttore.

Nel frattempo Salvo Sottile è tutto preso dal trasporre “Maqueda“, suo primo romanzo, dal cartaceo al cinematografico, dato che Valsecchi ha acquistato i diritti. In attesa del primo ciak d’inizio, non ci resta che leggere il libro. Che racconta com’è cambiata la mafia. Leggerlo è come vedere un film, una sceneggiatura che emerge da un accostamento di parole, sensazioni, profumi in una Sicilia intensa e con forti contrasti: una Sicilia al tempo stesso armoniosa, perché si percepisce che l’autore ha uno stile che nasce da dentro.

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Una statua di Montalbano a Porto Empedocle

pubblicato da Andrea Coccia

commissario_montalbano
L’incarico della realizzazione della statua del commissario Montalbano, forse ormai, in Italia, il più celebre tra i commissari letterari è stato assegnato a Giuseppe Agnello, docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dopo aver vagliato numerose proposte, arrivate al comune di Porto Empedocle come bozzetti da parte di 13 artisti, la giuria, capeggiata dal sindaco della città siciliana Calogero Firetto, ha espresso la sua opinione.

Sarà dunque in via Roma la statua di Salvo Montalbano, uno dei pochi personaggi della letteratura che siano riusciti a sfuggire dalla prigione di carta dentro la quale i loro autori li hanno condannati, ma non avrà la faccia di Luca Zingaretti, l’attore che lo impersona da sempre, almeno sugli schermi televisivi. Il volto della statua in rame sarà ideato a partire dalle descrizioni tratte dai libri di Camilleri, per volontà di Camilleri stesso, ma anche degli abitanti di Porto Empedocle, almeno quelli che hanno risposto al questionario messo in rete dal comune.

Per una volta, dunque, contro il potere icastico della televisione vince la letteratura. Tra qualche tempo i tantissimi amanti del Commissario di Vigata (di quello di carta si intende) potranno confrontare l’immagine del commissario che hanno in testa con quella di rame ideata da Giuseppe Agnello. Salvo Montalbano aspetterà tutti questi suoi fan appoggiato ad un palo di via Roma, nel comune di Porto Empedocle.

Via | ThrillerMagazine

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Andrea Camilleri. Ritratto dello scrittore, di Marco Trainito

pubblicato da sara

camilleriE’ siciliano Marco Trainito, una laurea in filosogia, e un libro appena uscito dedicato al papà di Montalbano.

Il titolo, semplicemente: “Andrea Camilleri- Ritratto dell scrittore”, pubblicato dai tipi Editing (a Treviso, in realtà),

All’interno, una lunga intervista, intervallata da interventi saggistici dell’autore, che va a toccare il tema della mafia siciliana e, leggo, dei suoi rapporti con la forma mentis di ‘un certo cattolicesimo’.

Via | Affari Italiani

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"Il Casellante" è il nuovo libro di Andrea Camilleri

pubblicato da loredana

E’ stato pubblicato lo scorso 26 giugno dall’editore Sellerio il nuovo libro di Andrea Camileri, il romanzo storico “Il casellante”. Lo scrittore siciliano, dopo la storia della donna sirena raccontata in “Maruzza Musumeci”, ha pensato ad una donna che tenta di trasformarsi in albero.

La storia di ”Il casellante” parte dagli anni ‘40 del Novecento e i protagonisti sono un casellante dei treni ed una donna che tenta di trasformarsi in albero. “Parlo di tentativo di metamorfosi, perchè queste possono anche fallire o riuscire a metà. Con questo secondo romanzo ed un terzo del quale però è prematuro fare anticipazioni, voglio realizzare una trilogia delle metamorfosi”, ha spiegato Andrea Camilleri.

L’ambientazione del romanzo è sempre in Sicilia, negli ultimi anni del fascismo, lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa. All’epoca fare il casellante era un privilegio non da poco. A Nino Zarcuto, rimasto privo di due dita per un incidente sul lavoro, è toccato un casello stretto tra la spiaggia e la linea ferrata. Si è sposato con Minica e aspettano, finalmente, un figlio. Un giorno dei soldati iniziano dei lavori vicino al casello per approntare una linea di difesa dal mare. E mentre scavano a ridosso del pozzo provocano una frana.

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